Brennero chiuso per protesta. E un incendio doloso ferma anche i treni
Problemi sulla linea nel giorno dello stop autostradale causato dalla protesta ambientalista in Austria: ritardi fino a 100 minuti. Uniontrasporti: i blocchi creano 540 milioni di danni l'anno

Si temevano ingorghi stradali al Brennero, ma per ora i disagi sono arrivati dalla linea ferroviaria. Nel giorno della manifestazione ambientalista in Tirolo, scattata puntualmente alle 10.30, l'uscita obbligatoria al casello di Vipiteno non crea grandi problemi: la maggior parte degli automobilisti ha preferito anticipare o rinviare gli spostamenti. Ma sui binari si sono verificati ingenti ritardi a causa del danneggiamento di due centraline poco a nord di Verona, con ripercussioni sulla direttrice verso l'Austria. La circolazione dei treni è risultata "fortemente rallentata tra Peri e Dolcè per danneggiamenti dell'infrastruttura da parte di ignoti", comunica Trentialia. All'alba è divampato un rogo vicino alla piccola stazione di Domegliara, le cui esatte circostanze non sono per il momento chiare, ma Trenitalia parla esplicitamente di "atto doloso". Sul posto è stato ritrovato un accendino che lascia pochi dubbi sull'origine del rogo.
Le autorità avevano invitato ad evitare viaggi in macchina e utilizzare i mezzi pubblici, ma di fatto i collegamenti tra Italia e Austria per più di dure ore si sono quasi interrotti, visto che non si può circolare nemmeno sulle strade secondarie del valico: i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno registrato ritardi fino a 100 minuti, per poi tornare lentamente alla normalità.
Intanto Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner e promotore della manifestazione sul versante austriaco del valico, si è soffermato sui motivi della protesta: "Sono facilmente spiegabili: il traffico di transito in costante aumento ci causa problemi enormi, soprattutto di natura sanitaria per la popolazione. Il flusso deve essere ridotto, non si può più andare avanti così". Secondo i dati diffusi dal primo cittadino, il valico ha ormai raggiunto la quota record di 14,4 milioni di passaggi di veicoli all'anno. "È decisamente troppo — ha sottolineato Mühlsteiger — ormai registriamo ingorghi quasi ogni giorno in entrambe le direzioni di marcia e la popolazione locale non è più disposta a tollerare questa situazione a lungo termine". In merito alla manifestazione odierna, il sindaco ha precisato che, secondo le informazioni fornite dalle autorità, "il grande caos è stato per il momento evitato". Un risultato che Mühlsteiger attribuisce all'efficacia della campagna informativa: "Per oltre quattro settimane abbiamo avvisato quasi quotidianamente i viaggiatori, invitandoli a non scegliere la rotta del Brennero in questo specifico momento. Fortunatamente l'appello ha funzionato". Il sindaco di Gries am Brenner si è infine detto pronto a replicare l'iniziativa: "Se l'azione porterà i suoi frutti, organizzeremo sicuramente nuove proteste in futuro. In presenza di una forte adesione da parte dei cittadini, lo faremo molto volentieri e in qualsiasi momento".
Le autorità avevano invitato ad evitare viaggi in macchina e utilizzare i mezzi pubblici, ma di fatto i collegamenti tra Italia e Austria per più di dure ore si sono quasi interrotti, visto che non si può circolare nemmeno sulle strade secondarie del valico: i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno registrato ritardi fino a 100 minuti, per poi tornare lentamente alla normalità.
Intanto Karl Mühlsteiger, sindaco di Gries am Brenner e promotore della manifestazione sul versante austriaco del valico, si è soffermato sui motivi della protesta: "Sono facilmente spiegabili: il traffico di transito in costante aumento ci causa problemi enormi, soprattutto di natura sanitaria per la popolazione. Il flusso deve essere ridotto, non si può più andare avanti così". Secondo i dati diffusi dal primo cittadino, il valico ha ormai raggiunto la quota record di 14,4 milioni di passaggi di veicoli all'anno. "È decisamente troppo — ha sottolineato Mühlsteiger — ormai registriamo ingorghi quasi ogni giorno in entrambe le direzioni di marcia e la popolazione locale non è più disposta a tollerare questa situazione a lungo termine". In merito alla manifestazione odierna, il sindaco ha precisato che, secondo le informazioni fornite dalle autorità, "il grande caos è stato per il momento evitato". Un risultato che Mühlsteiger attribuisce all'efficacia della campagna informativa: "Per oltre quattro settimane abbiamo avvisato quasi quotidianamente i viaggiatori, invitandoli a non scegliere la rotta del Brennero in questo specifico momento. Fortunatamente l'appello ha funzionato". Il sindaco di Gries am Brenner si è infine detto pronto a replicare l'iniziativa: "Se l'azione porterà i suoi frutti, organizzeremo sicuramente nuove proteste in futuro. In presenza di una forte adesione da parte dei cittadini, lo faremo molto volentieri e in qualsiasi momento".
Ipotesi che spaventa Uniontrasporti: il blocco di oggi si inquadra in uno scenario già molto penalizzante per il traffico leggero e pesante lungo l'asse del Brennero, tale da produrre, secondo gli studi dell'associazione, un danno economico alle nostre imprese pari a 370 milioni di euro all'anno: 1,8 miliardi nell'ultimo quinquennio. A determinarlo una capacità di trasporto ridotta di circa il 50%, a causa dei divieti imposti unilateralmente dal Land Tirolo sul versante austriaco dell'asse autostradale. Il divieto di transito notturno riduce le potenzialità dell'infrastruttura di circa il 32%, quello del weekend del 16% e un ulteriore 2% è provocato da divieti specifici per alcuni mezzi pesanti e dal sistema di dosaggio del traffico. "Tali limitazioni - spiega Uniontrasporti - creano congestione stradale e, paradossalmente, un maggiore inquinamento atmosferico e acustico, oltre a maggiori rischi di incidenti".
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