«Tocca a noi, sorelle, lavorare per riparare i danni della guerra»: Armida Barelli e le altre che fecero l'impresa

La fondatrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica è stata ricordata in un evento a Montecitorio a 80 anni dal primo voto delle donne. La vicepresidente, Anna Ascani: «Facciamo memoria anche della tenacia e della generosità di quelle insostituibili “guide”». L'ex deputato dem Preziosi: «Abbiamo un debito di riconoscenza»
Google preferred source
May 22, 2026
«Tocca a noi, sorelle, lavorare per riparare i danni della guerra»: Armida Barelli e le altre che fecero l'impresa
L'evento alla Camera/ Camera dei Deputati
«Per le nostre nonne e le nostre madri è stato come scalare una montagna altissima, ripida e liscia, senza chiodi né corda. Campionesse assolute di un temerario free climbing dove l'insidiosa parete era formata da storia, convenzioni, convenienze (per gli uomini), pregiudizi, pigrizie e meschinità. E quest'anno celebrando l'ottantesimo anniversario del primo voto delle donne e per le donne facciamo memoria anche della fatica, dell'impegno, della tenacia e della generosità di quelle insostituibili “guide”, come Armida Barelli». Così Anna Ascani, vicepresidente della Camera, all'evento “Siamo una forza noi donne. Armida Barelli e le altre che fecero l’impresa”, tenutosi mercoledì sera a Roma, presso la Sala del Refettorio della Camera, su iniziativa dell’’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, delle donne delle Acli e dal Cerses, a 80 anni dal primo voto delle donne e dall’Assemblea Costituente.
Il profilo di Armida Barelli, fondatrice della Gioventù Femminile di Azione Cattolica nel percorso di emancipazione civica e politica delle donne italiane, è stato tracciato da Ernesto Preziosi, autore del volume Armida Barelli. Il lungo viaggio delle donne verso la partecipazione democratica (Editrice Ave). Una donna, ha ricordato l’ex deputato dem, «che non viene dalla militanza politica, che non è una femminista, che non farà carriera politica e che non sarà candidata né in quella consultazione né in quelle che seguiranno, ma che avrà un grande merito nell’aver motivato migliaia di donne alla partecipazione democratica. La Chiesa assume in quel primo dopoguerra un decisivo ruolo di orientamento rispetto a larghe fasce della popolazione, ivi compreso il mondo femminile», ha annotato Preziosi. «Verso donne come Armida Barelli abbiamo un debito di riconoscenza».
Nel panel sono intervenute Margherita Madeo, coautrice di “Libere per Costituzione. Le 21 donne che hanno fatto l’Italia” (Salani Editrice), la teologa Barbara Pandolfi, Emanuela Gitto, vicepresidente nazionale di Azione Cattolica, Mariangela Perito, responsabile del Coordinamento Donne Acli, e Chiara Sancin, che nel suo intervento ha portato alla luce l’enorme patrimonio di memoria custodito, anche sul voto delle donne, dall’archivio diocesano dell’Azione cattolica romana. Documenti che testimoniano come ci fu, al tempo, «una vera campagna di mobilitazione delle coscienze, una lettura tempistica del tempo in cui vivevano, una forza intelligente per un’organizzazione capillare e in rete con gli altri rami dell’Ac in grado di arrivare a tutte per sostenere il diritto/dovere del fare la propria parte come cittadini per la costruzione del tessuto civile a servizio del Bene comune», ha ricordato Sancin.
«Tocca a noi, sorelle – scriveva Armida Barelli –. lavorare per riparare i danni della guerra e per ottenere una vita tranquilla, serena, cristiana. Come? Preparandoci al voto e facendo lavoro di persuasione nell’ambiente femminile, facendo capire il dovere di votare per i candidati cristiani che daranno un governo cristiano e leggi cristiane».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire