Leone XIV: sì, la pace è possibile se tutti rinunciamo alla violenza a partire dalle piccole cose

di Agnese Palmucci, Roma
Ieri durante il Rosario nei giardini vaticani a conclusione del mese mariano il Papa ha chiesto di evitare il conflitto «anche sui social». Nelle udienze gli appelli sulla salute mentale dei giovani, il digitale e l’educazione
Google preferred source
May 30, 2026
Il Papa davanti alla grotta della Madonna di Lourdes nei giardini vaticani per il Rosario per la pace / ANSA
Il Papa davanti alla grotta della Madonna di Lourdes nei giardini vaticani per il Rosario per la pace / ANSA
La «pace vera» è responsabilità di ciascuno, e «inizia in un cuore che ama». Dagli appelli ai leader globali, alle esortazioni dirette a ogni uomo e donna, Leone XIV questa sera è tornato a pregare per la pace. Nei giardini vaticani, al termine del tradizionale “Rosario per la pace” organizzato dal Dicastero per l’evangelizzazione, a cui hanno partecipato in collegamento fedeli da 19 santuari del mondo, il Papa ha ricordato che essa, prima di tutto, «viene testimoniata da labbra che pronunciano parole di riconciliazione» e «si riflette negli occhi che guardano al mondo con mitezza e saggezza». Questa pace, ha sottolineato ancora davanti alla grotta della Madonna di Lourdes, «ha il volto di Gesù Cristo» e quando «ci comportiamo da veri discepoli del suo amore, allora lo Spirito Santo può realizzare ciò che appare umanamente impossibile». Così si comprende che la pace di Cristo «non è una teoria da verificare in laboratorio, né un’ingenua illusione, né un affare da gestire per interesse» ma un impegno quotidiano. Ognuno, infatti, «può e deve fare la sua parte, cominciando da cose piccole ma importanti – ha detto davanti ai molti presenti al Rosario –, astenendosi da ogni violenza verbale o fisica, nella vita di ogni giorno e anche nei social media». Se l’uomo si allontana da Dio, invece, l’urgenza della pace si anestetizza.
Proprio da questo deriva la «crisi antropologica» che si cela «dietro la crisi delle democrazie contemporanee e l’indebolimento del multilateralismo», ha detto sempre ieri mattina Leone XIV ai membri della Fondazione Centesimus annus pro Pontifice ricevuti in udienza. Occorre impegnarsi, dunque, senza lasciarsi prendere dallo «sconforto», ma ricordando che, come si legge in Magnifica Humanitas, «la civiltà dell’amore non nasce da un gesto unico e spettacolare, ma da una somma di fedeltà piccole e tenaci, che fanno argine alla disumanizzazione». Per costruire questa “civiltà”, ha ribadito, sono fondamentali il dialogo e il rispetto della dignità umana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire
Temi