Cosa succede col Brennero (che domani rischia di mandare il tilt il traffico del 2 giugno)

Per la prevista manifestazione ambientalista in Tirolo si teme un sabato di passione sull'A22. Allertata la Protezione civile, tra timori e polemiche: «Evitate il viaggio se non necessario»
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May 29, 2026
L'autostrada del Brennero
L'autostrada del Brennero
Sarà un sabato di passione al Brennero. La prevista manifestazione ambientalista in Tirolo, per protestare contro l'eccesso di traffico nelle verdi vallate austriache, minaccia di paralizzare l'esodo del ponte del 2 giugno in entrambe le direzioni di marcia. Le avvisaglie, pesanti, ci sono già state: fin dalla mattinata di venerdì, per giocare d'anticipo sul blocco (ed evitare la prevista maxi-deviazione per Salisburgo e Tarvisio), dall'Austria sono calate colonne d'auto verso sud. Risultato, al casello autostradale dell'A12 di Schönberg si sono contati 14 chilometri di coda. Sul versante italiano la situazione per il momento è ancora sotto controllo, ma la mattinata di sabato sarà molto complicata: stop dalle 7 alle 20 ai mezzi pesanti sulla tratta in territorio di Bolzano e uscita obbligatoria per tutti i veicoli al casello di Vipiteno in direzione Austria a partire dalle 10.30. Ma la chiusura potrebbe essere addirittura anticipata di qualche chilometro se il traffico dovesse andare in tilt, come temuto da più parti.  L'A22 consiglia infatti di limitare al minimo indispensabile gli spostamenti in direzione nord a partire da Trento o di deviare ampiamente attraverso il passo del Tarvisio. Ma la polemica inevitabilmente sta montando, con accuse che rimbalzano tra Italia e Austria.
«Questa manifestazione non risolve nulla perché bisogna essere propositivi, bisogna trovare nuovi sistemi e quelli vanno concordati tra gli Stati. Non è che il tema non sia presente. Tutti sappiamo che c'è un tema e perciò qui si rischia addirittura che una solidarietà che già c'è nella popolazione rispetto ai confinanti dell'autostrada, possa diminuire perché tanti saranno arrabbiati» ha spiegato il governatore altoatesino Arno Kompatscher. «Ovviamente ci siamo dotati dei sistemi necessari. Abbiamo dato le informazioni, invitato i cittadini ma anche le aziende a rinunciare a tutti i viaggi non assolutamente necessari. Abbiamo cercato anche di evitare traffico chiudendo ai mezzi pesanti - ha aggiunto Kompatscher - oltre a questo la protezione civile è stata allertata e abbiamo ovviamente a disposizione tutti i servizi per fornire acqua e anche alimenti alle persone che potrebbero rimanere bloccate. Speriamo che tutto funzioni al meglio». Le alte temperature previste, infatti, non aiuteranno: c'è il rischio concreto di trovarsi fermi per ore sopra l'asfalto rovente. 
Preoccupato anche Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti: «Il blocco del Brennero è un atto grave, che deve interrogare la politica ai suoi massimi livelli. Di fronte a quello che rischia di diventare un pericoloso precedente  serve studiare un nuovo piano di mobilità per l'Europa centrale, fatto di nuovi corridoi tecnologici e assi viari. Bisogna approntare una redistribuzione dei flussi attraverso le Alpi e farlo in modo intelligente. Un 'piano B' c'è ed è la realizzazione di uno sbocco a nord, veloce e sostenibile, tra Veneto Orientale, Austria e Germania. Lo diciamo da tempo: la questione non è più eludibile». 

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