Economia

Tendenze. La patente a 18 anni è solo un ricordo. Oggi si guida a 20

Alberto Caprotti giovedì 18 gennaio 2024

Assodato che i sondaggi servono a riassumere opinioni che molto spesso la gente non ha (o non sapeva di avere), l'ultimo in ordine di tempo ci rivela che solo 1 diciassettenne italiano su 2 alla domanda: "hai intenzione di prendere la patente dell’auto?" ha risposto affermativamente, dichiarando che lo farà non appena maggiorenne. Che l'automobile non sia più uno status symbol comunque, più o meno lo si intuiva, ma adesso a certificarlo c'è pure una bella indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat. E soprattutto esistono dei dati ufficiali, che non sono opinioni ma certezze: nel 2022, ad esempio, su circa 1,1 milioni di patenti di guida emesse, il 62% era destinata ad un under 21, percentuale che risulta in costante calo da 10 anni; nel 2013, ad esempio, le patenti emesse a giovani con meno di 21 anni erano il 73%.

Interpretare i numeri risulta sempre molto difficile anche per chi lo fa di mestiere. Figuriamoci per chi lo fa basandosi sulle sensazioni. In più si rischia di dire cose inesatte, perchè l'Italia è un Paese profondamente diverso a secondo della posizione geografica di chi lo abita, e spesso anche del sesso a cui appartengono i suoi cittadini (o forse si dice del "genere", servirebbe un sondaggio per appurarlo). I dati infatti precisano che al Sud e nelle Isole - dove la mobilità con i mezzi pubblici è meno fruibile - la percentuale dei diciassettenni che non vedono l’ora di conseguire la patente arriva al 63%. Gli uomini inoltre conseguono la patente, in media, quasi un anno prima rispetto alle donne: a 19 anni e 5 mesi per la precisione, rispetto ai 20 anni e 4 mesi dichiarati dal campione femminile.

Tendenza generale dei nostri giovani su questo (ma anche su molti altri argomenti in realtà) è quella di non avere fretta. Analizzando il sondaggio si scopre che il 32% degli intervistati ha detto che sì, ha intenzione di prendere la patente, ma lo farà con calma. Mentre circa 28.000 diciassettenni hanno dichiarato a chi ha avuto la pazienza di intervistarli di non avere alcuna intenzione di conseguire la licenza di guida poiché si spostano tranquillamente con altri mezzi che non richiedono la patente. Non sorprende vedere come questa posizione tenda ad essere più diffusa nelle grandi città, dove certamente le alternative a disposizione della mobilità dei cittadini sono maggiori. Quasi 1 intervistato su 10, infine, ha dichiarato di non sapere quando (e nemmeno se) prenderà la patente: evidentemente non è in cima alla lista delle sue priorità.

Il punto, probabilmente, è proprio questo: le nuove generazioni costantemente connesse hanno tendenzialmente meno necessità di uscire e di spostarsi fisicamente. E l'automobile per molti (ma non per tutti) non è più considerata un mezzo di libertà come lo era venti o trent'anni fa. Forse anche perchè di libertà ne hanno già parecchia, e non hanno bisogno di una licenza per conquistarsela. Specie se costa un patrimonio (oggi tra 800 e 1.200 euro tra tasse, certificato medico e guide obbligatorie presso un'autoscuola). E se una volta ottenuta occorre fare un mutuo per acquistare un'automobile (28.000 euro il prezzo medio del nostro mercato). Sempre che l'auto la si trovi, perchè il nostro codice della strada consente a un neopatentato di guidare quasi nulla a livello di motorizzazioni e di quel rapporto tra cavalli e potenza che per calcolarlo occorre essere ingegneri nucleari. Insomma, dall'esame alla conquista del volante, guidare è faticoso. Aggettivo che si addice poco a parecchi. Giovani o meno giovani che siano, in realtà. Spiegazione semplicistica? Forse. Magari ci facciamo una bella inchiesta per capirlo.