Il teatro Civico di Norcia riapre i battenti dopo il terremoto
In scena “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame. Brunello Cucinelli: «Dopo il sisma la cittadina ha trovato nel suo cuore operoso la forza per la rinascita»

È stato inauguarato ieri pomeriggio il Teatro Civico di Norcia appena restaurato e restituito al suo originario splendore, grazie al sostegno dello stilista umbro Brunello Cucinelli e dei suoi familiari insieme al Comune di Norcia. Uno dei luoghi più amati della vita culturale nursina è stato così riconsegnato alla cittadinanza dopo anni di lavori effettuati attraverso l’Art Bonus. La famiglia Cucinelli in precedenza ha già sostenuto il restauro della Torre civica, nonché la realizzazione dei progetti di ripristino della struttura fortificata della “Castellina” e del Palazzo comunale. I lavori che hanno interessato il teatro si sono concentrati soprattutto sull’opera di consolidamento strutturale dell’intero edificio, in particolare nel caso di terremoti; il restauro architettonico degli intonaci e delle finiture è stato poi condotto in perfetta coerenza con la cromia e l’impianto originari, ed è stata eseguita anche una riqualificazione acustico-architettonica della platea e della galleria, e un rinnovamento completo degli impianti elettrici, meccanici e di riscaldamento.
Il teatro, nato nel 1876 su progetto dell’architetto perugino Domenico Mollajoli e ricostruito negli anni Novanta in seguito a un grave incendio, era stato gravemente danneggiato dal sisma dell’ottobre 2016. Dopo la benedizione officiata dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, il sindaco della cittadina, Giuliano Boccanera, è stato affiancato dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e da Brunello Cucinelli nel taglio del nastro. Il palco è stato quindi inaugurato con lo spettacolo “Lu Santo Jullàre Françesco”, di Dario Fo e Franca Rame, opera dedicata a San Francesco d’Assisi quale “Giullare di Dio”. Nel decennale della morte di Fo lo spettacolo, ispirato ai valori francescani, è frutto di una co-produzione del Teatro Stabile dell’Umbria e del Teatro Stabile di Torino con la regia e l’interpretazione di Matthias Martelli nei panni di Francesco.
«Il meticoloso intervento architettonico e strutturale attuato ci appare il simbolo dell’identità caparbia di questa meravigliosa cittadina che, dopo le lacerazioni lasciate dal sisma, ha trovato nel suo cuore operoso le ragioni e la forza per la rinascita - ha commentato Cucinelli-. L’antica anima mistica della nostra amata Umbria, silenziosa e profonda come i boschi che l’attraversano, qui trova la sua espressione più vera. Quasi un’amorevole madre, la terra nursina ha mostrato a innumerevoli generazioni di donne e uomini come vivere in armonia con il Creato; qui è nato Benedetto, il Santo d’Europa; e chissà quante volte avrà accolto i cammini di San Francesco, che con i suoi piedi scalzi univa l’amore per il cielo, il sole e la luna, alla terra profumata di vita. Proprio al Santo di Assisi è stato dedicato il primo spettacolo, un’occasione rara per celebrare, nello stesso momento, gli ottocento anni della morte di San Francesco e il centenario della nascita del premio Nobel Dario Fo che ha segnato, con genio e ironia, la narrativa contemporanea del nostro Paese».
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