Chiesa

C9. Caso Viganò, presto i chiarimenti della Santa Sede

Riccardo Maccioni lunedì 10 settembre 2018

Come di consueto il Papa ha preso parte alla prima giornata di lavori del Consiglio di nove cardinali, il cosiddetto C9, nominati dallo stesso Pontefice per aiutarlo nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa universale. Quella che si chiuderà mercoledì 12 settembre è la riunione numero XXVI del gruppo di porporati che prima della pausa estiva aveva consegnato a Bergoglio la bozza della nuova Costituzione apostolica sulla Curia romana che sostituirà la “Pastor bonus” e il cui titolo, provvisorio, è “Praedicate Evangelium”.

In arrivo la risposta alla accuse dell’ex nunzio
A rendere nota la presenza di Bergoglio all’avvio del nuovo incontro del Consigli è una nota della Sala Stampa vaticana che sottolinea la piena solidarietà dei nove porporati a «papa Francesco a fronte di quanto accaduto nelle ultime settimane», Si tratta del caso Carlo Maria Viganò, cioè della accuse formulate dall’ex nunzio negli Stati Uniti che arriva a chiedere le dimissioni di papa Francesco, responsabile a suo dire, di aver coperto Theodore Edgar McCarrick, l’arcivescovo emerito di Washington riconosciuto colpevole di abusi e di cui lo stesso Bergoglio ha accettato la rinuncia alla porpora. Ma la nota vaticana non si ferma alla solidarietà. Si sottolinea infatti. o meglio si anticipa che «la Santa Sede sta per formulare gli eventuali e necessari chiarimenti», anche alla lice delle verifica della documentazione disponibile. Come noto infatti Viganò chiama in causa anche Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e i loro più stretti collaboratori.

Verso un rinnovo per ragioni anagrafiche
Ma il comunicato della Santa Sede parla anche di possibile novità per la futura composizione del C9. «Il Consiglio di cardinali – scrive la nota –, disponendosi a consegnare al Santo Padre la proposta circa la riforma della Curia Romana elaborata nei primi cinque anni di attività, in vista della prosecuzione ha ritenuto di chiedere al Papa una riflessione sul lavoro, la struttura e la composizione dello stesso Consiglio, tenendo pure conto della avanzata età di alcuni membri». Una questione anagrafica che chiama in causa innanzitutto l’85enne cardinale cileno Francisco Javier Errazuriz tra l’altro accusato in patria di non aver dato ascolto alle vittime del sacerdote pedofilo Fernando Karadima e il congolese Laurent Monsengwo Pasinya che compirà 79 anni il mese prossimo. Ha invece 77 anni il cardinale australiano George Pell formalmente ancora prefetto della Segreteria per l’Economia, ma da tempo in Australia perché sotto processo per presunti abusi su minori.
Il C9 ha inoltre «espresso la sua soddisfazione per la buona riuscita del IX Incontro Mondiale delle famiglie a Dublino, congratulandosi pure con Sua Eminenza il Cardinale Kevin J. Farrell e con il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che insieme con l’arcivescovo Diarmuid Martin, hanno organizzato l’evento».