"Gutenberg" e la fragilità maschile: cosa significa oggi essere uomini?

Tra sociologia, mito, spiritualità e testimonianze, un'indagine sulla crisi delle forme tradizionali della maschilità. Alla ricerca di nuovi modi di abitare le relazioni
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September 17, 2026
"Gutenberg" e la fragilità maschile: cosa significa oggi essere uomini?
La copertina di "Gutenberg" n. 83, 18 settembre 2026
Cosa accade quando il modello tradizionale della mascolinità entra in crisi? Per secoli agli uomini è stato chiesto di essere forti, autonomi, impermeabili al dolore, capaci di controllo e di dominio. Oggi quella corazza mostra le sue crepe ed emergono paure, solitudini, disturbi, fallimenti: un desiderio di cura che ha bisogno di essere ascoltato. Oggi cosa significa essere uomini? Se lo chiede il nuovo numero di “Gutenberg”, in edicola con “Avvenire” venerdì 18 settembre 2026.
Il numero si apre con la sociologa Romana Andò, che affronta la trasformazione delle maschilità contemporanee a partire dalla crisi del modello tradizionale di virilità: tra nuove rappresentazioni culturali e fenomeni di reazione identitaria, emerge un campo di tensione in cui gli uomini sono chiamati a confrontarsi con la vulnerabilità, le emozioni e il cambiamento dei ruoli sociali; Alessandro Zaccuri rintraccia poi nella ferita il tratto fondativo dell’eroe: da Filottete ai supereroi contemporanei, passando per Harry Potter e Luke Skywalker, la vulnerabilità non appare come una debolezza da nascondere, ma come l’elemento che rende possibile il percorso di trasformazione e di crescita. Le pagine successive ospitano un’anticipazione del libro Corpo libero. Il mondo maschile dei disturbi dell’alimentazione di Eugenio Giannetta (add editore) che attraverso la storia di Claudio, insegnante e credente, il testo racconta il rapporto tra anoressia, controllo, fede e desiderio di futuro, mostrando una sofferenza maschile spesso invisibile ma sempre più diffusa; Ivonne Capece, regista e direttrice artistica del Teatro Fontana di Milano, rilegge Casa di bambola di Ibsen dal punto di vista di Torvald con al centro la fragilità di un uomo che sperimenta la perdita della centralità e del controllo, trovandosi costretto a ridefinire la propria identità al di fuori dei modelli tradizionali. A seguire, Davide Toffolo, musicista, fumettista e fondatore dei Tre Allegri Ragazzi Morti (le cui tavole illustrano questo "Gutenberg"), propone una riflessione personale su arte, musica, fragilità e maschera: l’esperienza creativa viene raccontata come ricerca di una forma autentica capace di sottrarsi alle logiche dell’esibizione e del mercato, lasciando emergere la dimensione comunitaria e relazionale dell’espressione artistica. Chiude il monografico Alessandro Deho’, che individua nella figura biblica di Giona un possibile patrono degli uomini fragili: la fuga, la paura, il senso di inadeguatezza e il confronto con la misericordia divina diventano strumenti per leggere le difficoltà di molti uomini contemporanei di fronte alla vulnerabilità e alla necessità di chiedere aiuto.
La sezione dei Percorsi si apre con un itinerario dedicato a Rodin e al dialogo tra poesia e scultura. Flavio Arensi presenta la mostra "Rodin selon Rilke" alla Fondation Gianadda di Martigny, ripercorrendo il complesso rapporto tra il poeta e lo scultore e il loro dialogo attorno alla creazione artistica; Roberto Mussapi riflette sul legame tra parola poetica e forma scultorea, mostrando come l’incontro tra Rilke e Rodin possa diventare una meditazione sul rapporto tra arte, memoria e incarnazione. Il percorso successivo è dedicato a paternità, famiglia e generazioni: da un lato, Angela Calvini racconta il film I figli della scimmia di Tommaso Landucci, interpretato da Riccardo Scamarcio e Andrea Aggio, seguendo la vicenda di un uomo che, attraverso il rapporto con il nipote e con il figlio disabile, si confronta con il proprio desiderio di essere padre; dall’altro, Antonio Giuliano presenta Famiglie bibliche. Sei storie dell’Antico Testamento di Agostino Gasperoni (Effatà), proponendo una riflessione sulla famiglia come luogo di educazione, responsabilità e trasmissione della fede. Chiude il numero un percorso dedicato alle arti in dialogo: Davide Rondoni riflette sul rapporto tra fotografia e musica a partire dal festival "Ubiqua", in programma al Museo Nazionale della Fotografia di Cinisello Balsamo fino al 20 settembre, mostrando come entrambe le arti condividano una comune interrogazione del reale e della sua dimensione misteriosa attraverso linguaggi differenti ma profondamente affini.

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