venerdì 19 agosto 2016
 Il vescovo Staglianò trova alleati contro i Pokemon Go
Il vescovo di Noto Staglianò in questi giorni ha avviato una personale battaglia contro l´app dei Pokemon Go, i pupazzetti virtuali diventati per molti giovani quasi un’ossessione. Staglianò si è scagliato infatti contro l’applicazione e i suoi programmatori che hanno disseminato, persino nel seminario vescovile e di fronte alla famosa cattedrale simbolo della città i Pokestop, sorta di palestra dove ci si allena per far crescere i Pokemon. Dichiara il vescovo: «I giovani devono dedicarsi a chi sta male, ai poveri, agli ultimi. Non hanno bisogno di vivere nel virtuale». E aggiunge: «L’app sta alienando migliaia e migliaia di giovani, crea una realtà parallela in cui si divertono a catturare in giro i mostri tascabili secondo una regia totalitaria e dove manca la partecipazione attiva e cosciente. È incredibile, hanno mappato il mondo creando un’altra realtà in cui il tempo comunque scorre e lo si sottrae alle cose importanti. Si cerchi invece chi vive nel dolore e nelle difficoltà». Sulla pericolosità dell’app gli dà ragione Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta. «Il gioco – spiega – richiede a chi lo usa di concentrarsi totalmente su quella che, pur essendo definita'realtà aumentata', è di fatto realtà virtuale, lasciando momentaneamente il contatto con la realtà attuale». Ecco perché da tutto il mondo giungono notizie di persone che compiono azioni avventate mentre giocano: ad esempio in Italia un turista tedesco ha scavalcato la recinzione entrando di notte nel Colosseo e una 19enne è stata sorpresa a guidare contromano a Firenze. E un bambino russo è caduto ieri da un balcone di un hotel in Tunisia. Insomma, serve protezione.  «È incredibile – prosegue Lobb – come un gioco simile possa essere stato lanciato senza precauzioni o avvertenze: sembra che il produttore voglia approfittare di una situazione nella quale gli adulti hanno poca presa sui giovani». Intanto Staglianò ha chiesto a due avvocati di pensare la fattispecie della denuncia per preservare la sicurezza sociale.
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