Pechino ha lanciato un modello di IA che parla tibetano (ma dà solo risposte che piacciono alla Cina)

Secondo gli attivisti, con l'applicazione DeepZang il gigante asiatico vuole rafforzare il controllo dell'informazione all'interno della società tibetana
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May 29, 2026
Personale di sicurezza indiano ferma un attivista del Congresso della Gioventù Tibetana (TYC) fuori dall'ambasciata cinese a Nuova Delhi, lo scorso 10 marzo
Personale di sicurezza indiano ferma un attivista del Congresso della Gioventù Tibetana (TYC) fuori dall'ambasciata cinese a Nuova Delhi, lo scorso 10 marzo/ ANSA
Si chiama DeepZang ed è, secondo la denuncia di vari attivisti, qualcosa in più di un semplice assistente IA in lingua tibetana. In realtà la prima App in tibetano lanciata nel mese di marzo da Pechino è “uno strumento per plasmare il modo in cui le informazioni sul Tibet vengono create, consultate e interpretate a sostegno della narrativa di Pechino”. Un tassello di una strategia più ampia volta a “influenzare la narrativa e a rafforzare il controllo dell'informazione all'interno della società tibetana”. "Sebbene venga presentata come una svolta nell'intelligenza artificiale applicata alla lingua tibetana, la sua progettazione e il suo comportamento suggeriscono che operi entro confini ideologici ben definiti", ha spiegato una fonte anonima della sicurezza, secondo quanto riporta Tibetan Review.
Come funziona DeepZang? Come spiega il China Daily, voce ufficiale di Pechino, l’applicazione “supporta le interazioni in tibetano, oltre che in cinese standard e inglese, e integra funzioni come il dialogo basato sull'intelligenza artificiale, la traduzione in tempo reale e la trascrizione vocale”. DeepZang ha assorbito “quasi 70 milioni di voci e oltre 30.500 ore di dati vocali che coprono i tre principali dialetti tibetani – Utsang, Kham e Amdo – formando quello che viene definito il database di parlato tibetano più esteso e accuratamente annotato in Cina fino ad oggi”.
Tutto bene dunque? Non proprio. Perché il sistema sarebbe stato attrezzato per fornire risposte in linea con le posizioni ufficiali del governo. Qualche esempio? Se si inserisce la parola "Tibet" (Bod in tibetano), DeepZang restituisce un testo che afferma che il Tibet è parte integrante della Cina fin dall'antichità. Per poi suggerire che il nome "Xizang" (il nome ufficiale cinese del Tibet) è più adatto a rappresentare le caratteristiche e la storia della regione. Si vuole accedere a informazioni dul Dalai Lama? L'app fornisce la posizione del Partito comunista cinese secondo cui il XIV Dalai Lama è una figura religiosa le cui attività non sono in linea con la legge e la politica cinese. Se si digitano lemmi come l'indipendenza tibetana o le proteste a favore del Tibet, il modello limita le risposte a contenuti che definisce "legali e conformi".
In pratica uno strumento presentato da Pechino come "una piattaforma autentica per gli utenti di tutto il mondo che desiderano conoscere la cultura, la storia e la politica tibetana", con lo scopo dichiarato "di impedire la diffusione di ideologie e valori distorti", finisce in realtà per depurare tutte le narrazioni da elementi che siano incompatibili con la ideologia ufficiale. Secondo Tibetan Review, DeepZang rappresenta un salto “qualitativo” sul modo in cui vengono trattati argomenti “sensibili” o controversi. Il sistema non si limita più semplicemente a silenziare o censurare, bloccando l’accesso a determinati contenuti, ma promuove narrazioni “altre”. “Invece di limitarsi a bloccare le informazioni, DeepZang genera attivamente risposte che riflettono i punti di vista ufficiali. Ciò significa che agli utenti non viene semplicemente negato l'accesso a prospettive alternative, ma vengono guidati verso interpretazioni approvate dallo Stato. Questo rappresenta un cambiamento rispetto alle precedenti forme di censura digitale, come il filtraggio per parole chiave e la soppressione delle ricerche”.

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