«La Gpa è una vendita di bambini»: 160 Ong di tutto il mondo si appellano all'Onu

La richiesta della società civile alla Commissione Onu per i diritti dell'infanzia
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September 18, 2026
«La Gpa è una vendita di bambini»: 160 Ong di tutto il mondo si appellano all'Onu
ANSA
Sono 160 le organizzazioni non governative di tutto il mondo che hanno sottoscritto una richiesta formale al Comitato Onu sui diritti dell’infanzia di riconoscere la Gestazione per altri (Gpa) come una forma di compravendita di bambini e di «incoraggiare lo sviluppo di uno strumento internazionale volto all’abolizione universale di tale pratica». Dall’Australia all’Albania, dalla Spagna all’Irlanda, dal Brasile alla Nigeria, le sigle associative si suddividono in due categorie: da una parte quelle dichiaratamente pro-life, dall’altra quelle femministe. «La surrogazione di maternità - suggerisce l’appello - è un processo il cui oggetto è la commissione e la consegna di un minore. L’oggetto di tale contratto non è la prestazione gestazionale, è il minore», reso dunque alla pari di una merce da vendere e acquistare.
La notizia della lettera-appello è stata data con un comunicato dalla Dichiarazione di Casablanca, un gruppo di esperti mobilitati in tutto il mondo per l’abolizione della Gpa. Al momento solo l’Italia, con la legge approvata nel novembre 2024, la considera un reato universale, perseguibile quindi anche se commesso all’estero. Lo scorso giugno a Ginevra il governo italiano insieme a quello cileno ha presentato una proposta di moratoria internazionale, aperta allo sottoscrizione di altri Paesi.
La Gpa nel mondo è regolata in vario modo. Nella sua forma “solidale” è legale - ma pochissimo praticata - ad esempio nel Regno Unito, Portogallo, Grecia, Australia, Nuova Zelanda. Nella sua forma commerciale è vietata in tutta Europa e legale con diverse limitazioni in pochissimi Paesi, tra cui alcuni Stati americani, Sudafrica e Ucraina, dove il mercato per le coppie straniere è ancora florido nonostante la guerra. “Solidale” o “commerciale” in realtà è spesso una distinzione vuota, perché la Gpa comporta sempre un consistente passaggio di denaro, in un caso indirettamente sotto forma di rimborso spese e nell’altro direttamente come vero e proprio compenso. Si stima che il giro d’affari della Gpa commerciale sia compreso tra i 23 e i 32 miliardi di dollari. «La stragrande maggioranza degli accordi di surrogazione di maternità nel mondo prevede una remunerazione - scrivono le 160 Ong -. Anche gli accordi cosiddetti “altruistici” comportano frequentemente compensazioni, doni e rimborsi delle spese che equivalgono a un pagamento indiretto. La surrogazione di maternità costituisce pertanto una nuova forma di vendita di minori, particolarmente insidiosa perché spesso celata dietro immagini di amore, privando al contempo il minore della propria filiazione biologica ed esponendolo al trauma della separazione dalla madre che lo ha partorito». Aveva suscitato molto interesse, a questo proposito, il report pubblicato un anno fa dalla Relatrice speciale sulla violenza contro le donne e le ragazze, Reem Alsalem, che aveva documentato come la Gpa comporti spesso sfruttamento e violenza nei confronti delle donne più vulnerabili.
Il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia è un organo indipendente di esperti, con sede a Ginevra, che controlla come gli Stati applicano la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza adottata nel 1989. Nelle sue linee guida del 2019 relative all’attuazione del Protocollo opzionale, aveva già affermato che la Gpa «può costituire una vendita di minori». Ora 160 Ong di tutto il mondo chiedono allo stesso Comitato di uscire dall’ambiguità e dichiarare senza incertezze che l’utero in affitto è una pratica non rispettosa della dignità delle persone.

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