Oltre 2mila interventi al Sud e nelle isole per il maltempo

Evacuazioni a Fiumicino e Cassano allo Ionio, in due delle regioni più colpite, con Sicilia e Sardegna. Per domani allerta gialla in 11 regioni
February 14, 2026
Oltre 2mila interventi al Sud e nelle isole per il maltempo
Danni maltempo nella riserva naturale di Trapani e Paceco, 14 febbraio 2026. ANSA/US Wwf italia +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Quel ticchettio ostinato sui vetri delle finestre e delle auto, sui tetti delle case e sull’asfalto bagnato: in gran parte delle regioni d’Italia in queste ore la pioggia incessante non sta ridisegnando solo i nostri programmi per il weekend, ma i confini dei territori in cui abitiamo. Come a Lamezia Terme, dove il personale ha tratto in salvo due cittadini a seguito di una frana. A Frosinone, invece, l’intera provincia è sotto pressione, con frane, allagamenti, strade chiuse e l’innalzamento preoccupante dei corsi d’acqua, mentre a Fiumicino c’è stato un allagamento alla foce del Tevere e 50 persone sono state evacuate.
Il maltempo sferza gran parte della penisola e non concede tregua, ma a pagare il prezzo più alto sono il Sud e le isole. Già stamattina si contavano 2mila interventi in 72 ore svolti dai vigili del fuoco solo tra Calabria, Sardegna e Sicilia. Le maggiori criticità si sono riscontate in Calabria nelle province di Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria e nel cosentino, con le esondazioni dei fiumi Crati, Busento e Campagnano che hanno causato gravi allagamenti. A Cassano allo Ionio è stata pure disposta l’evacuazione precauzionale di circa 500 persone: il fiume Crati ha raggiunto i 5,49 metri, superando gli argini naturali in diversi tratti: grazie all’impiego dell’elicottero i cittadini sono stati recuperati e portati al sicuro. Interrotta anche la linea ferroviaria Cosenza-Catanzaro. Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha convocato una giunta straordinaria per chiedere al governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale: «Abbiamo inoltre approvato una delibera specifica per chiedere anche il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il compatto agricolo, zootecnico e della pesca, messo in ginocchio». La risposta è arrivata subito dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra: «Il governo Meloni interverrà anche questa volta con tempestività per sostenere le amministrazioni locali e il sistema produttivo che stanno affrontando le pesanti conseguenze dell’ondata di maltempo di queste ore in Calabria, riconoscendo lo stato di emergenza nazionale e assicurando la massima collaborazione istituzionale».
In Sicilia sono Palermo, Messina, Catania e Trapani le province maggiormente colpite. Una situazione che si somma alla recente devastazione del ciclone Harry e sulla quale il Wwf in queste ore ha provato ad accendere un faro: «È tempo di passare dall’emergenza alla prevenzione strutturale. Non si può più ricostruire com’era e dov’era, ignorando la tropicalizzazione del Mediterraneo e l’innalzamento del livello del mare. La Sicilia non può più permettersi una gestione frammentaria del territorio».
Per domani, intanto, è stata diramata l’allerta gialla in 11 regioni: in particolare, su settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e sull’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia.

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