venerdì 10 novembre 2017
La Lega calcio sospende l'intesa con la società specializzata nelle scommesse che non può operare sul mercato italiano
Un passo indietro. Carlo Tavecchio, commissario della Lega di Serie A e presidente della Federcalcio: stop allo sponsor russo (Ansa)

Un passo indietro. Carlo Tavecchio, commissario della Lega di Serie A e presidente della Federcalcio: stop allo sponsor russo (Ansa)

La Lega di Serie A fa dietro “Infront”. Frena e sdrammatizza dinanzi all’ennesimo autogol in fatto di sponsorizzazioni discutibili (irregolari) compiuto dal calcio italiano che conta. All’occhio del commissario della Lega di Serie A e presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio e a tutto il suo staff era sfuggito lo sponsor contra legem: la società russa di scommesse sportive 1XBet. Ora si prende atto che la 1XBet non può operare sul mercato italiano, in quanto priva della licenza concessa dai Monopoli di Stato e quindi «si provvede alla sospensione del contratto in essere», informa Infront, l’Advisor della Lega Calcio che ha ceduto i diritti di presenting sponsor per i mercati internazionali alla società inglese Isgz. Formalmente la sospensione l’ha decisa proprio Isgz che aveva firmato il contratto con la società russa, e lo ha fatto «fino a decisione definitiva», spiegano a Infront, che sarà evidentemente la rescissione del contratto. Dunque Lega e Infront hanno indagato, come avevamo scritto ieri, e hanno deciso in tempi molto rapidi. Un’istruttoria a tempo di record. Anche perché avevano già avuto segnalazioni di irregolarità.

Stop dunque a un intrigo internazionale intercettato, in tempi ancora non sospetti, in Francia dall’Arjel. L’ente regolatore dell’azzardo transalpino, nelle scorse settimane, con una serie di missive aveva stabilito un ponte con i Monopoli di Stato per segnalare l’attività irregolare di 1XBet «non autorizzato in Francia e che stava invece promuovendo un accordo con la Lega Serie A». Avvenire, dopo verifica coi Monopoli di Stato, ha denunciato quell’«illegalità» montante, perché nonostante l’inserimento nella «blacklist» degli operatori irregolari del settore scommesse, 1XBet continuava a puntare sul mercato italiano.

Dopo Intralot, la società di scommesse che ha ancora un contratto in essere per la sponsorizzazione della Nazionale italiana (causa della nostra campagna "Azzurro vergogna", errore di Federcalcio, per il quale il presidente Tavecchio ha espresso il suo “pentimento”) un altro caso di “fuorigioco” denunciato e per fortuna sventato. In Lega Calcio si racconta di un Tavecchio spiazzato e fortemente contrariato per la “svista” sponsoriale di 1XBet... Un caso che ha sottolineato il peso delle scommesse in una Serie A dove 12 società su 20 beneficiano di sponsor che rimandano ad aziende dell’azzardo legalizzato.

Questa volta si era davvero andati oltre, visto che la sponsorizzazione, come sottolineato con forza dai Monopoli, era contra legem, in quanto firmata con una società che non può operare in Italia in quanto senza licenza o concessione. Lo ribadisce ad Avvenire Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia con delega per il settore dell’azzardo, confermando che la vicenda è stata attentamente seguita dal Governo. «In Italia si opera solo sulla base di licenze e concessioni. Non esiste il "gioco" libero. Il nostro è un sistema concessorio, non valgono licenze estere. È lo Stato che concede a una società privata di operare sul nostro territorio».

Il resto è illegalità. Infatti, aggiunge il sottosegretario, «noi perseguiamo tutte le situazioni di irregolarità. Spesso gli operatori cercano di aggirarle, spostandosi continuamente di indirizzo on line. Comunque noi lo scorso anno abbiamo oscurato circa 6mila siti. Appena siamo in grado di intercettarli la Guardia di Finanza e i Monopoli operano immediatamente». Ma, ci tiene a ricordare Baretta, non si tratta solo di violare una precisa norma. «Oltretutto chi opera senza licenza non paga nulla. Se non sono registrati come utenti fiscali, non pagano. È dunque chiarissimo che si tratta di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori che invece operano sulla base di una concessione e che dunque pagano». Assieme alle vittime dell’azzardo (ma questi sono i conti che non si vogliono ancora fare sino in fondo...).

E proprio alcune di queste società che operano su concessione avrebbero in questi giorni "indagato" autonomamente su 1XBet. In particolare per dimostrare che, malgrado il divieto, sta operando anche sul nostro territorio. Cosa che aveva escluso nel contratto ora sospeso. E che invece è possibile. È lo stesso sito della società russa, come verificato da Avvenire ad assicurare i «clienti» dall’Italia non hanno problemi, e che tutto sarebbe coperto da una licenza internazionale (che non esiste e che in realtà è una licenza di Curaçao). E questo, come ha ribadito Baretta, in Italia «è illegale». Lega Calcio Serie A e Infront lo hanno scoperto solo dopo la denuncia partita da queste colonne e sono intervenute su chi ha firmato materialmente il contratto, non verificando adeguatamente la correttezza dello sponsor. Così è scattata la sospensione.

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