Lei è nata

Occhi blu, guance tonde, capelli abbondanti, la manina che già stringe il dito... Mia nipote è arrivata a ricordarmi che “noi siamo un colloquio”
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October 5, 2026
Lei è nata
Foto Siciliani
Lei è nata appena ieri. Corriamo, pellegrini, all’ospedale, a Nervi. Il sole di settembre è ancora accecante, il mare, davanti al vecchio Gaslini di impronta littoria, immenso.
Lei ha gli occhi blu, due belle guance tonde, una rispettabile quantità di capelli. Tra le braccia è un peso da niente, una bambola. Ma è una bambina, e nove mesi fa non c’era. Non c’era niente di lei. Il più grande dei miracoli passa non visto, nelle meraviglie – speriamo – della IA.
La piccola mano perfetta stringe il dito del padre. Così fa ogni neonato. Eppure non è già, dall’imo di un inconscio remoto, un cercare un altro da sé, un “tu”? Il calmarsi in braccio alla madre, ritrovandone il battito conosciuto del cuore, non è pure un cercare, tesi fin da principio ad altro da sé?
«Noi siamo un colloquio», è un verso, e una profonda intuizione, del poeta tedesco Hölderlin. Noi siamo un colloquio, creature mai totalmente dimentiche di un creatore. Lo cerchiamo dapprima nei volti cari, poi negli amici. Lo cerchiamo, sbagliamo, ricominciamo, oppure diventiamo cinici.
Solo alla fine, credo, risorge in tutti quella domanda antica. Chi muore, spesso, chiede, bussa alla porta. «Noi siamo un colloquio»: quella mano minuscola di una figlia di un figlio, stretta attorno a un mio dito.

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