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Logistica, accordo tra Coldiretti e Autostrade

Andrea Zaghi domenica 27 novembre 2022
Non basta produrre prelibatezze alimentari, e non basta nemmeno farle conoscere nel mondo: occorre ormai, e sempre di più, trasportarle in modo efficiente, rapido e risparmioso. Grande cruccio dell’agroalimentare nazionale, quello della logistica e dei trasporti. Ancor più adesso, con i costi dei noli alle stelle e quelli dei carburanti in costante ascesa o quasi. Quello dei trasporti, appare essere ormai uno dei colli di bottiglia per lo sviluppo dell’agroalimentare italiano e cioè di uno dei pochi settori che, nonostante tutto, va alla grande con oltre 50 miliardi di esportazioni in tutto il mondo. Per fare meglio, tuttavia, occorrono accordi trasversali. Che, probabilmente complice proprio la crisi, appaiono adesso più facili. È quanto già accaduto tra Coldiretti e Autostrade per l’Italia che in questi giorni hanno sottoscritto un’intesa per rafforzare, si legge in una nota, «l’infrastruttura logistica strumentale e funzionale alla filiera agroalimentare». Obiettivo importante da raggiungere attraverso la promozione di «modelli di efficientamento del trasporto merci, in ottica di sostenibilità», che, detto in termini semplici, significa scovare metodi di trasporto delle merci più efficaci e compatibili con l’ambiente (visto che i carburanti tradizionali inquinano e costano sempre di più). Da qui, alcune delle iniziative che potrebbero presto nascere, come, per esempio, investimenti per la produzione e l’utilizzo dell’energia rinnovabile sfruttando terreni accanto alle infrastrutture autostradali, sviluppando impianti agro-fotovoltaici in grado di coesistere con le attività agricole e realizzando impianti in prossimità di aziende agricole. Si parla anche della creazione di Comunità Energetiche con società agricole poste accanto alle autostrade per la produzione di energia rinnovabili. E si pensa anche alla creazione di poli di smistamento delle merci agroalimentari poste accanto ai più importanti snodi autostradali nazionali. Insomma, trasportare il meglio dell’agroalimentare nazionale in modo più efficiente ed economico, oltre che “verde”, dovrebbe andare di pari passo con la competitività delle imprese. E’ certamente ancora presto per capire se quanto sancito ufficialmente sia uno dei primi passi verso un’idea diversa e più efficiente di intendere le politiche di intervento sul territorio. Adesso, quanto sottoscritto deve essere messo in pratica (magari allargando la collaborazione alla rete ferroviaria). Non c’è dubbio che l’attesa sia grande. © riproduzione riservata