La Sicilia in cerca di residenti usa la leva fiscale anti-spopolamento

La Regione ha approvato una norma che prevede un rimborso Irpef del 50% per tre anni rivolto a chi si trasferisce dall’estero e acquista o ristruttura un immobile
April 11, 2026
La Sicilia in cerca di residenti usa la leva fiscale anti-spopolamento
Il Comune di Mineo a rischio spopolamento come altri paesini dell'entroterra siciliano
In Sicilia si prova a invertire la rotta dello spopolamento con una leva fiscale. La Regione rimborserà fino al 50 per cento dell’Irpef a chi si trasferisce dall’estero e stabilisce nell’isola il proprio domicilio fiscale. L’incentivo potrà salire al 60 per cento nei Comuni con meno di 5 mila abitanti, con un tetto massimo di 100 mila euro l’anno per tre anni. È quanto prevede il decreto attuativo approvato ieri dalla giunta guidata da Renato Schifani, in attuazione di una norma della legge di stabilità regionale. Il contributo è destinato a chi trasferisce la residenza in Sicilia dall’estero, produce un reddito, da lavoro o da pensione, e acquista un immobile abitabile oppure realizza interventi edilizi su una proprietà già posseduta nell’isola. La residenza dovrà essere mantenuta almeno fino al 31 dicembre dell’anno successivo al trasferimento. Il rimborso sarà calcolato sull’Irpef effettivamente versata e riconosciuto dalla Regione.
La misura punta ad attrarre nuovi residenti e a favorire il rientro di chi negli anni ha lasciato la Sicilia. Incentivo fiscale, rilancio del mercato immobiliare e contrasto allo spopolamento si concentrano in un’unica direzione, con un’attenzione particolare ai centri più piccoli. Il quadro demografico chiarisce la posta in gioco. Secondo i dati Istat la Sicilia è scesa sotto i 4,8 milioni di residenti, con 4.797.359 abitanti, in calo costante. Il saldo naturale resta negativo, con oltre 21 mila decessi in più rispetto alle nascite in un solo anno, mentre prosegue l’emigrazione, soprattutto tra i giovani. Il fenomeno incide in modo più marcato nelle aree interne e nei piccoli Comuni. In questo scenario, ogni tentativo di attrarre nuovi abitanti o favorire i rientri si confronta con una tendenza strutturale, segnata da bassa natalità, invecchiamento e mobilità in uscita.
A guardare con favore alla misura sono soprattutto i piccoli Comuni, dove l’incentivo è più alto e lo spopolamento pesa di più. È il caso di Mineo, circa 4.300 abitanti, tra i centri dell’entroterra pienamente colpiti dal calo demografico. «Accogliamo questa misura con grande favore – osserva il sindaco Giuseppe Mistretta – perché può rappresentare uno strumento importante. Da anni registriamo una voglia di rientrare nei nostri territori, dove la qualità della vita e il costo sono più sostenibili. Iniziative come questa possono rafforzare un percorso che abbiamo già avviato, anche attraverso i bandi per i Comuni marginali».
Il fenomeno, però, resta profondo. «Le aree interne vivono uno spopolamento crescente, destinato ad accentuarsi nei prossimi anni – prosegue il sindaco –. Pesano la bassa natalità e, soprattutto, la mancanza di opportunità lavorative: molti giovani studiano e si specializzano, ma non trovano sbocchi nei nostri territori, che hanno una vocazione prevalentemente agricola e da tempo attraversano difficoltà strutturali. È un’iniziativa lodevole, ma serve accompagnarla con politiche capaci di attrarre imprese e creare occupazione. Solo così si può offrire ai giovani la possibilità di restare o tornare». Sul fronte locale, aggiunge, «i Comuni possono intervenire soprattutto migliorando servizi, vivibilità e riqualificazione urbana, utilizzando risorse esterne. Senza un sostegno strutturale degli altri livelli istituzionali diventa difficile incidere in modo duraturo».
Resta da verificare quale impatto potrà avere questa leva economica. Il trasferimento di residenza dipende da condizioni più ampie: servizi, collegamenti, tempi amministrativi, opportunità professionali, qualità della vita.
«È una misura che può rendere la Sicilia più attrattiva anche per chi oggi vive e lavora all’estero – spiega il sindaco di Catania Enrico Trantino –. Per una città come Catania può rappresentare un’opportunità, soprattutto se si traduce in nuovi residenti che scelgono di investire stabilmente qui, anche sul piano professionale. Il punto decisivo sarà la capacità di accompagnare questo incentivo con servizi efficienti, tempi amministrativi certi e condizioni che rendano sostenibile una scelta di vita. La leva fiscale può aprire uno spazio che i territori devono essere pronti a intercettare».

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