Carney a Strasburgo tra selfie e ovazioni: «L'alleanza tra Canada ed Europa un faro per le democrazie»

di Gabriele Rosana, Strasburgo
Dopo la proposta di von der Leyen di fare di Ottawa il primo «membro associato» dell’Ue, il premier canadese rilancia un partenariato fondato su sovranità, sicurezza delle filiere e valori condivisi. E manda un messaggio a Trump: «Più forti saremo un partner migliore anche per gli Stati Uniti»
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September 17, 2026
Il premier canadese Mark Carney al Parlamento Europeo
Il premier canadese Mark Carney al Parlamento Europeo
«Non siamo alleati di comodo», ma legati da «radici profonde» e da «valori condivisi, per cui abbiamo sempre combattuto e nella cui difesa dobbiamo rimanere all’erta». Dall’emiciclo del Parlamento europeo di Strasburgo, Mark Carney ha affidato a un intervento frammentato dagli applausi (ben più calorosi di quelli riservati il giorno prima a Ursula von der Leyen) la sua visione di un nuovo corso transatlantico che vede Europa e Canada dalla stessa parte. Uniti di fronte alla «frattura geopolitica» ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori dall’ordine internazionale fondato sulle regole e per reagire «alle nuove tempeste che scuotono le nostre società», dalla crisi climatica all’erosione degli standard democratici. E, se sviluppare «legami molto più stretti con l’Europa» in casa gode, secondo i sondaggi, del sostegno «di un’ampia maggioranza dei canadesi», l’idea stessa di mettere in piedi «un’alleanza per il futuro» con l’Ue «sarebbe un faro per le altre democrazie», ha detto il premier canadese, rispondendo (con qualche sfumatura) all’invito della presidente della Commissione a fare di Ottawa il primo “membro associato” dell’Unione.
Che Carney abbia vinto i cuori di una classe politica Ue in cerca di ispirazione lo si era capito da subito, perlomeno sin dalla corsa al selfie tra gli eurodeputati al suo ingresso in Aula (la capogruppo dei verdi, la tedesca Terry Reintke, ha giocato facile sfoggiando la maglia della nazionale canadese di hockey su ghiaccio), mentre il coro «Usa, Usa» abbozzato in solitaria da un esponente dell’ultradestra veniva spento sul nascere da un sorriso dello stesso canadese, poco prima di prendere la parola. Al termine di un discorso in inglese e francese ricco di richiami storici e letterari, l’ovazione (con vistose eccezioni tra i banchi di patrioti e sovranisti) non ha fatto altro che sancire la scommessa dell’Eurocamera sul leader che a gennaio, da Davos, aveva teorizzato la resistenza delle democrazie liberali per salvare un multilateralismo fiaccato dalle bordate delle autocrazie. Tuttavia, ha insistito Carney, «un’alleanza non si definisce in base a ciò a cui ci opponiamo, ma a ciò che proponiamo: libertà, solidarietà, prosperità, sostenibilità». Un messaggio recapitato poco dopo in conferenza stampa direttamente a Trump, che nelle ore precedenti aveva minacciato di tornare a colpire con la clava dei dazi l’avvicinamento tra Bruxelles e Ottawa: «Un’alleanza è un processo positivo. Lo dico al presidente degli Usa: un Canada più forte e resiliente è un partner migliore anche per gli Stati Uniti».
Carney ha precisato di non voler proporre «la creazione di un terzo blocco per rivaleggiare con le grandi potenze, ma con le buone maniere». Semmai, il partenariato con l’Ue è una questione di sovranità, «la quale oggi richiede un accesso sicuro all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori, alle materie prime critiche, ai sistemi di pagamento, alle tecnologie per l’energia pulita, ai vaccini e alle comunicazioni satellitari». È sui temi, infatti, che si è soffermato a lungo, per dettagliare gli ambiti in cui, andando oltre l’attuale rapporto commerciale, Ottawa e Bruxelles dovrebbero muoversi fianco a fianco: dai minerali critici all’energia fino alle capacità di calcolo. Il Paese nordamericano, ad esempio, «dispone di giacimenti di più di 34 materie prime critiche ed è tra i principali produttori delle 10 più essenziali» per chip, batterie e tecnologie rinnovabili: insomma, «la nostra alleanza può contribuire a colmare il bisogno dell’Europa di forniture affidabili, quello del Canada di capacità avanzate di trasformazione e l’obiettivo comune di costruire filiere complete». Ma Ottawa si candida anche a rifornire l’Europa di idrogeno e gas e a sviluppare insieme «protocolli di sicurezza per l’intelligenza artificiale» e «un mercato integrato per i servizi finanziari». Senza dimenticare l’ingresso in Erasmus+, «che può offrire agli studenti l’opportunità di frequentare alcune delle migliori università al mondo». Tasselli di una relazione privilegiata che guarda oltre le distanze geografiche perché «Canada ed Europa sono legate da un’affinità elettiva, scelta e rinnovata. E proprio per questo più forte».

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