«Mamma, la festa costa troppo. Non vado. E mio figlio si è salvato»

di Marco Birolini, inviato a Crans-Montana
I racconti dei ragazzi sul luogo della strage di Capodanno. «Mi sono riparato sotto un tavolo, ma non so come ho fatto a uscire». Una signora spiega che tanti amici del figlio erano dentro il locale. Un testimone: nel locale erano in 300. Tajani depone un mazzo di rose bianche. Sono 80-100 i feriti gravi
January 2, 2026
«Mamma, la festa costa troppo. Non vado. E mio figlio si è salvato»
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, insieme alle autorità locali a Crans-Montana, sul luogo della strage / Reuters
La strada che sale a Crans-Montana è deserta. Lunghi tornanti portano alla Mecca del divertimento invernale divenuto lugubre scenario di Capodanno. In paese c'è poca gente in giro, a metà mattina bar e negozi sono semivuoti. "Le Constellation" è circondato da transenne e tende dei soccorritori, mentre i gendarmi vigilano su curiosi e giornalisti. Cronisti e tv sono arrivati da tutta Europa, i collegamenti in diretta sono in spagnolo e in una imprecisata lingua dell'est. Un ragazzo con le lacrime agli occhi racconta in un angolo gli istanti dell'incendio, del calore insopportabile e del fuoco che inghiottiva tutto. Telecamere e microfoni lo assediano, lui risponde alle domande con un fil di voce. Venti metri più in là spunta la distesa di candele, triste rituale delle tragedie del nostro tempo. Qualcuno ha deposto fiori, qualcuno ha portato disegni e peluche. "Reposez en paix aupres des étoiles" ("riposa in pace tra le stelle") ha scritto qualcuno. Una donna si avvicina e appoggia un mazzetto sull'asfalto. Continua ad accarezzarlo, non riesce a staccarsene. Poi fa il segno della croce e si alza in lacrime. «Mio figlio Matteo doveva venire alla festa, ma si pagava 300 franchi solo per il tavolo. Allora mi ha detto: mamma, non fa niente, sto a casa...» Una scelta che l'ha salvato. «I suoi amici erano tutti qui, e uno non si trova più...» mormora la signora, prima di allontanarsi senza smettere di piangere. Un altro testimone, un ragazzo giovane che era lì quella notte, ha raccontato che nel locale c'erano almeno 300-400 persone: «Non so nemmeno io come ho fatto a salvarmi mi sono riparato sotto un tavolo e poi sono uscito».
A un certo punto arriva il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che depone un mazzo di rose bianche e abbraccia le autorità locali, sostando davanti a candele e fiori posti a ricordo. Continua infatti la "processione "di turisti che passano pietosamente a portare rose, mentre una mamma chiede al figlioletto che canticchia allegro di fare silenzio. Fa freddo e si attende all'ombra, tra sguardi bassi e poche parole.
Alcune persone lasciano candele davanti al bar "Le Constellation", a Crans-Montana
Alcune persone lasciano candele davanti al bar "Le Constellation", a Crans-Montana
Nell'ultimo aggiornamento l'ambasciatore d'Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha riferito «ci sono 6 italiani dispersi e 13 ricoverati» ma l'elenco completo dovrebbe essere diffuso questa mattina. Intanto, le autorità svizzere parlano di 80-100 persone in condizioni critiche, tra i 115 feriti nell'incendio di Crans-Montana. Le vittime sono cittadini svizzeri, italiani e francesi. «Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali - ha spiegato il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl - molte non sono state ancora identificate».
Dubbi, invece, sul riconoscimento del giovane golfista Emanuele Galeppini tra le vittime italiane. A darne notizia, in una nota, è stata ieri la Federazione italiana golf, che lo ricorda come «un atleta che portava con sé passione e valori autentici». Ma oggi lo zio Sebastiano Galeppini, in una intervista rilasciata ad Adnkronos, ha smentito la notizia. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del Dna».
In tarda mattinata è atteso a Crans-Montana il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tra i feriti ci sono 9 cittadini francesi, ma altri 8 non sono ancora stati rintracciati e, ha fatto sapere il ministero degli Esteri, «non si può escludere che siano tra le vittime». Quanto alle 47 vittime,  la loro identificazione richiederà giorni, forse settimane. Lo ha dichiarato un portavoce della polizia elvetica. È un lavoro molto difficile, dato l'elevato numero di vittime, ha sottolineato. L'attenzione al momento è rivolta alle famiglie. «Vogliamo procedere il più rapidamente possibile» ha continuato il portavoce, affinché l'attesa per queste persone finisca presto. Nel frattempo, le autorità sono in stretto contatto con i familiari che ricevono assistenza psicologica.
