venerdì 15 settembre 2017
Grido d'allarme delle associazioni. Il ministero dell'istruzione nomina 10mila supplenti. La preoccupazione della Fish: posti assegnati a insegnanti senza abilitazione per il sostegno
Scuola a ostacoli per i disabili, vacilla il sostegno

La prima protesta del nuovo anno scolastico parte dalla Sardegna e riguarda le famiglie dell’associazione Abc, che rappresenta i bambini cerebrolesi. «Chiederemo al Miur un risarcimento danni, anche morale, per ogni giorno di ritardo nella nomina degli insegnanti di sostegno», sbotta la segretaria nazionale Francesca Palmas. Già in questi primissimi giorni di lezione, l’associazione ha ricevuto molteplici segnalazioni da tutta Italia, da parte di famiglie che, al rientro dopo le vacanze, non hanno trovato il docente di sostegno per i propri figli o che sono stati costretti a cambiarlo, vedendo così venir meno la continuità didattica.

«È un problema molto sentito dalle famiglie – conferma Palmas – tanto è vero che abbiamo subito richiesto, con i rappresentanti di altre associazioni, la convocazione urgente dell’Osservatorio nazionale sull’inclusione scolastica. Era facile prevedere quello che sta accadendo in questi giorni – conclude la rappresentante dell’associazione Abc – ma per risolvere definitivamente il problema, occorre dar seguito al disegno di legge che prevede la formazione obbligatoria per gli insegnanti sulla disabilità. Altrimenti, ogni anno sarà sempre la stessa storia. E si continuerà a distinguere tra alunni di seria A e di serie B».

Quest’anno, stando agli ultimi dati resi noti dal Ministero dell’Istruzione, gli alunni disabili iscritti alle scuole statali sono 234.658, circa 10mila in più rispetto al 2016-2017. I posti di sostegno sono complessivamente 138.849, di cui 38.769 in deroga. Dei restanti 100.080 posti, circa 10mila sono stati assegnati a supplenti per coprire i buchi ancora aperti al termine delle procedure di assunzione, a causa della carenza di personale con la specializzazione sul sostegno Per far fronte all’emergenza, il Ministero ha così attivato percorsi di formazione per 9mila docenti. «Siamo alle solite – attacca l’avvocato Salvatore Nocera, esperto di integrazione scolastica della Fish, la Federazione per il superamento dell’handicap –. La mancanza di insegnanti di sostegno, anche quest’anno, sta penalizzando gli alunni e costringendo le famiglie a fare ricorso ai Tribunali per ottenere le ore di sostegno cui avrebbero diritto. Inoltre, la carenza di docenti specializzati sta obbligando i presidi a nominare insegnanti senza la specializzazione per il sostegno. Soprattutto in Veneto, questo fenomeno sta assumendo dimensioni molto preoccupanti».

Nocera denuncia anche il «grave ritardo» accumulato dal Miur, che non ha ancora emanato il decreto ministeriale applicativo dell’articolo 14 del decreto legislativo 66 del 2017 sulla continuità didattica, approvato proprio per contrastare l’annuale “balletto” degli insegnanti di sostegno. «Il decreto 66 – spiega Nocera – concede ai presidi di confermare il supplente di sostegno, dietro richiesta della famiglia. Una norma di buon senso, caldeggiata dalle associazioni che, però, per diventare operativa ha bisogno di un decreto applicativo del Miur.

Dopo mesi di inutile attesa e dato che l’anno scolastico è già cominciato, ho scritto al Ministero sollecitando l’emanazione del decreto. Altrimenti – sottolinea Nocera – è come se la norma sulla continuità didattica non fosse mai stata scritta ed i nostri alunni, specie con disabilità intellettiva, continueranno ad essere esposti alla tortura di dover cambiare il docente di sostegno ogni anno». Da viale Trastevere fanno sapere che il decreto è fermo al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e che, tutte le problematiche legate alla nomina degli insegnanti di sostegno saranno «risolte nelle prime settimane» di scuola. Proteste sono state raccolte, infine, dal sindacato autonomo Anief, che rilancia l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”. «Il caso di Milano è emblematico – ricorda il segretario nazionale Marcello Pacifico –: a fronte di una richiesta di 11.500 insegnanti di sostegno, alla fine ne sono stati effettivamente assunti appena 450».

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