Oggi la Repubblica piace all'85% degli italiani. Mattarella: il 2 giugno 1946 fu una svolta
di Giulio Isola
Alla vigilia della Festa, un sondaggio di YouTrend rivela che la Repubblica oggi troverebbe il consenso del 30% in più di italiani rispetto a ottant'anni fa. Per due connazionali su tre, la Costituzione resta molto attuale. Il capo dello Stato ai prefetti: il popolo italiano fu protagonista di un corale e sincero esercizio di democrazia

Se avessi potuto farlo, come avresti votato al referendum il 2 giugno 1946? Un sondaggio di YouTrend, alla vigilia della festa della Repubblica, ha rivolto questa domanda a un campione di italiani. Risposta: l'85,4% degli italiani oggi sceglierebbe la Repubblica, contro il 14,6% di chi voterebbe per la Monarchia. Ottant'anni fa, l'esito della consultazione aveva visto il 54,3% degli italiani a favore della Repubblica, contro il 45,7% di consensi per la Monarchia. Non solo: per il 69% degli intervistati la nostra Costituzione, nata dal lavoro dell'Assemblea Costituente, è ancora molto attuale, mentre l'antifascismo, con il 33%, resta ciò che più ha unito il Paese in questi 80 anni.
Questa mattina sono intanto iniziate le cerimonie per la festa, con le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolte ai prefetti. «Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò - dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione - una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace. La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno».
Per il capo dello Stato, «la comunità nazionale, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo. Lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente, in ottant’anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza».
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