Giovani e coltelli, dalla strada alle scuole: è emergenza
L'accoltellamento dello studente in un istituto della Spezia. Il Viminale rilancia: ulteriore stretta sulle lame

Una volta era paese dei campanili (i regionalismi) o dei campanelli (i tradimenti), oggi l'Italia sembra essersi trasformata nel paese dei coltelli, ovvero la violenza che non si ferma nemmeno sulla soglia delle aule di studio. Nel borsello a tracolla o nello zaino, nella tasca di fianco al telefonino e, proprio come il telefonino, elevato al rango di accessorio psicologicamente indispensabile dagli adolescenti che si giustificano dicendo di averlo solo per difesa personale (il che è una contraddizione di termini: in quanto facilmente occultabile non ha le caratteristiche di strumento di difesa), il coltello ha le carte in regola per diventare nella cronaca nazionale quello che le armi acquistate al Walmart rappresentano per quella statunitense: un'emergenza. Non è un fenomeno italiano però: molto prima che qui è arrivato in grandi città europee come Londra. In Gran Bretagna dove si contano 53mila aggressioni in un anno, c'è una legge (Ronan) che limita il porto di armi da taglio che prende il nome da Ronan Kanda, un ragazzo di 16 anni ucciso per uno scambio di persona da due diciassettenni a colpi di sciabola e di machete. Dal 2011 a oggi, secondo la campagna KnifeSavers, le morti da accoltellamento sono aumentate del 36%, e soltanto nell'ultimo anno, gli sforzi per limitare e reprimere la diffusione delle lame sembrano dare qualche frutto (-1% nel 2025 rispetto all'anno precedente). O come Parigi, dove, in seguito a diverse aggressioni e accoltellamenti nelle scuole o fuori da scuola è stata fatta una campagna di informazione e sensibilizzazione nelle scuole, chiamata "stopcouteaux", per convincere i giovani a non portarsi il coltello in aula, insieme ai libri i scuola.
In Italia il report sulla "Criminalità minorile e gang giovanili" del Dipartimento pubblica sicurezza e Direzione centrale della polizia criminale ha evidenziato un aumento del 2% delle lesioni dolose (la principale "spia" dell’uso di coltelli) commesse da minori fra il 2022 e il 2023. L’allarme riguarda soprattutto il centro Nord. A Milano si registra un incremento di lesioni causate da minori del 48%. Solo da Genova fa peggio (+55%). Probabilmente non è un caso che la città dove questo problema è più sentito, Milano, è la più metropolitana delle città italiane. Ed è anche quella con più rapine per strada nel 2025 (reato in cui il coltello è uno strumento di lavoro): 1.390 i denunciati lo sorso anno per porto abusivo d'armi nel capoluogo lombardo, contro i 305 di Napoli, per avere il confronto con un'altra città italiana dove i coltelli sono un problema. Con una curva che nel caso di Milano non accenna a decrescere e che testimonia però non solo la diffusione delle armi bianche, ma anche l'intensificazione dei controlli mirati da parte delle forze dell'ordine, in particolare la sera, nelle zone della movida. Passando dalla diffusione dei coltelli tra i giovani a quella in particolare nelle scuole, sempre a Napoli già da un anno vengono effettuati controlli con i metal detector e unità cinofile sia all'esterno che all'interno delle scuole. Le ispezioni, eseguite dalle forze dell'ordine, avvengono a sorpresa, quando squilla la campanella. Vengono controllati gli zaini degli studenti. 38 gli allievi arrestati o denunciati nella provincia di Napoli, dai carabinieri, nel 2025, per possesso di coltelli a scuola.
Lo stesso giorno dell'accoltellamento mortale ad Abanoub Youssef nell'istituto scolastico Einaudi-Chiodo di La Spezia, venerdì 16, circa tre ore dopo, mentre lo studente spezzino stava ancora lottando tra vita e morte, in provincia di Frosinone uno 17enne davanti al Liceo Artistico di Sora è stato minacciato con un coltello puntato alla gola. Dopo una colluttazione che ha rischiato di finire con una coltellata al collo, l'aggressore si è dileguato prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Lo studente è stato accompagnato al Pronto soccorso dell'ospedale di Sora dove è stato medicato. La lista delle violenze a scuola è lunga, e non risparmia neanche gli insegnanti. A Sesto San Giovanni, a Nord di Milano, il 17 dicembre scorso un ragazzo di 18 anni è stato accoltellato da tre giovani fuori dall’istituto De Nicola. Il 17 settembre a Napoli uno studente dell’istituto tecnico Alessandro Volta è stato preso a martellate da un 17enne prima di entrare a scuola, in piazza Santa Maria della Fede. Nel febbraio del 2024 un'insegnante dell'istituto Enaip di Varese è stata accoltellata da uno studente 17enne. Un caso fotocopia di quello del maggio 2023 in una scuola di Abbiategrasso, quando un alunno piantò la lama di un coltello da sopravvivenza nella schiena di una professoressa. Tutti casi che dimostrano che la violenza e la diffusione dei coltelli non sono certamente circoscritte alle grandi metropoli né si limitano alla strada, ma varcano la soglia delle aule scolastiche, con un salto di qualità nella scala della violenza: l'accoltellamento di Abanoub Youssef a La Spezia è avvenuto in classe, dove la vittima si era rifugiata pensando di trovare scampo alla furia del suo aggressore, che invece lo ha inseguito dal bagno fin dentro l'aula, sotto gli occhi di tutti i compagni e del professore, il quale ha messo a repentaglio la propria incolumità per disarmare l'accoltellatore. La violenza dell'aggressione si è quindi moltiplicata su tutti i presenti.
Sul fronte della prevenzione e della repressione, già oggi in caso si venga trovati con un coltello in tasca, oltre alla denuncia, con le attuali norme previste dal Decreto sicurezza, è previsto l'arresto facoltativo (se viene ravvisata una situazione di pericolo). L'omicidio di La Spezia potrebbe però accelerare l'ulteriore stretta del Governo Meloni sulle lame, come ha detto la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro portandola a "tolleranza zero" (che ironicamente è il nome di una nota marca di coltelli combat US). Nel provvedimento, tra le norme previste, c'è l'ampliamento dei reati per i quali si può applicare l'ammonimento del questore nei confronti di ragazzi di età compresa tra 12 e 14 anni: vengono inserite anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l'uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo. È inoltre prevista una sanzione da 200 a 1.000 euro per i genitori o chi è tenuto a sorvegliare i ragazzi. La stessa sanzione, irrogata dal Prefetto, è introdotta per i casi di ammonimento del Questore nei confronti di minorenni che hanno commesso atti persecutori o di cyberbullismo. C'è poi il divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri ed il divieto di vendere a minori, anche sul web, armi improprie, come strumenti da punta e da taglio. Sarà possibile arrestare in flagranza anche i minori per porto illecito di coltelli. La violazione del divieto di porto di coltelli con lama di lunghezza superiore a 8 centimetri è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni ed è prevista un'aggravante specifica, con aumento di pena da un terzo alla metà, qualora il reato sia commesso da persone travisate o da un gruppo o nei pressi di luoghi come le scuole, i giardini pubblici o le stazioni.
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