Mamma a 59 anni, papà a 70: ma che limiti ha il “diritto” di avere un figlio?
La nascita di Francesca Pia, un paio di mesi fa, in una clinica di Salerno è un evento felice. Ma la legge italiana prevede che possano accedere alla Pma coppie in età potenzialmente fertile e in Campania il tetto è fissato a 46 anni

Mamma a 59 anni, papà a 70. La nascita di un bebè è sempre un evento felice, e così è stato l’arrivo in questo mondo di Francesca Pia, un paio di mesi fa. Quando la piccola ha visto la luce, in una clinica privata convenzionata di Salerno, pesava 2,4 chilogrammi e oggi ha raggiunto il peso di 4,5 chilogrammi. A costituire una notizia è l’età dei genitori, che non hanno altri figli. Il medico che ha seguito la coppia, un esperto salernitano di Procreazione assistita che riveste anche un ruolo politico importante per l’Udc nazionale, ha esultato su Facebook, spiegando che si tratta di un «caso davvero eccezionale, perché ottenere un concepimento a un’età materna di 59 anni rappresenta un evento estremamente raro». Per noi, aggiunge, «è motivo di grande soddisfazione aver accompagnato questo percorso fino alla nascita di una bambina che oggi sta bene e cresce regolarmente». Il dottore non spiega null’altro, ma è facile immaginare che si tratti di una procedura particolarmente “tardiva” di Procreazione assistita. In Italia la Legge 40 prevede che possano accedere alla Pma coppie in età potenzialmente fertile. Non impossibile, ma perlomeno difficile immaginare che una donna di 59 anni possa rientrare in questa categoria. Inoltre le Regioni hanno posto dei limiti di età per i trattamenti a carico dello Stato: in Campania si tratta di 46 anni non compiuti, che è già un’età piuttosto avanzata. Resta la domanda: esiste un limite al “diritto” di avere un figlio?
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