mercoledì 10 aprile 2024
La temperatura media degli ultimi 12 mesi, certifica il servizio meteo Ue Copernicus, è di 1,68°C sopra la media pre-industriale. «Continua la sequenza di record climatici»
Emergenza clima

Emergenza clima - ANSA

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«Manca una visione politica unitaria», punta il dito l’attivista di Fridays for future, Martina Comparelli. A più di 11 anni dai primi allarmi sul cambiamento climatico e il riscaldamento globale siamo ancora lì. Punto e a capo. E ogni mese che passa diventa sempre il più caldo. Ormai si viaggia a record dopo record. L’ultimo, in senso cronologico, se l’è conquistato il mese di marzo. Quello appena passato, del 2024, è stato il mese di marzo più caldo mai registrato: lo conferma il servizio meteo della Ue, Copernicus climate service.

La temperatura media globale il mese scorso è stata di 14,4°C, superiore di 0,73°C rispetto alla media del trentennio 1991 - 2020 e di 0,10°C rispetto al precedente record di marzo, quello del 2016.

Il mese inoltre è stato di 1,68°C più caldo della media di marzo del cinquantennio 1850 - 1900, periodo di riferimento dell’era pre-industriale. Secondo Copernicus, il marzo 2024 è il decimo mese di fila che si classifica come il più caldo mai registrato.

Negli ultimi dodici mesi, quindi, la temperatura media globale ha superato il limite di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali (la media 1850-1900) fissato dall’Accordo di Parigi del 2015 e dalla COP26 di Glasgow del 2021.

Le temperature sono state più alte della media nelle regioni centrali e orientali. Al di fuori dell’Europa, le temperature sono state più alte della media nel Nord America orientale, in Groenlandia, nella Russia orientale, in America centrale, in alcune parti del Sud America, in molte zone dell’Africa, nell’Australia meridionale e in alcune parti dell’Antartide. La temperatura superficiale marina media globale per il mese di marzo, al di sopra dei 60°S-60°N, è stata di 21.07°C, il valore mensile più alto mai registrato, marginalmente superiore ai 21.06°C registrati a febbraio.

«Il mese di marzo 2024 continua la sequenza di record climatici abbattuti sia per la temperatura dell’aria che per la temperatura superficiale degli oceani, con il decimo mese consecutivo di record. La temperatura media globale è la più alta mai registrata, con gli ultimi 12 mesi che hanno superato di 1.58°C i livelli preindustriali. Per fermare l’ulteriore riscaldamento è necessario ridurre rapidamente le emissioni di gas serra» ha sottolineato Samantha Burgess, vicedirettore del Copernicus climate service.

La notizia non sorprende, naturalmente, ricercatori ed esperti di clima e ambiente. «Noi continuiamo a saperlo – commenta Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr – finché non finisce il Nino nell’oceano Pacifico. Il problema è che ci sono studi recenti che fanno vedere come i nostri modelli hanno sottostimato le ondate di calore in Europa per via del fatto che questi anticicloni africani sono sempre più frequenti».

«Sono dati inquietanti non nasconde Luca Mercalli, climatologo – una sequenza di dieci mesi consecutivi che hanno superato il record mondiale di temperatura. Conferma non solo il trend in atto ma anche il fatto che ci sia una sorte di accelerazione rispetto ai modelli di simulazione del clima. Già 50 anni fa avevano una forchetta di situazione peggiore e migliore. Ora stiamo percorrendo le situazioni peggiori. Non è una sorpresa totale ma adesso fra i vari scenari siamo in quelli peggiori». «La cosa nuova è avere la sfilza di dieci mesi consecutivi – aggiunge Mercalli –

Dieci record globali uno in fila all’altro non si erano mai verificati. Nonostante questi sintomi allarmanti, al contrario la società sembra essere sempre più indifferente al problema perché non esiste una concreta posizione della società per risolvere il problema ambientale. Anzi vedo una marcia indietro negli ultimi anni: parliamo solo di guerre e non di clima».

Fra i più preoccupati, insieme agli scienziati, ci sono sempre anche i giovani. Anche quelli che con i loro blitz bloccano le strade e accendono le proteste. «I dati di Copernicus confermano quello che tutti sanno ma pubblicamente non ammettono: il limite che assolutamente non dovremmo superare, quei fatidici 1,5°C sottoscritti alla COP21 di Parigi, sono ormai un obiettivo pressoché irraggiungibile – commentano gli attivisti di Extiction Rebellion – Il Governo italiano, che quest’anno ha la presidenza del G7, continua a parlare di transizione non ideologica e, al contempo, a promuovere il Piano Mattei o lo sfruttamento di nuovi giacimenti, come il Coral South al largo delle coste del Mozambico. Se la volontà di contenere le temperature fosse reale la prima cosa da fare sarebbe porre uno stop all’estrazione e ai finanziamenti pubblici in sostegno alle fonti fossili, settore in cui l’Italia si assesta prima in Europa».

Anche la politica commenta gli ultimi dati allarmanti che arrivano dall’Europa. A puntare il dito contro l’inazione del governo, sono i rappresentanti dell’opposizione. Quella climatica «è una emergenza vera e non è qui da ieri» ha dichiarato Elly Schlein, segretaria del Pd. «La crisi climatica è la responsabilità più grande che abbiamo verso le prossime generazioni – ha sottolineato la segretaria del Pd – Serve attenzione e politiche pubbliche, non si può più aspettare». Anche il deputato di Avs e portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli attacca: «Dai dati emerge chiaramente la portata dell’emergenza climatica che stiamo affrontando. A questo punto, mi chiedo se la Premier Meloni e la sua maggioranza hanno avuto modo di consultare questi dati, loro che continuano a parlare di “guerra santa” della transizione green».

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