Lo sport va in periferia per favorire l'inclusione dei minori
di Redazione
Terza edizione del progetto dell'Albero della Vita, che in tre anni ha coinvolto più di 4 mila bambini. La direttrice Catapano: "Abbattiamo le barriere economiche e garantiamo il diritto al gioco"

Lo sport come assist per l’inclusione dei minori che vivono nei quartieri più disagiati delle grandi città. Sport Never Stop, il progetto promosso da Fondazione l’Albero della Vita ETS e Fondazione Conad ETS, ha offerto a 1.500 bambini tra i 6 e i 10 anni la possibilità di praticare l’attività preferita gratuitamente. Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa coinvolge quest’anno Genova e altre 10 città italiane (Milano, Reggio Emilia, Cagliari, Napoli, Catanzaro, Venezia, Mestre, Brindisi, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto). In tre anni il progetto ha raggiunto oltre 4.050 beneficiari, 90 società sportive locali e oltre 60 scuole. Fondazione l’Albero della Vita ha scelto come focus di questa nuova edizione di Sport Never Stop il contrasto agli stereotipi di genere in ambito sportivo, con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente le bambine, spesso più penalizzate nel fare sport rispetto ai coetanei maschi quando provengono da contesti sociali fragili. Sono stati attivati oltre 200 percorsi di pratica sportiva su misura, costruiti a partire dalle attitudini e dai desideri dei giovani coinvolti. Come già avvenuto per le precedenti edizioni, anche nel 2026 bambini e bambine hanno avuto la possibilità di scegliere l’attività sportiva da svolgere gratis per 10 mesi, periodo coincidente con l’anno scolastico. Per ogni beneficiario, le figure educative di riferimento hanno strutturato un piano educativo personale, assicurando un’attività sportiva accessibile e fornendo una dote sportiva che copre l’iscrizione al corso, il kit sportivo, la visita medico-sportiva e i costi di trasporto.
Oltre agli sport più classici come nuoto, calcio, pallavolo e basket, bambini e bambine hanno scelto anche discipline più particolari come vela, arti marziali, arrampicata, acrobatica e atletica. L’obiettivo è divertirsi, ma anche restare lontani dalle dinamiche di strada del quartiere e dalle insidie digitali, diretta conseguenza dell'uso eccessivo degli smartphone.
“Per Fondazione l'Albero della Vita, lo sport non è mai stato un semplice momento di svago – spiega la direttrice generale Isabella Catapano -. In un Paese dove la povertà assoluta, e quindi anche educativa, colpisce oltre 1,4 milioni di minori, privandoli non solo del necessario ma anche della possibilità di sognare, lo sport rappresenta un eccezionale strumento di inclusione e di cittadinanza attiva. Spesso, nelle periferie delle nostre città, il costo di un corso sportivo o la mancanza di strutture diventano l'ennesima barriera invisibile che separa un bambino dal suo potenziale. Grazie al sostegno di Fondazione Conad ETS, con 'Sport Never Stop' abbattiamo queste barriere, garantendo ai bambini che seguiamo nei nostri progetti il diritto al gioco, alla salute e alla disciplina positiva che solo l'attività sportiva sa trasmettere”.
L’evento di presentazione del progetto a Genova ha visto la partecipazione di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, che ha evidenziato il ruolo chiave di iniziative come questa anche nella prevenzione della criminalità giovanile: “In molti quartieri delle nostre città i ragazzi crescono in contesti difficili, dove mancano opportunità e modelli positivi. Offrire loro la possibilità di praticare sport, stare insieme e confrontarsi con educatori e allenatori significa dare un’alternativa concreta alla strada e ai modelli sbagliati che troppo spesso circolano tra i più giovani. In questo senso iniziative come questa non aiutano solo i ragazzi e le loro famiglie, ma aiutano anche noi magistrati, perché prevenire significa ridurre le condizioni che possono portare alla criminalità”.
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