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Essere Elon Musk, un biopic lo racconta

Andrea Fagioli domenica 22 gennaio 2023
Si dice che Elon Musk, imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese naturalizzato statunitense, sia l’uomo più ricco del mondo. A un suo schiocco di dita i mercati mondiali possono crollare o impennarsi, con le sue due aziende (Space X e Tesla) ha progettato razzi per portare la gente su Marte e auto totalmente elettriche, ha comprato Twitter e sta creando un chip che si inserisce nel cervello per combattere le malattie, il suo potere e la sua ricchezza continuano a crescere. Tra le ambizioni di Musk c’è quella di trasformare l’umanità in una specie multiplanetaria. «Ha fatto cose che nemmeno un intero Paese può fare», dice la madre Maye. Ma il diretto interessato ribatte: «Non pensate che sia divertente essere me; io non volevo esserlo». Tutto questo e molto altro è raccontato nel biopic, o docu-film biografico che dir si voglia, Elon Musk - Il mondo ai miei piedi, andato in onda ieri in prima serata su Nove e disponibile in streaming su Discovery+, che per la prima volta racconta il magnate più chiacchierato e discusso del momento: come sia arrivato dal Sud Africa fino alla Silicon Valley, il centro dell’alta tecnologia in California. Una storia enigmatica, avvincente e controversa che ripercorre i momenti chiave della sua carriera, dalle sue prime start-up tecnologiche fino alle rammentate Space X, Tesla e Twitter. Senza cedere troppo allo spettacolo, con un doppiaggio che come spesso succede in questi casi non aiuta, il biopic è decisamente interessante per scoprire aspetti umani e professionali che di Musk non si conoscevano: dall’infanzia terribile agli attuali nove figli, al rischio continuo di bancarotta; un racconto corposo (circa tre ore) che si sviluppa attraverso filmati d’archivio, interviste a lui, alla mamma, a familiari, colleghi e amici, ma anche a nemici. © riproduzione riservata