Leclerc, la sfida del gelato ipocalorico va avanti
Prosegue l'avventura imprenditoriale avviata con l'amico Federico Grom: lanciato un nuovo gusto. Dopo Italia e Francia si punta al mercato svizzero e inglese

All’inizio doveva essere solo una gelateria nella sua Montecarlo. Ma Charles Leclerc è tipo abituato ad andare veloce: corre in pista e fa correre i suoi progetti. Così, pranzando con l’amico Federico Grom, fondatore dell'omonima catena che ha aperto 100 negozi in 15 Paesi, nasce l’idea: un nuovo marchio che riesca a conciliare le voglie del palato con le esigenze della bilancia. Ed ecco Lec, il gelato ipocalorico. Lanciato l’anno scorso, conta oggi sette gusti: l’ultimo arrivato è Why nut, gustoso mix di nocciola e cacao. Leclerc e gli altri soci fondatori (ci sono anche il suo manager Nicolas Todt e il mago del gelato Guido Martinetti) lo hanno presentato a Milano, confermando che la sfida imprenditoriale non solo va avanti, ma anzi si allarga. Dopo aver conquistato i supermercati del Nord Italia e di Roma in particolare, i barattoli sono comparsi anche in Francia, con un focus sul mercato della Costa Azzurra e di Parigi. Ora Lec sta tentando lo sbarco in Inghilterra e in Svizzera.
“Il nostro obiettivo, fin dal primo giorno, è stato quello di superare la possibile contrapposizione tra il desiderio di gratificazione e scelte alimentari consapevoli - ha spiegato Federico Grom -. Lec è nato per dimostrare che queste due dimensioni possono coesistere, elevando l'esperienza del gelato a un momento di vera libertà, senza dover scendere a patti con i propri obiettivi di benessere.”
Il cuore dell’innovazione risiede nell’equilibrio trovato nel nuovo gusto: da un lato l’impatto al palato ricco e avvolgente, dall’altro l’apporto calorico fedele alla promessa del brand: 398 Kcal per barattolo, 146 Kcal per 100g. Meno della metà dei principali competitor, che superano le 300 Kcal per 100g, fino a sfiorare le 350.
Ma cos’hanno in comune gelato e F1? Più di quanto si pensi, spiega Leclerc: “Un’attività imprenditoriale è come la strategia di squadra: prima della gara hai tutto chiaro, ma poi devi mettere sul terreno la teoria, superando anche gli imprevisti che si presentano”.
Ma Lec, aggiunge il pilota della Ferrari, “non è solo un progetto imprenditoriale, ma nasce spontaneamente da una mia esigenza personale profonda: quella di conciliare una vita scandita dal rigore della performance atletica con quei piccoli, necessari momenti di felicità quotidiana, come, nel mio caso, una grande passione per il gelato. Spesso siamo abituati a pensare che il piacere sia una concessione che possa allontanarci dall’obiettivo; noi vogliamo dimostrare l'esatto contrario. Vedere che questa visione è oggi una realtà condivisa da tante persone, e che il nostro gelato sta diventando un compagno di viaggio per chiunque non voglia più dover scegliere tra gusto e sentirsi bene, è la nostra soddisfazione più grande, che ci motiva a fare sempre meglio”.
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