Gutenberg "Al lavoro" tra vocazione e disincanto
Il significato del lavoro in una stagione segnata da incertezza e disillusione: può ancora essere una forma di realizzazione personale e di relazione con gli altri?

Tra precarietà, vocazione, impresa, tecnologia e rappresentazioni culturali, il nuovo numero di “Gutenberg” interroga il significato del lavoro in una stagione segnata da incertezza e disincanto, cercando di capire se esso possa ancora essere una forma di realizzazione personale e di relazione con gli altri. Perché si lavora? Per quale realizzazione, grande o piccola che sia? Per arricchire sé stessi o fantomatici azionisti? O non invece per continuare, ognuno nel proprio piccolo, a essere utili agli altri, soddisfatti e felici? Se oggi non è più un fine, il lavoro può ancora essere mezzo: il filo della necessaria relazione che ci lega l’uno con l’altro. "Al lavoro" è il tema del nuovo numero di “Gutenberg”, in edicola con “Avvenire” venerdì 9 ottobre 2026. Il numero si apre con l’articolo di Francesco Riccardi, che osserva la condizione lavorativa delle giovani generazioni tra precarietà, instabilità e difficoltà a progettare il futuro. Alla moltiplicazione delle opportunità si accompagna una diffusa sensazione di incertezza, mentre il lavoro perde parte della funzione identitaria che aveva assunto nelle generazioni precedenti e fatica a tradursi in prospettiva di autonomia e costruzione della propria vita. Il contributo di Vittorio Pelligra, tratto dal volume Lavorare per gli altri. Un’economia del significato (Il Mulino), affronta il lavoro come vocazione. La riflessione si concentra sull’incontro tra inclinazioni personali, motivazioni profonde e professione, mostrando come la ricerca di significato possa favorire benessere e coinvolgimento ma anche esporre a nuove forme di sfruttamento quando le organizzazioni si appropriano delle risorse interiori dei lavoratori.
Alessandra De Luca attraversa numerosi film presentati all’83ª Mostra del Cinema di Venezia per raccontare il lavoro contemporaneo, dove dalle piattaforme di consegna alla viticoltura, dal giornalismo all’architettura, il cinema diventa uno strumento per osservare le trasformazioni del mondo professionale e le tensioni che attraversano la vita di chi lavora; all’interno di questo stesso orizzonte si colloca l’intervista di Angela Calvini al regista Stéphane Brizé, autore di Un bon petit soldat: attraverso il racconto del film emerge un’analisi delle dinamiche aziendali, della ricerca del profitto e degli effetti dell’intelligenza artificiale sul futuro del lavoro, mettendo in luce il conflitto crescente tra esigenze economiche e dimensione umana. Chiude il monografico l’articolo di Giacomo Gambassi, dedicato a Mestieri all’opera. Il mondo delle professioni nei libretti del melodramma di Alberto Tanturri (Il Mulino). Attraverso oltre duecento libretti d’opera, il volume ricostruisce la rappresentazione delle professioni nella tradizione melodrammatica, mostrando come servitori, medici, notai, religiosi e militari riflettano le trasformazioni storiche e sociali dell’Europa moderna.
La sezione dei Percorsi si apre con un itinerario dedicato a emarginazione, vocazione e riscatto: Tiziana Lupi racconta il film televisivo Sul cammino di Francesco. La vita di Biagio Conte, diretto da Costanza Quatriglio e interpretato da Alessio Vassallo, che ripercorre l’esperienza umana e spirituale del missionario palermitano vissuto accanto agli ultimi; Laura Badaracchi presenta I diari del libraio errante di Emiliano Cribari (Bottega Errante), un racconto di incontri, libri e fragilità che trasforma la vendita ambulante in occasione di ascolto e accoglienza. Il Percorso successivo è dedicato a spiritualità e mistica medievale: da un lato, Simone Paliaga presenta i due volumi de Le prediche tedesche in occasione delle feste dei santi di Meister Eckhart (Edizioni di Storia e Letteratura), mettendo in luce il rapporto tra predicazione, ricerca filosofica e mistica; dall’altro, Maurizio Schoepflin racconta Mistica delle beghine. Hadewijch e il movimento femminile nel XIII secolo di Bernard Raimont (Monasterium), dedicato alla figura di Hadewijch e alla spiritualità delle comunità femminili medievali. Chiude il numero un percorso dedicato a Francesco oggi, con il brano Come fratelli e sorelle del Piccolo Coro dell’Antoniano (Sony Music Italy), ispirato al Testamento di san Francesco e pensato come messaggio contemporaneo di fraternità, e Francesco d’Assisi e i suoi ribelli, nuovo programma di Rai 2 e RaiPlay dedicato all’attualità del messaggio francescano attraverso le storie di uomini e donne che hanno scelto di seguire una vocazione controcorrente.
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