Diciassette concerti nel giro di un mese e mezzo: a Ferrara la gente dice basta
La centrale Piazza Ariostea ospiterà il Summer Festival con musicisti internazionali, ma mancano i documenti
e si supereranno i limiti del rumore. Parte il ricorso dei cittadini per fermare tutto

I progetti di grandi concerti a Ferrara sollevano sempre più malcontento. Dopo le polemiche tra l’Arcidiocesi e il sindaco Alan Fabbri per gli eventi musicali in piazza Trento e Trieste, accanto alla Cattedrale, a marzo, ora monta lo scontro con la cittadinanza per le date estive. Il primo appuntamento è in programma il 5 e 6 giugno con la doppia esibizione di Vasco Rossi al Parco Urbano “G. Bassani”. Il secondo è l’edizione 2026 del Ferrara Summer Festival (FSF) in programma dal 13 giugno al 26 luglio (per un totale di almeno 17 concerti, fra cui quelli di Marilyn Manson, Megadeth e Salmo) nella centrale piazza Ariostea.
Riguardo alla doppia serata di Vasco Rossi, sono attese 120mila persone, di cui il 67% dal territorio nazionale fuori Regione. Le critiche riguardano l’enorme spesa pubblica (e con un ritorno economico sulla città tutto da dimostrare): 1,2 milioni di euro e nessuna percentuale per le casse pubbliche sui biglietti venduti, come invece, ad esempio, nel 2017 aveva fatto il Comune di Modena per lo storico concerto di Vasco al Parco Ferrari. Molto forti anche le critiche (ad esempio da parte di Italia Nostra di Ferrara) dei cittadini rispetto alla scelta del luogo, l’enorme parco subito fuori le Mura cittadine, tutelato come zona di particolare interesse paesaggistico-ambientale, per la flora e la fauna in esso presenti. Lo scorso novembre il Comitato “Save the Park” aveva anche inviato una lettera allo stesso Vasco per denunciare questo scempio. Altro scempio è la scelta da parte del Comune di far stazionare nei giorni dei concerti 4 “food truck” e il “Birrabus 30” proprio nel parco antistante il Grattacielo, sgomberato dei circa 800 condomini tra gennaio e febbraio per ordine del Sindaco. Scelta, questa, che ha aperto una ferita profonda nella città.
Venendo al Ferrara Summer Festival, l’edizione 2026 potrebbe essere a rischio. A meno di un mese dall’inizio, infatti, Comune e organizzatori non hanno presentato la documentazione necessaria e, di conseguenza, la Soprintendenza non può dare il proprio parere sulla fattibilità dei concerti in quello che è un luogo riconosciuto come di interesse storico e artistico. A rendere nota la situazione, una 50ina di residenti rappresentati dall’avv. Francesco Vinci.
Ora, la Soprintendenza non può dare un parere perché il Comune non ha ancora inoltrato la richiesta di autorizzazione; richiesta, invece, inoltrata dall’Associazione Musicale Butterfly, organizzatrice dei concerti. Per legge, infatti, la Soprintendenza può dialogare solo col Comune in quanto titolare pubblico del territorio. Lo scorso 8 maggio la Soprintendenza aveva richiamato il Comune a inviare la richiesta, richiamo già fatto nel maggio 2022. Inoltre, nella diffida inviata lo scorso 11 maggio dal legale dei residenti a Comune, Prefetto, Soprintendenza e Arpae, si contesta la violazione da parte del Comune della Delibera regionale per la disciplina delle manifestazioni temporanee, secondo cui i Comuni devono adeguare i propri regolamenti ai criteri dalla stessa entro 12 mesi dall’entrata in vigore. Adeguamento non effettuato dal Comune, che continua a utilizzare un Regolamento del 2014 non più valido. Senza adeguamento il Comune sarebbe obbligato ad applicare i limiti indicati nella delibera stessa: massimo 3 giornate annue non consecutive di concerti con orario limite fissato alle 23. Ma dalla documentazione depositata alla Soprintendenza dall’Associazione Butterfly emerge che in piazza Ariostea ci sono in programma 17 serate e con «protrazione delle emissioni sonore» fino a mezzanotte e in alcuni casi fino alle 2 di notte. Ma non è finita qui: nella sopracitata diffida, si spiega come per il “Ferrara Summer Festival 2025” il Comune ha autorizzato deroghe acustiche sino a 95 dB nelle ore serali-notturne in piazza Ariostea, area con limite ordinario notturno pari a 45 dB. Le deroghe autorizzate hanno pertanto consentito livelli sonori enormemente superiori sia ai limiti ordinari fissati dalla pianificazione acustica comunale» sia alle «soglie di tutela sanitaria indicate dall’Oms». Le conseguenze più rilevanti di ciò riguardano la salute dei residenti, come in alcuni casi di residenti citati in una integrazione alla diffida, quello di una signora «affetta da “Alzheimer di grado severo”» e quello di un signore «affetto da “cardiopatia ischemica post-infartuale”».
I residenti chiedono quindi di «non autorizzare lo svolgimento delle manifestazioni del “Ferrara Summer Festival 2026” presso Piazza Ariostea» e di «individuare altra sede idonea». Stessa richiesta fatta nel 2022 dalla Soprintendenza, poi però disapprovata dal Ministero della Cultura (allora guidato da Dario Franceschini): la Soprintendenza rilevò come «l’utilizzo “privato” che viene ipotizzato per la concessione in uso di Piazza Ariostea non si raccorda in alcun modo con la valenza del luogo come testimonianza dell’identità e della storia cittadina. Infatti, gli spettacoli musicali che vi si dovrebbero tenere prevedono l’utilizzazione dello spazio urbano in questione come mero (ed anonimo) “contenitore” delle varie manifestazioni». E nei giorni scorsi, è intervenuto anche il Prefetto Massimo Marchesiello, chiedendo in una lettera al Comune spiegazioni in merito a tutte le criticità denunciate dai residenti e dal loro legale nelle sopracitate diffide.
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