Lo Stato di New York legalizza il suicidio assistito per i malati terminali
di è vita
Malgrado il preoccupato appello per ripensarci firmato anche dal nuovo arcivescovo Hicks, la governatrice democratica Hochul ha firmato il provvedimento, in vigore tra sei mesi

La governatrice dello stato di New York, la 67enne avvocata democratica Kathy Hochul, ha firmato la contestata legge che legalizza il suicidio assistito per i malati terminali con un’aspettativa di vita di meno di sei mesi. La legge entrerà in vigore a luglio. Il disegno di legge originale includeva disposizioni volte a garantire che «nessun paziente sia costretto a scegliere l’assistenza medica per morire» e che nessun operatore sanitario o clinica «affiliata alla religione» fossero costretti a prestare la loro collaborazione a pratiche di morte. Tuttavia Hochul e la sua maggioranza democratica hanno voluto aggiungere nuove disposizioni. «La governatrice ha collaborato con i legislatori per aggiungere ulteriori tutele che garantiscano che nessuno venga costretto garantendo al contempo che i malati terminali di New York abbiano la possibilità di morire serenamente e alle proprie condizioni», si legge in dichiarazione delle autorità newyorchesi.
Come già accaduto per l’analoga legge dell’Illinois, che il governatore democratico Jay Pritzker aveva firmato malgrado la contrarietà e la forte preoccupazione espressa da papa Leone (originario della capitale dello Stato, Chicago), è rimasto inascoltato l’appello della Chiesa cattolica dello Stato di New York che a fine 2025 aveva criticato con energia la legge con una nota firmata dall’arcivescovo uscente cardinale Dolan e dal successore Ronald A. Hicks, che si è insediato il 6 febbraio, lo stesso giorno in cui è stata firmata la nuova norma: «Questa nuova legge – scrissero tra l’altro i due pastori insieme agli altri vescovi dello Stato di New York – comprometterà gravemente tutti gli impegni contro il suicidio e a favore della salute mentale che il governatore Hochul ha fatto durante il suo mandato. Come può una società avere la credibilità necessaria per dire ai giovani o alle persone affette da depressione che il suicidio non è mai la soluzione, mentre allo stesso tempo dice agli anziani e ai malati che è una scelta compassionevole da sostenere?».
Nell’omelia della Messa per la presa di possesso della cattedra di san Patrizio monsignor Hicks ha dedicato un cenno al tema dicendo che «siamo chiamati ad essere una Chiesa missionaria che si prende cura dei poveri e dei vulnerabili, difende la vita dal concepimento alla morte naturale, si prende cura del creato, costruisce ponti, ascolta sinodalmente, protegge i bambini, promuove la guarigione dei sopravvissuti e di tutti coloro che sono stati feriti dalla Chiesa, e mostra rispetto per tutti, costruendo l’unità tra culture e generazioni».
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