Il borgo sardo delle centenarie, dove si sfida la longevità
Le donne di Bolotana subito dietro a quelle di Hong Kong nella classifica della longevità femminile mondiale: un’indagine delle università di Sassari e Chicago

Dopo Hong Kong c’è Bolotana. Nella geografia della longevità femminile, un paese di 2.300 abitanti nel cuore della Sardegna si affianca alla metropoli asiatica: nello studio internazionale pubblicato su Frontiers in Aging, le sue donne risultano seconde soltanto a quelle di Hong Kong. Nel centro del Marghine, in provincia di Nuoro, per una donna che raggiunge i settant’anni la probabilità stimata di festeggiare il centesimo compleanno è del 13,8%, quasi quattro volte la media italiana. Numeri che candidano Bolotana a diventare una nuova «zona blu» e aprono una domanda: che cosa rende così lunga la vita delle sue donne?
Il lavoro è firmato, fra gli altri, da Giovanni Mario Pes, dell’Università di Sassari, e dall’epidemiologo S. Jay Olshansky, dell’Università dell’Illinois di Chicago. Secondo lo studio, le donne di Bolotana che raggiungono i settant’anni possono aspettarsi di vivere, in media, fino a circa novantuno anni.
L’attenzione dei ricercatori era stata richiamata nel 2024 dalla presenza di sei centenari nel paese. Per capire se fosse un caso o la traccia di una storia più profonda, gli studiosi hanno interrogato gli archivi: certificati di nascita e morte, registri battesimali, documenti comunali e parrocchiali. Tra le 3.060 persone nate a Bolotana dal 1900 al 1925, ne hanno individuate 38 arrivate ai cent’anni. Un dato storico che affianca le stime sulla sopravvivenza delle settantenni, senza sovrapporsi a esse.
La memoria custodita dal Comune e dalla parrocchia è uno dei punti di forza del lavoro. L’incrocio dei dati ha permesso di verificare le età, evitando scambi di identità ed errori anagrafici. Una precauzione essenziale in un campo nel quale alcune concentrazioni di persone molto anziane sono state contestate per l’incertezza delle registrazioni. A Bolotana la longevità non si affida soltanto ai racconti: trova riscontro nei documenti.
C’è una differenza rispetto alla zona blu individuata oltre vent’anni fa tra Ogliastra e Barbagia, nella Sardegna centro-orientale, nota soprattutto per l’eccezionale longevità maschile. A Bolotana, invece, sono le donne a distinguersi: un risultato che aggiunge un nuovo tassello agli studi sulla lunga vita nell’isola.
Il perché resta da chiarire. Gli studiosi indicano alcune piste: l’alimentazione, il movimento quotidiano, il patrimonio genetico, il sostegno familiare e le relazioni sociali. Bolotana ha strade ripide, percorse a piedi, e una parte importante degli alimenti viene prodotta localmente, a cominciare dall’olio d’oliva. Le famiglie tendono ad abitare vicine e l’isolamento sociale appare poco frequente. «È una comunità molto unita, dove le persone si prendono cura le une delle altre», osserva Olshansky in una nota dell’ateneo. Un intreccio di abitudini e rapporti da studiare, non una formula per vivere cent’anni.
La prudenza accompagna i risultati. Le stime principali riguardano il periodo 2021-2025 e una popolazione piccola: l’entità del vantaggio varia a seconda degli anni considerati. Serviranno osservazioni più lunghe prima di considerare Bolotana una zona blu consolidata. Il 13,8% non è una previsione sul destino delle singole donne, ma una stima basata sulle condizioni di mortalità osservate.
Geni o ambiente? Resta aperta una prospettiva che va oltre il primato: capire che cosa aiuti davvero a vivere più a lungo. Certo, la longevità è un fenomeno complesso associato a diversi fattori, un equilibrio delicato tra stile di vita e genetica.
La ricerca proverà a spiegare il segreto delle donne di Bolotana. A tutti noi spetta una responsabilità altrettanto importante: riconoscere che chi ha tanta vita alle spalle ha ancora diritto a vivere pienamente. Invecchiare bene significa anche continuare a scegliere, partecipare, essere ascoltati; ricevere cure senza perdere dignità, avere bisogno degli altri senza sentirsi un peso. Gli anziani non sono soltanto la memoria di una comunità: ne sono parte viva.
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