«Moratoria internazionale sulla maternità surrogata»: l'Italia "accende" la campagna

Presentata a Ginevra la Dichiarazione congiunta che potrà essere sottoscritta dai governi. La ministra Roccella: «Collaboriamo perché donne e bambini non siano mercificati»
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June 23, 2026
«Moratoria internazionale sulla maternità surrogata»: l'Italia "accende" la campagna
Il lancio della Dichiarazione sulla moratoria internazionale della maternità surrogata / Ufficio stampa Eugenia Roccella
Una moratoria internazionale sulla maternità surrogata. Da raggiungere attraverso un impegno comune degli Stati, attraverso la sottoscrizione di una Dichiarazione Politica Congiunta (Joint Political Declaration) lanciata ieri a Ginevra. È un obiettivo che può sembrare ardito, ma in passato abbiamo assistito alla messa al bando di pratiche ritenute per secoli accettabili e infine rivelatesi lesive della dignità umana: lo stesso processo ora si apre anche per la Gpa, la Gestazione per altri, legale in pochissimi Paesi, tra cui gli Stati Uniti, non autorizzata in forme commerciali in quasi tutta Europa, consentita con limitazioni in alcuni altri tra cui Sudafrica, India e Ucraina e dichiarata reato universale dall'Italia nel 2024.
La Dichiarazione per la moratoria è stata promossa dai governi di Italia e Cile durante una conferenza a margine della sessione del Consiglio diritti umani dell'Onu, in corso dal 15 giugno e fino al 10 luglio a Ginevra. Tra i primi aderenti ci sono anche il Camerun e la Santa Sede. L'Argentina ha partecipato da remoto. La Dichiarazione - ha rilanciato la ministra Eugenia Roccella nell'incontro di presentazione di ieri, 22 giugno - riafferma principi già sanciti dagli strumenti fondamentali del diritto internazionale dei diritti umani. La Dichiarazione lanciata ieri ora viene sottoposta al vaglio della diplomazia internazionale: il primo obiettivo è l'adozione di una moratoria internazionale sulla Gpa, ma l'orizzonte è lo sviluppo di un quadro giuridico internazionale per abolirla in tutto il mondo. «Collaboriamo - ha continuato Roccella - per garantire che le donne siano protette dallo sfruttamento, che i bambini siano tutelati dalla mercificazione e che la dignità umana rimanga al centro di ogni politica che perseguiamo».
Al Consiglio Diritti Umani è intervenuta Reem Alsalem, relatrice speciale dell'Onu sulla violenza contro le donne e le ragazze, che già nel 2025 aveva inserito la Gpa tra le forme di violenza. A Ginevra ha presentato un rapporto specifico sulle madri; povertà, discriminazioni, marginalità economica, migrazioni e guerre si accaniscono contro di loro. Con la Gpa, con il suo giro d'affari stimato tra i 23 e i 32 miliardi di dollari, le madri surrogate sperimentano molte forme di violenza e discriminazione, tra cui sfruttamento, manipolazione psicologica e dipendenza. Se il bambino non corrisponde a ciò che era stato pattuito, i contratti tra i genitori committenti e la donna che porta avanti la gravidanza possono prevedere l'aborto forzato. Esiste poi il trauma da separazione forzata del neonato subito dopo la nascita.
Con il lancio della Dichiarazione congiunta si vuole soprattutto aprire il dibattito su una pratica che trasforma le donne in strumenti di riproduzione e i bambini in oggetto di contrattazione e compravendita. «La dignità umana fondamentale non può dipendere dai confini geografici», ha concluso la ministra Roccella.  
 

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