venerdì 3 agosto 2018
Sono ragazzi italiani, negano di avere agito per motivi razziali. Salvini: «Qualcuno dovrà chiedere scusa e tacere». Ma i social ricordano: il ministro fu condannato per lancio di uova
Daisy Osakue dopo le prime cure (Ansa)

Daisy Osakue dopo le prime cure (Ansa)

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a Fidal, Federazione italiana atletica leggera, ha confermato la partecipazione agli Europei di atletica di Daisy Osakue, ferita a un occhio da un uovo lanciato da tre ragazzi poi individuati. L'azzurra è stata visitata da una oculista all'Istituto di medicina dello sport del Coni, a Roma. La federazione fa sapere, sulla base del referto, redatto dal professor Antonio Spataro, direttore sanitario dell'Imss, che "il controllo oculistico effettuato dall'atleta ha documentato un miglioramento del quadri clinico che consente la sospensione progressiva della terapia cortisonica e la partecipazione ai Campionati Europei di atletica a Berlino".
"In virtù di questa comunicazione - conclude la Fidal -, la primatista italiana under 23 di lancio del disco farà regolarmente parte della squadra azzurra che domani, sabato 4 agosto, partirà per la rassegna continentale in Germania in programma dal 6 al 12 agosto".

Hanno un nome le persone che nei giorni scorsi hanno ferito la discobola italiana Daisy Osakue. Questa mattina i carabinieri di Moncalieri hanno identificato gli autori dell'aggressione, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 luglio. L'atleta venne colpita a un occhio da un uovo lanciato da un'auto in corsa. Si tratta di tre ragazzi italiani residenti a Vinovo, La Loggia e Moncalieri, che hanno utilizzato una Fiat Doblò intestata al padre di uno di essi.

Ai carabinieri hanno raccontato di aver lanciato le uova per «goliardia». Hanno negato, quindi, di avere agito per motivi razziali (cosa che comunque non ammetterebbero, anche per non aggravare la loro posizione, ndr).

Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino, erano state avviate subito dopo le prime dichiarazioni fornite dalla ragazza. Il veicolo era stato segnalato precedentemente da una donna residente a Moncalieri, che qualche giorno prima era stata vittima di un analogo lancio di uova, per fortuna senza conseguenze. I carabinieri hanno acquisito i filmati delle videocamere di sorveglianza dei vari negozi e di quelle posizionate nelle rotatorie, che hanno permesso di risalire al numero di targa del veicolo.

Questa mattina i militari hanno raggiunto l'abitazione del proprietario dell'auto a Vinovo. La vettura era parcheggiata sotto casa, con evidenti striature di residui di uova sulla fiancata destra. Il proprietario è stato accompagnato in caserma, dove ha spiegato che la vettura è saltuariamente utilizzata dal figlio 19enne. Quest'ultimo, alla presenza del suo avvocato, ha ammesso di aver lanciato le di uova, almeno sette in due mesi, fornendo anche i nomi di due amici che in caserma hanno ammesso le loro responsabilità.

"Se verrà dimostrato che il razzismo non c'entra niente e che addirittura, come pare, il primo di questi cretini è il figlio di un consigliere comunale del Pd, c'è qualcuno che deve chiedere scusa e fare silenzio per il prossimo mese", ha commentato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Salvini però è finito sotto attacco sui social per il lancio di uova. In questi giorni su twitter aveva ironizzato sui lanciatori di Moncalieri, definendoli cretini e anche proclamando: "Meglio il figlio di Foa che un figlio che tira le uova". Però in tanti si sono ricordati che nel 1999, già consigliere comunale a Milano, Matteo Salvini fu condannato a 30 giorni con la condizionale appunto per lancio di uova contro le forze dell'ordine e a Massimo D'Alema, che ricorda: "Ma non riuscì a colpirmi". E da Matteo Renzi arriva una tweet-stilettata, alle 16.40 del 3 agosto: "Matteo Salvini ironizza sulla vicenda di #DaisyOsakue dicendo che chi lancia uova è un cretino. Condivido la definizione. Sapete per cosa è stato condannato nel 1999 Matteo Salvini? Lancio di uova. Come si autodefinisce allora il nostro ministro dell'Interno?".

L'atleta azzurra rischia di saltare i Campionati europei

Daisy Osakue in maglia azzurra (Ansa)

Daisy Osakue in maglia azzurra (Ansa)

Aveva promesso di partecipare agli Europei di atletica nonostante l'aggressione subita. Invece, per Daisy Osakue, a differenza di quanto sembrava nei giorni scorsi, la partenza per Berlino «è a forte rischio». A comunicarlo ufficialmente è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della Giunta Nazionale.

L'atleta di origini nigeriane, primatista a livello nazionale Under 23 di lancio del disco, due giorni fa è stata colpita al volto da un uovo tirato da un'auto in corsa mentre tornava a casa a Moncalieri, alle porte di Torino. Un'aggressione che le ha provocato una lesione alla cornea per curare la quale «deve usare una dose di cortisone che, malgrado ci possa essere l'esenzione, è talmente in quantità eccessiva che non potrebbe averla», ha spiegato Malagò. Problemi di antidoping, quindi.

L'azzurra ha sostenuto ieri una visita oculistica per la valutazione dei danni riportati, ha fatto sapere il settore sanitario Fidal. Il verdetto è però rimandato a venerdì 3 agosto quando i sanitari della Federazione di Atletica hanno fissato un nuovo controllo a Roma, all'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, per valutare «se le condizioni cliniche e la terapia in atto siano compatibili con la partecipazione agli Europei di Berlino», al via il 6 agosto.

«Farò di tutto per esserci, per me è importante», aveva promesso Daisy uscendo dall'ospedale lunedì mattina, in seguito all'aggressione. E anche dopo aver appreso le ultime novità, non si è persa d'animo: in serata è attesa alla Sisport, la società dov'è cresciuta, per un allenamento leggero.

Daisy Osakue in gara a fine maggio a Roma (Ansa)

Daisy Osakue in gara a fine maggio a Roma (Ansa)



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