«Non fa abbastanza per proteggere i minori dai predatori sessuali», Meta condannata in New Mexico

Una giuria ha stabilito che Meta Platforms ha violato la legge statale in una causa intentata dal procuratore generale, che accusava l’azienda di aver ingannato gli utenti sulla sicurezza di Facebook, Instagram e WhatsApp e di aver favorito lo sfruttamento sessuale minorile
March 25, 2026
«Non fa abbastanza per proteggere i minori dai predatori sessuali», Meta condannata in New Mexico
Il giudice impegnato sul processo a Meta davanti al Tribunale di Losa Angeles, 24 marzo, REUTERS/Caroline Brehman
Una giuria del Nuovo Messico ha stabilito che Meta Platforms ha violato la legge statale in una causa intentata dal procuratore generale, che accusava l’azienda di aver ingannato gli utenti sulla sicurezza di Facebook, Instagram e WhatsApp e di aver favorito lo sfruttamento sessuale minorile su tali piattaforme. Dopo meno di un giorno di deliberazione, la giuria ha deliberato che Meta ha violato la legge sulla tutela dei consumatori e ha ordinato all’azienda di pagare 375 milioni di dollari in sanzioni civili. Una sanzione molto minore di quanto richiesto dallo Stato, cioè 2 miliardi di dollari di risarcimento. È la prima volta che una giuria si pronuncia su accuse di questo tipo contro Meta, mentre l’azienda affronta un’ondata di cause legali in tutti gli Stati Uniti sull’impatto delle sue piattaforme sulla salute mentale dei giovani.
«Non siamo d’accordo con il verdetto e faremo appello», ha dichiarato un portavoce di Meta in un comunicato. «Lavoriamo duramente per mantenere le persone al sicuro sulle nostre piattaforme e siamo trasparenti sulle difficoltà nell’identificare e rimuovere soggetti malintenzionati o contenuti dannosi». Il procuratore generale del Nuovo Messico Raúl Torrez, democratico, ha definito il verdetto «una vittoria storica per ogni bambino e famiglia che ha pagato il prezzo della scelta di Meta di mettere i profitti davanti alla sicurezza dei minori». «I danni sostanziali che la giuria ha ordinato a Meta di pagare dovrebbero inviare un messaggio chiaro ai dirigenti delle grandi aziende tecnologiche: nessuna società è al di sopra della legge», ha aggiunto. In una seconda fase del processo che si svolgerà a maggio, Torrez ha affermato che il suo ufficio chiederà al tribunale di ordinare a Meta di apportare modifiche alle proprie piattaforme per proteggere i bambini e di imporre ulteriori sanzioni finanziarie.
La decisione della giuria ha concluso un processo durato sei settimane a Santa Fe. Torrez aveva accusato l’azienda di consentire ai predatori sessuali un accesso senza restrizioni agli utenti minorenni e di metterli in contatto con le vittime, spesso con conseguenti abusi nel mondo reale e traffico di esseri umani. «Nel corso di un decennio, Meta ha fallito più e più volte nel comportarsi in modo onesto e trasparente», ha dichiarato alla giuria l’avvocata dello Stato Linda Singer durante le arringhe finali di lunedì. «Non ha agito per proteggere i giovani di questo Stato». Meta ha respinto le accuse, affermando di disporre di ampie misure di sicurezza per proteggere gli utenti più giovani. «Le prove dimostrano le solide informative di Meta e gli sforzi incessanti per prevenire contenuti dannosi. E queste informative indicano che Meta non ha mentito consapevolmente e intenzionalmente al pubblico», ha dichiarato l’avvocato di Meta Kevin Huff alla giuria.
Meta è stata sottoposta a crescente contezioso negli ultimi anni per la gestione della sicurezza di bambini e adolescenti, anche a seguito della testimonianza di una "whistleblower", la ex dipendente Frances Haugen davanti al Congresso nel 2021, secondo cui l’azienda sapeva che i propri prodotti potevano essere dannosi ma si è rifiutata di intervenire. Separatamente, Meta deve affrontare migliaia di cause legali che accusano lei e altre società di social media di aver progettato intenzionalmente prodotti che creano dipendenza nei giovani, contribuendo a una crisi nazionale della salute mentale. In alcune di queste cause, presentate sia nei tribunali statali che federali, sono stati chiesti risarcimenti per decine di miliardi di dollari. Una giuria statale a Los Angeles sta attualmente deliberando nel primo processo relativo alle accuse di dipendenza, ma proprio ieri i 12 giurati hanno ammesso di non riuscire a deliberare. Meta ha sostenuto che l’azienda è protetta dalla responsabilità legale sia nelle cause sulla dipendenza sia in quella del Nuovo Messico dalle tutele della libertà di espressione del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e dalla Sezione 230 del Communications Decency Act, che generalmente impedisce azioni legali contro i siti web per contenuti generati dagli utenti. Il giudice del Nuovo Messico ha respinto le argomentazioni di Meta sulla Sezione 230, permettendo al caso di arrivare a processo.
La causa del Nuovo Messico è nata da un’operazione sotto copertura condotta nel 2023 dall’ufficio di Torrez. Nell’ambito del caso, gli investigatori hanno creato account su Facebook e Instagram fingendosi utenti con meno di 14 anni. Gli account hanno ricevuto materiale sessualmente esplicito e sono stati contattati da adulti in cerca di contenuti simili, portando a incriminazioni penali contro diverse persone, secondo l’ufficio del procuratore. Lo Stato sostiene che Meta abbia dichiarato pubblicamente che Instagram, Facebook e WhatsApp sono sicuri per adolescenti e bambini del Nuovo Messico, nascondendo però la reale entità dei contenuti pericolosi e dannosi presenti sulle piattaforme. Secondo lo Stato, documenti interni dell’azienda riconoscevano problemi legati allo sfruttamento sessuale e ai danni alla salute mentale. Tuttavia, sempre secondo l’accusa, l’azienda non ha introdotto strumenti di sicurezza di base come la verifica dell’età e ha continuato a sostenere che le piattaforme fossero sicure. Lo Stato ha inoltre accusato Meta di aver progettato le proprie piattaforme per massimizzare il coinvolgimento degli utenti nonostante le prove dei danni alla salute mentale dei bambini. Funzionalità come lo scorrimento infinito e i video in riproduzione automatica mantengono i minori sul sito, favorendo comportamenti di dipendenza che possono portare a depressione, ansia e autolesionismo, secondo la causa.
Martedì, la giuria ha stabilito che Meta ha violato la legge statale sulla tutela dei consumatori impegnandosi consapevolmente in pratiche commerciali scorrette o ingannevoli. Ha inoltre ritenuto che le azioni dell’azienda fossero “inique” (unconscionable), ovvero che Meta abbia consapevolmente approfittato della mancanza di conoscenza dei residenti del Nuovo Messico. La giuria ha individuato 75.000 violazioni e ha assegnato 5.000 dollari per ciascuna. A maggio, il giudice Bryan Biedscheid dovrebbe presiedere un processo senza giuria sulle accuse dello Stato secondo cui Meta avrebbe creato un danno pubblico alla salute e alla sicurezza dei residenti. Lo Stato chiederà al giudice di obbligare Meta a modificare le proprie piattaforme, includendo una verifica efficace dell’età e la rimozione dei predatori.

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