Le transenne davanti al "Le Constellation" stamani
Le transenne davanti al "Le Constellation" stamani
Il punto sull'emergenza sanitaria
È stato il primo ad essere indicato per l’accoglienza dei feriti più gravi: così ieri nelle ore drammatiche dei racconti e delle testimonianze in arrivo da Crans Montana, il Centro Grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda di Milano si preparava ad accogliere i primi feriti. Tre in tutto a fine giornata quelli giunti nel capoluogo lombardo grazie all’attivazione del cosiddetto “Cross”,  la Centrale remota operazioni soccorso sanitario della Protezione civile per coordinare il trasferimento di feriti verso ospedali italiani. Nel pomeriggio di oggi, altri cinque feriti saranno trasferiti al nosocomio milanese, secondo quanto riporta la Protezione civile.
Si tratta di tre ragazzi italiani giovanissimi. «Sono intubati e hanno ustioni sul 30-40% del corpo», ha riferito l’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, poco prima del loro arrivo all’ospedale milanese. «Abbiamo parlato con i medici dell’ospedale di Berna e con l’ospedale di Zurigo, dove ci sono due giovanissimi nostri connazionali ricoverati, però sono in condizioni talmente critiche che gli stessi medici svizzeri hanno sconsigliato al momento di evacuarli sul nostro ospedale». Stamani, per la prima volta, ha parlato il padre di uno dei tre ricoverati al Niguarda, rassicurando sulle condizioni di salute del figlio: «Mio figlio sta male, ma è vivo e questa è la cosa più importante per noi - ha spiegato Umberto Marcucci, padre di Manfredi -. Adesso si trova in coma farmacologico e lo stanno già operando in ospedale». 
«Ci sono altri italiani nei diversi ospedali della Svizzera - prosegue -, non abbiamo ancora le indicazioni più precise, ma insieme al capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, abbiamo deciso di mandare un team di nostri esperti in ustioni, quindi medici con competenze specifiche dovrebbero partire durante la notte, gireranno tutti gli ospedali della Svizzera per controllare tutte le condizioni dei nostri connazionali ricoverati nei diversi ospedali». La Regione Lombardia manderà anche un team di psicologi per assistere i parenti e i genitori di quelli che sono già stati rintracciati e che sono in ospedale e di quelli dei quali ancora non si hanno notizie.
L’Italia è pronta anche ad accogliere feriti di altre nazioni. Ma non c’è solo la Lombardia a mobilitarsi. «Ringrazio - ha detto il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano - per la immediata disponibilità ed efficienza, anche in un giorno di festa, i presidenti e le autorità sanitarie e di protezione civile delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia».
Azienda Zero del Piemonte ha risposto a una richiesta di Elisoccorso della Lombardia, per un elicottero necessario al trasporto di un paziente, poi ricoverato in Lombardia. L’elicottero del Servizio Regionale di Elisoccorso è partito alle 16.05 dalla base di Borgosesia ed è atterrato alle 16.25 all’aeroporto di Sion, in Svizzera. L’equipe sanitaria è stata trasportata in ambulanza in ospedale dove ha prelevato un paziente ustionato che è stato poi trasferito sull’elicottero e trasportato in Lombardia per il ricovero.
Il nuovo centro ustionati dell’ospedale milanese è stato recentemente ampliato per affrontare le emergenze sanitarie in previsione dell’importante appuntamento olimpico, Milano-Cortina 2026, che fra poco più di un mese si giocherà proprio sul suo territorio. Con diciotto posti letto dedicati, il Centro ustioni di Niguarda diventa così punto di riferimento di livello europeo. È l’unico in Lombardia (non esistono altre strutture pubbliche analoghe, e nemmeno private): dei 12 posti letto, 5 sono attrezzati per l’assistenza di terapia intensiva, con possibilità di isolamento per la gestione di pazienti estremamente complessi. Può contare su 12 tra medici e chirurghi plastici, 5 rianimatori dedicati. È inoltre affiancato dalla Banca dei Tessuti e Terapia Tissutale di Niguarda, dove avvengono il prelievo (dal paziente stesso) e la lavorazione per ottenere innesti utilizzati per coprire la superficie corporea, e dai percorsi ambulatoriali di Chirurgia Plastica che si occupano di trattare gli esiti delle lesioni da ustione.

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