Neve, ghiaccio e arte: un Gutenberg olimpico
Al via i XXV Giochi olimpici invernali. Sport, tv, racconti e arte: il numero 58 di "Gutenberg" è una piccola e sorprendente guida a Milano Cortina 2026

Il numero 58 di Gutenberg, in edicola con Avvenire di venerdì 6 febbraio, è un omaggio alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, raccontate come grande evento sportivo e culturale. Nell’articolo di apertura, Edoardo Castagna muove dalla cerimonia inaugurale per mettere a fuoco Giochi “squisitamente televisivi”, in cui la tecnologia rende contigue otto località alpine lontane tra loro, offrendo allo spettatore un unico palcoscenico narrativo. Se una parte dell’aura romantica del passato è stata sacrificata alla spettacolarità – un processo avviato già a Cortina 1956 con le prime trasmissioni della Rai – il senso profondo dell’evento resta intatto: l’apertura ufficiale dichiarata dal presidente Mattarella e l’accensione del braciere sdoppiato concentrano, in pochi minuti, anni di lavoro e di attesa degli atleti. Sul versante mediale, Angela Calvini analizza Milano Cortina come snodo per il futuro della televisione olimpica. L’Olympic Broadcast Services punta su produzione virtualizzata, cloud e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e arricchire lo storytelling sportivo, fino ai dati in tempo reale che accompagnano le gare, come nel curling. Alberto Caprotti offre invece un racconto personale, ripercorrendo trent’anni di Olimpiadi vissute da cronista – da Atlanta 1996 a Parigi 2024 – intrecciando memorie di inviato e snodi storici: dall’attentato di Atlanta all’ascesa di Usain Bolt, dalle vittorie di Deborah Compagnoni al dramma di Oscar Pistorius. Perché l’Olimpiade è "una lunghissima storia d’amore". Numerose sono le iniziative legate alle arti e alla cultura che accompagnano questi Giochi. "Gutenberg" propone una rassegna di mostre, tra cui "White Out" alla Triennale di Milano, dedicata al design degli sport invernali tra performance e cambiamento climatico, e la fotografica "Fuoripista" a Bergamo. Lungo il monografico scorrono inoltre i box con le schede delle discipline, per completare questa piccola guida ai Giochi a cinque cerchi.

Nella sezione Percorsi, il primo nucleo affronta il tema della guerra. Damiano Palano recensisce la Storia della guerra di Arsenio Frugoni, seguendo il legame tra innovazioni belliche e trasformazioni politiche, dalla falange oplitica alla nascita dello Stato moderno fino all’era atomica. Maurizio Schoepflin torna alla Grecia antica rileggendo il polemos come paradosso: l’orrore del conflitto non negava la sua pratica costante. Alla cultura degli scacchi sono dedicati i contributi di Gianni Vacchelli, che mette a confronto due volumi recenti di Giorgio Ricca e Peter Doggers sugli scacchi come sistema simbolico e laboratorio cognitivo, segnato oggi dall’intelligenza artificiale e dalla cultura pop; e di Eugenio Giannetta, che racconta invece il lavoro dell’Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani, mostrando come scacchiere tattili e strumenti digitali rendano il gioco accessibile e universale. Chiude una anticipazione del memoir di Raffaele Simone, La vita anteriore: un ritorno al mondo rurale e ai costumi di una generazione nata negli anni Quaranta, tra figure domestiche, memoria devozionale e paesaggi interiori del Novecento.
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