L'ultimo saluto di Genova a Monica e Giorgia: «La morte non ha l'ultima parola»

Folla commossa al funerale della professoressa Montefalcone e della figlia, annegate alle Maldive con altri tre italiani. Le parole di speranza dell’arcivescovo di Genova Tasca. A Padova le esequie di Gianluca Benedetti
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May 30, 2026
L'ultimo saluto di Genova a Monica e Giorgia: «La morte non ha l'ultima parola»
Funerali di Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, morte durante un'immersione subacquea in grotta alle Maldive lo scorso 14 maggio, nella Chiesa di san Francesco di Pegli, Genova / ANSA
«È un dolore che non può essere detto fino in fondo, perché le parole non sono in grado di contenerlo, né di esprimerlo». È toccato a don Pierino Cattaneo, già parroco di San Francesco di Pegli, cercare di dire una parola di consolazione e speranza, ai familiari, agli amici e ai colleghi di Monica Montefalcone e di sua figlia Giorgia Sommacal, morte con altri tre italiani durante un’immersione alle Maldive, il 14 maggio. L’intera comunità ha voluto partecipare al funerale della biologa marina 51enne, docente e ricercatrice dell’Università di Genova e della figlia di 23 anni, a cui la madre aveva trasmesso l’amore per le profondità marine e che l’ha seguita in questa, ultima, spedizione scientifica. «La passione per il mare, per la ricerca e per l’ecologia degli ambienti marini era per lei quasi una missione», ha sottolineato don Pierino, che aveva celebrato il matrimonio di Monica Montefalcone e Carlo Sommacal e aveva battezzato i figli Giorgia e Matteo. Il sacerdote ha anche ricordato l’impegno della professoressa Montefalcone come catechista e ministro straordinario della Comunione.
«Sul braccio di Monica era tatuata una frase del Salmo – ha ricordato don Pierino –: “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché Tu sei con me”. Quella “valle oscura” sembra oggi una profezia. In quelle parole c’era una fede incondizionata. E quel Signore di cui si fidava e nel quale credeva è venuto a prenderla proprio lì, in quel mare dove lei lo cercava nascosto nella bellezza del creato. E insieme a Giorgia, presa per mano, l’ha condotta nella sua casa».
Parole di speranza e fiducia anche nell’omelia dell’arcivescovo di Genova, Marco Tasca, che ha voluto ribadire alle tantissime persone presenti in chiesa che «la morte non ha l’ultima parola». «Pensiamo al sorriso di Monica e Giorgia – ha detto l’arcivescovo –. La morte non può cancellarlo. I ricordi belli vissuti insieme non muoiono: continuano a vivere nel cuore di chi resta».
Ricordi come quelli vissuti da Giorgia con il fidanzato Federico Colombo. I due giovani progettavano un futuro insieme: «Tu eri casa», ha detto Federico. Una frase semplice e profonda che racconta tutto l’amore di questi fidanzati. «Non dovevamo salutarci così», ha concluso Federico.
Nelle stesse ore, a Padova, nella chiesa di Cristo Re, si sono svolte le esequie di Gianluca Benedetti, il capobarca di 44 anni, anch’egli morto nella tragedia delle Maldive, dove viveva da oltre 15 anni. Circa ogni sei mesi prendeva un aereo per fare visita all’anziana madre, che vive sola in un appartamento non distante dalla chiesa. «In questa parrocchia Gianluca si è aperto alla vita e l’ha riempita di esperienze e cose belle», ha detto il parroco di Este, don Franco Rimano durante l’omelia, amico di vecchia data di Benedetti. «Potremmo raccontare molti episodi di questo bravo ragazzo che il Signore ha chiamato a sé. Rimane il mistero della nostra vita e del suo destino e l’amore che Gianluca ha saputo sempre manifestare benché la vita lo avesse portato fisicamente lontano alla amata mamma Paola. So che molti hanno trovato la maniera di starle e io ringrazio tutti di ciò», ha concluso il sacerdote.
Infine, nei giorni scorsi sono stati celebrati i funerali di altri due sub morti alle Maldive. Giovedì a Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola, in centinaia hanno voluto dare l’ultimo saluto a Federico Gualtieri, 33 anni, neolaureato e in partenza per il Giappone. «Federico, con la sua esperienza, ci lascia la testimonianza che la cura del creato, per lui l’ambiente marino, è un dono di Dio, un’eredità comune da amare e da trasmettere alle nuove generazioni. Unendo passione, sport, studio universitario, Federico ci dice che ciascuno di noi può fare qualche cosa per gli altri», ha scritto il vescovo di Novara, Franco Giulio Brambilla, in un messaggio ai genitori che è stato letto dal parroco don Luca Longo.
Venerdì, infine, la comunità di Poirino, nel Torinese, ha salutato Muriel Oddenino, 31 anni, biologa dell’università di Genova. «Quel mare che era il suo sogno, ora è la sua casa», ha detto uno dei fratelli.

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