Brindisi, assalto a portavalori e sparatoria con i carabinieri: due fermi
Agguato sulla statale 613, bloccata con un mezzo dato alle fiamme. Conflitto a fuoco con una pattuglia, non ci sono feriti

Una mattina di ordinario Far West in Puglia. Un furgone portavalori è stato assaltato sulla statale 613, la superstrada che collega Lecce a Brindisi, all'altezza di Tuturano. Il furgone preso di mira è dell'azienda Battistolli. I malviventi lo hanno superato a bordo di quattro auto, di cui almeno due con lampeggianti, a simulare le "vetture civetta" delle forze dell'ordine, e lo hanno costretto a fermarsi sotto la minaccia di fucili mitragliatori. Erano almeno in otto, vestiti con tute bianche. Poi si sono avvicinati e hanno fatto esplodere il retro, con i tre vigilnates - storditi ma per fortuna illesi - ancora chiusi all'interno. Nel frattempo alcuni complici incendiavano alcuni veicoli su entrambe le carreggiate, per ostacolare l'intervento delle forze dell'ordine. Un copione già visto troppe volte. Ma stavolta qualcosa è andato storto e la rapina non è riuscita. Anche perché i carabinieri hanno intercettato i fuggitivi, che non hanno esitato a sparare. Non ci sono stati feriti, ma si sono vissuti attimi di grande paura: la "gazzella" è stata raggiunta da alcuni colpi. Uno ha attraversato l'abitacolo sfiorando i militari. L'inseguimento è proseguito, costringendo i banditi ad abbandonare un paio di auto nelle campagne di Squinzano e a scappare a piedi lungo i viottoli. Ma i carabinieri sono rimasti sulle loro tracce e alla fine ne hanno bloccati due. Si tratta di due malviventi foggiani: non è una sorpresa, visto che proprio i clan della zona, in particolare quelli di Cerignola, sono specializzati in questo tipo di assalti. Secondo la Dia, questi gruppi avrebbero anche rapporti piuttosto stretti con la 'ndrangheta, soprattutto per quanto riguarda i traffici di armi e droga.
Si tratta del secondo assalto dell'anno in Puglia: il 5 gennaio, proprio tra Foggia e Cerignola, era stato preso di mira un altro furgone, sempre della ditta Battistolli. Nel 2025 si erano contati ben sei blitz: stessa dinamica, stesso obiettivo. E ora l'inizio dell'anno fa temere un'ulteriore escalation. Un problema di sicurezza, ma anche economico: secondo uno studio del Sindacato autonomo vigilanza privata, tra il 2019 e il 2023 nella regione sono stati rapinati con queste modalità 4 milioni di euro.
Si tratta del secondo assalto dell'anno in Puglia: il 5 gennaio, proprio tra Foggia e Cerignola, era stato preso di mira un altro furgone, sempre della ditta Battistolli. Nel 2025 si erano contati ben sei blitz: stessa dinamica, stesso obiettivo. E ora l'inizio dell'anno fa temere un'ulteriore escalation. Un problema di sicurezza, ma anche economico: secondo uno studio del Sindacato autonomo vigilanza privata, tra il 2019 e il 2023 nella regione sono stati rapinati con queste modalità 4 milioni di euro.
Di fronte a questo scenario, il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia e segretario regionale pugliese di Forza Italia, Mauro D'Attis, lancia l'allarme: "Da Foggia al Salento, in Puglia è emergenza sicurezza e serve una 'Operazione Primavera 2', un intervento massiccio da parte dello Stato: perciò, chiedo al ministro Piantedosi, che più volte ha dimostrato la sua competenza e sensibilità con atti concreti, di venire nella nostra Regione a strettissimo giro". Un'emergenza che peraltro ha già spinto il governo a inserire nel nuovo pacchetto sicurezza una nuova fattispecie di rapina aggravata, ovvero commessa da un gruppo organizzato quando il "colpo" è diretto contro portavalori, nonché banche, uffici postali e sportelli automatici. Molto pesanti le pene previste, fino a 25 anni di carcere.
"Oggi - continua Attis - si è verificato l'ennesimo assalto di un portavalori, non si possono più attendere ulteriori misure. La Commissione Antimafia, come già deciso dall'ufficio di Presidenza, probabilmente a marzo, svolgerà una missione in Puglia proprio per affrontare il tema del contrasto alle mafie. C'è bisogno di un potenziamento serio di forze dell'ordine e di mezzi per contrastare l'allarme sicurezza ed è una richiesta specifica che formulo, a nome anche di altri colleghi e della comunità, al ministro dell'Interno".
Si fa sentire anche l'opposizione. "Un assalto a un portavalori in pieno giorno, sulla superstrada tra Brindisi e Lecce, una delle arterie più trafficate del Salento. Armi, esplosivo, conflitto a fuoco con i Carabinieri. Da ciò che si apprende, i responsabili potrebbero essere originari del foggiano. Un'eventualità che, se confermata, certificherebbe ciò che denunciamo da tempo: il Salento ha un problema di ordine pubblico e di controllo del territorio serio a tal punto da diventare attrattore di criminali da fuori provincia" afferma Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico.
ll segretario generale regionale Puglia di Unarma, Nicola Magno, esprime "preoccupazione per l'escalation di pericolosità delle azioni criminali e per i rischi affrontati quotidianamente dagli operatori dell'Arma". E sottolinea che "ancora una volta i carabinieri si sono trovati in prima linea di fronte a un'azione criminale estremamente violenta e organizzata. Il fatto che una pattuglia sia stata raggiunta dai colpi di arma da fuoco dimostra quanto elevato sia il livello di rischio a cui sono esposti quotidianamente i nostri militari". Secondo il sindacato, urge una risposta da parte dello Stato. "Chiediamo maggiori tutele, - aggiunge il sindacato - investimenti concreti in mezzi, formazione e dispositivi di sicurezza. È indispensabile adeguare gli strumenti operativi e normativi alla realtà criminale attuale, che si dimostra sempre più aggressiva e militarizzata.
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