Il Papa ai ragazzi: triste quando sparite dopo la Cresima, siate perseveranti nella fede

L'udienza a 600 giovanissimi dell'arcidiocesi di Genova che si apprestano a ricevere il sacramento della Confermazione
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May 16, 2026
Il Papa ai ragazzi: triste quando sparite dopo la Cresima, siate perseveranti nella fede
Il Papa con i cresimandi dell'arcidiocesi di Genova/ VATICAN MEDIA
«Siete venuti da Genova, da diverse parrocchie. C’è una parrocchia che conosco un po’ di più, che è Manesseno: dove sono? Siete qua? Bravi! Ma siete tutti bravi! Benvenuti!». Così il Papa si è rivolto stamattina ai circa 600 cresimandi dell’arcidiocesi di Genova, ricevuti nell’Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico insieme a 150 catechisti e accompagnatori e all’arcivescovo Marco Tasca.
«Una delle gioie più grandi del vescovo, penso in tutte le diocesi – ha continuato Leone XIV – è celebrare le Cresime, perché è proprio il dono dello Spirito Santo. Alcuni di voi hanno già ricevuto il Sacramento, altri si stanno ancora preparando. È molto bello ricevere questo Sacramento, perché la pienezza dello Spirito Santo ci dà entusiasmo, forza e la capacità di seguire Gesù Cristo, di dire “sì” al Signore sempre, di non avere paura di seguirlo con coraggio, di vivere la fede in un mondo che tante volte ci vuole portare lontano da Gesù. E lo Spirito Santo è con noi in modo particolare domenica prossima, quando celebriamo la Pentecoste: il ricordo dell’esperienza dei primi discepoli, degli Apostoli, che ricevono lo Spirito Santo per annunciare il Vangelo e l’amore di Dio. E tutti voi siete e sarete partecipi di questa missione, perché siamo tutti inviati: nelle vostre famiglie, tra i vostri amici, verso tutte le persone. Anche voi dovete essere testimonianza viva dello Spirito che vive in noi».
Qui il Papa ha toccato un punto dolente del cammino cristiano legato al sacramento della Confermazione: «Allora, se dare la Cresima è una delle gioie più grandi del vescovo, c’è un’altra cosa che è una tristezza. È che qualche volta, quando il vescovo conferisce la Cresima, il dono dello Spirito Santo, poi non vede più i ragazzi: spariscono dalla parrocchia. E su questo voglio chiedervi una cosa: ponete un’attenzione particolare a uno dei doni dello Spirito Santo che è chiamato perseveranza. Non dimenticate quello che avete vissuto in questo tempo, anche la gioia di venire a Roma, per festeggiare e pregare insieme. Che questa gioia viva nei vostri cuori e che continuiate a essere fedeli discepoli di Gesù Cristo; che siate perseveranti nella fede, che torniate in parrocchia – ci sono tante attività, tante opportunità –, ma soprattutto che perseveriate nella vita della fede, perché Gesù Cristo vuole camminare con te, con ognuno di voi e con tutti voi in comunità, che è tanto importante. La fede non la viviamo da soli, la viviamo insieme. E costruire rapporti di amicizia e di comunità è un modo per vivere la perseveranza come discepoli di Gesù».
Il Pontefice ha poi nuovamente esortato i suoi giovanissimi interlocutori: «Allora, non dimenticate questo! È bello venire a Roma, è bello ricevere il Sacramento, è bellissimo ricevere la pienezza dello Spirito Santo, ma è altrettanto importante che ognuno di voi assuma questo impegno, questa promessa al Signore: continuare davvero come suoi amici, suoi discepoli, suoi missionari e perseverare nella fede. Allora vi lascio con questa parola.
Vi invito a mettervi in piedi, così possiamo pregare insieme la preghiera che Gesù ci ha insegnato. Poi vi darò la benedizione e saluterò alcuni di voi uscendo. Che questa giornata sia anche per voi un grande aiuto nel vostro cammino di fede». Dopo il Padre Nostro recitato insieme dal Papa e dai presenti, l’incontro si è concluso con la benedizione del Pontefice.

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