L'Europa può unirsi sotto il mantello di santa Brigida
La fama della santa irlandese è stata velata da quella di Patrizio. Ma c’è un rinnovato interesse per la sua figura in patria e all’estero. Da domani Firenze le dedica un festival

Belfast, primi anni ‘60. Un giovane poeta irlandese che passerà alla storia osserva i vestiti che sua moglie ha messo ad asciugare in bagno e decide di trasfigurare quel semplice angolo di quotidianità in spazio poetico, immaginando Santa Brigida d’Irlanda, che secondo la leggenda stese il suo mantello ad asciugare su un raggio di sole.
“Fu una dolcezza del tutto nuova / scoprire in quei primi giorni / bianche leggere camicette di mussola / su un filo di nylon trasparente / gocciolanti ad asciugare nel bagno / o una sottoveste di nylon nella luminosità / della propria elettricità / come se santa Brigida una volta ancora / avesse improvvisato un raggio di sole come quello che aveva teso in aria / per asciugarvi il mantello”.
Nella poesia The Clothes Shrine (La teca degli abiti), Seamus Heaney descrive con delicatezza un piccolo altare domestico in cui abiti e stoffe, custoditi con cura dalla moglie Mary, diventavano reliquie della memoria, dell’amore, del gesto quotidiano. A ispirare il poeta era stata Brigida di Kildare, uno dei tre patroni d’Irlanda insieme a Patrizio e a Colombano, ma anche la figura meno nota al grande pubblico. Nella sua opera, Heaney non si limitò a evocare la santa ma la studiò e ne attraversò le fonti agiografiche meditandone il ruolo di anello di congiunzione tra il mondo celtico e la cristianità nascente. Anni dopo le avrebbe dedicato un’altra poesia – A Brigid’s Girdle (La cintura di Brigida) – che rievocava il rito popolare della cintura di paglia intrecciata fatta passare attorno a un malato per invocarne la guarigione.
Il grande poeta irlandese è stato il precursore del rinnovato interesse contemporaneo nei confronti del culto di Santa Brigida: una recente campagna promossa da artisti, studiosi e letterati ha riportato in auge la sua figura finché, nel 2023, il governo di Dublino ha istituito una festa nazionale a lei dedicata.
“È un fenomeno che va oltre l’isola d’Irlanda perché Brigida fu una delle sante più importanti d’Europa per oltre mille anni, a partire dall’Alto Medioevo”, ci spiega il filologo medievalista dell’Università del Molise Fabio Mantegazza, tra i massimi studiosi italiani della vita e dell’opera della santa irlandese. “Non è un caso che esistano decine di chiese, santuari, scuole e pozzi sacri che portano il suo nome in Germania, Olanda, Belgio, Portogallo, Svizzera e anche nel nostro Paese”.
In Italia ci sono due toponimi principali dedicati a Santa Brigida: un comune in provincia di Bergamo e una frazione alle porte di Firenze, dove in questo fine settimana si terrà il festival interculturale incentrato sulla celebrazione dell’eredità di Brigida nel Vecchio continente. Si ritiene che il suo culto si sia diffuso in Italia principalmente attraverso gli scritti di San Donato, vescovo irlandese di Fiesole del IX secolo, la cui Vita Sanctae Brigidae è oggi conservata nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. L’antico manoscritto testimonia l’autorevolezza della santa che nel V secolo fondò il monastero di Kildare, nell’Irlanda centro-orientale, per poi trasformarlo in un grande centro spirituale ed educativo aperto ai poveri e ai malati.
“Eppure - prosegue Mantegazza – con il trascorrere del tempo la figura di Brigida è passata in secondo piano rispetto a quella di Patrizio, che è un santo molto venerato nel suo Paese mentre Brigida è soprattutto la patrona degli irlandesi al di fuori dell’Irlanda, dunque dei pellegrini. Lo dimostra il fatto che l’unico santuario italiano dedicato a San Patrizio è quello di Colzate, in provincia di Bergamo, mentre le chiese e i luoghi di devozione dedicati a Brigida sono invece tantissimi, in particolare lungo le principali vie di pellegrinaggio dall’Irlanda a Roma”. È una storia lontana, che risale al V-VI secolo, un’epoca in cui i primi monaci cristiani medievali definirono l’Irlanda “Insula Sanctorum” (l’isola dei santi) perché divenne un centro di spiritualità e apprendimento religioso destinato a influenzare tutto il continente europeo.
Ma perché, nel corso dei secoli, una santa che è simbolo di ospitalità, compassione e desiderio di pace e giustizia è stata progressivamente messa in ombra? Secondo Mantegazza, il suo oscuramento fu causato innanzitutto dalla contesa religiosa e politica che ebbe luogo nel VII secolo tra le due principali sedi monastiche irlandesi, quella di Armagh fondata da San Patrizio, che rivendicava il primato spirituale su tutta l’Irlanda, e quella di Kildare, guidata dalla fama di Santa Brigida, che rappresentava invece un potente centro monastico locale. “La disputa si tradusse in scontri di autorità e influenza sui re e sulle comunità locali. Alla fine, fu Armagh a prevalere grazie alla propria centralità geografica, all’autorità simbolica di Patrizio e al sostegno politico, relegando Kildare a un ruolo spirituale di rilievo regionale. Nei secoli successivi contribuì poi senz’altro anche l’idea che Brigida fosse considerata una santa fuori dagli schemi, almeno secondo i canoni della Chiesa cattolica post-tridentina”. “Finché, in epoca recente, tra il XIX e il XX secolo, la figura di Brigida non è stata spesso confusa in modo del tutto astorico con una divinità celtica pagana come la dea Brigid menzionata in alcune opere della letteratura irlandese”.
È quindi necessario tornare alle poesie di Heaney, e al miracolo cristiano del mantello di Santa Brigida che è simbolo di protezione divina e di diffusione della fede. La leggenda narra che uno degli antichi re d’Irlanda abbia consentito alla santa di costruire il monastero di Kildare donandole tanto terreno quanto avrebbe potuto coprirne il suo mantello. Ma Brigida si fece aiutare da quattro fanciulle, che tesero la stoffa verso i quattro punti cardinali estendendola fino a coprire molti ettari di terreno. Su una collina battuta dal vento fu fondata infine un’abbazia di monaci e monache che si dedicarono ad aiutare i poveri e a curare i malati. In un’epoca in cui le donne non avevano alcun potere, Brigida rappresentò un’eccezione.
Il simbolismo del mantello sarà al centro anche del festival Brigid in Europe diretto da Bridget Ryan, che si svolge questo fine settimana a Firenze e provincia sotto il patrocinio dell'Ambasciata d’Irlanda in Italia e di Culture Ireland, l’agenzia statale che promuove l’arte e la cultura irlandese all’estero. Domenica pomeriggio (ore 15) un mantello lungo dieci metri, composto da oltre settecento pezzi di stoffa cuciti a mano da donne irlandesi e italiane, attraverserà il centro storico fiorentino in processione da piazza del Duomo alla Basilica della Santissima Annunziata, al cui interno si esibirà il coro Animae Voces di Edoardo Materassi, accompagnato da musicisti irlandesi e italiani al flauto, violino e arpa. L’evento sarà preceduto da un analogo appuntamento che si terrà domani alle 17 alla parrocchia di Santa Brigida a Pontassieve, in provincia di Firenze.
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