Una vita spesa per la vita: il segreto di Carlo Casini? «L’Eucarestia»

di Ignazio Ingrao
A sei anni dalla morte, l’enorme quantità di discorsi, articoli, libri e conferenze del Servo di Dio rivela una costante ispirazione che anima ogni aspetto del suo impegno: un “centro” dal quale si irradia il senso di tutto
March 29, 2026
Una vita spesa per la vita: il segreto di Carlo Casini? «L’Eucarestia»
Carlo Casini (Firenze 1935 - Roma 2020). Il 1° ottobre 2025 il Vicariato di Roma ha autorizzato ad avviare l'iter della sua causa di beatificazione
«Le parole, le argomentazioni, le prove scientifiche, i dibattiti, le conferenze e i libri, sono utili, ma non sono risolutivi». L’affermazione è di Carlo Casini. Parole che ci spiazzano se, a sei anni dalla morte, ripercorriamo l’enorme mole di scritti, articoli, libri, conferenze del fondatore del Movimento per la Vita, parlamentare europeo, deputato e magistrato, raccolti dalla figlia Marina per un arco temporale che va dal 1955 al 2020. Sorprende la capacità straordinaria di Casini di trovare il tempo per scrivere con tale abbondanza e ricchezza di ispirazione, nonostante l’agenda strapiena di appuntamenti pubblici.
Se le parole, come diceva, sono utili ma non risolutive, perché allora tanto impegno nello scrivere, pubblicare, tenere discorsi? È lo stesso Casini a spiegarcelo: «Il diritto alla vita vincerà nella condivisione, nello “spezzare il pane” di una intera comunità. Ciò richiede una forza, una tenacia, una convinzione, che solo l’Eucarestia può dare». Ecco allora la chiave di tutto, il “segreto di Carlo”: la preghiera e la frequentazione dell’Eucarestia. Era immerso nella storia e nel tempo con uno sguardo contemplativo. Era pienamente “nel mondo” senza essere “del mondo”.
La causa di beatificazione comporterà, per il riconoscimento delle “virtù eroiche”, il delicato lavoro di rileggere e analizzare una grande quantità di scritti e interventi. Scorrendo i titoli e gli argomenti principali, salta agli occhi la straordinaria attualità delle sue riflessioni in un tempo come il nostro, incredulo di fronte allo scatenarsi della violenza dell’uomo contro l’uomo, smarrito nel misurarsi con le domande sull’inizio e la fine della vita, impreparato rispetto alle sfide del trans-umano e post-umano. «Il riconoscimento del non nato come uno di noi è il banco di prova per comprendere la dignità umana, il sigillo di autenticità di ogni impegno per l’uomo», così scriveva Casini. Questo voleva dire per lui «combattere la cultura dello scarto».
Ignazio Ingrao
Ignazio Ingrao
Come giornalista, ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare Carlo Casini. Non era agevole rincorrerlo tra i suoi molteplici appuntamenti. Chiedergli un articolo o uno scritto significava dover pazientare fino all’ultimo momento utile, ma Carlo non diceva mai di no. Non si sottraeva all’opportunità di confrontarsi, dialogare, fare arrivare il suo pensiero e il suo messaggio ai lettori o agli ascoltatori. Una generosità straordinaria pagata con il prezzo di un’energia spesa senza riserve. Solo in seguito, conoscendo Marina e la sua famiglia, ho compreso che la fonte di tanta energia risiedeva nella preghiera, nella vita di fede, nella frequenza dei sacramenti.
Commoventi le parole che gli riservò papa Francesco quando, il 6 aprile del 2014 ricevette in udienza il Movimento per la Vita italiano: «Gli auguro che quando il Signore lo chiamerà siano i bambini ad aprirgli la porta lassù». Carlo Casini ha impersonato quello che l’enciclica Fratelli tutti chiama «l’amore politico» che «si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore» e si nutre del valore del rispetto e della capacità di accogliere ogni differenza, mettendo al primo posto la dignità di ogni essere umano.
Gli scritti del fondatore del Movimento per la Vita illuminano di significato l’impegno dei cattolici in politica. Allievo di Giorgio La Pira, Casini ha condiviso con il sindaco di Firenze gli inizi della battaglia per la vita e a lui farà costante riferimento nella sua attività pubblica. È possibile essere santi in politica promuovendo e difendendo la vita umana? La risposta offerta dalla testimonianza luminosa di Casini è affermativa. La prospettiva di scendere in politica non era certo nei progetti del giovane e brillante magistrato della Procura della Repubblica di Firenze, vincitore del concorso a soli 26 anni.
La vicenda della legalizzazione dell’aborto in Italia, la fondazione a Firenze del primo Centro di aiuto alla vita, la costituzione del Movimento per la Vita nel 1976, la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare, infine l’approvazione della legge 194 sull’interruzione della gravidanza gli fecero cambiare prospettiva. Casini soffriva nel vedere come i principi del personalismo cristiano, anziché essere fattore di unione e impegno comune, diventavano motivo di divisione tra i credenti e in seno alla stessa comunità cristiana. Da qui la scelta di candidarsi alla Camera dei Deputati nel 1979, dietro la spinta dello stesso associazionismo fiorentino. Nonostante i pochi mezzi a disposizione, il risultato fu eccezionale e Carlo venne eletto. «La società civile – scriveva – ha un bisogno estremo della forza della fede cristiana per ritrovare sé stessa, per essere semplicemente società civile».
Un filo rosso lega l’impegno politico di Carlo Casini e la testimonianza del beato Giuseppe Toniolo, anima del movimento cattolico italiano, tra i fondatori della Fuci, promotore delle Settimane sociali dei cattolici italiani. Può essere riassunto in questa formula: «La testimonianza cristiana è sempre politica». Un’affermazione che attraversa tutti gli scritti e gli interventi di Casini. E trova la sua radice nel legame stretto tra «etica della vita ed etica sociale», indicato nell’enciclica Humanae Vitae di san Paolo VI. La consapevolezza che «non può avere solide basi una società che mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace, si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata» (san Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Evangelium Vitae, n. 101). L’impegno politico di Carlo Casini ha incarnato questi principi. I suoi scritti ce li restituiscono.
Ignazio Ingrao è vaticanista
Abbonati alla newsletter settimanale gratuita di Avvenire su Vita, Bioetica e Cura CLICCANDO QUI: puoi registrarti ad Avvenire.it e poi iscriverti per l’invio settimanale. Se sei già registrato ad Avvenire.it è sufficiente introdurre le tue credenziali e poi abbonarti alla newsletter.

© RIPRODUZIONE RISERVATA