La Finlandia e la lode del Papa all’impegno ecumenico contro l’eutanasia

Anche il Parlamento di Helsinki sta discutendo una legge sul fine vita, con una forte pressione per legalizzare la morte volontaria. Una prospettiva di abbandono delle cure che le Chiese avversano con una sola voce. Molto apprezzate per questo da Leone XIV
January 20, 2026
La Finlandia e la lode del Papa all’impegno ecumenico contro l’eutanasia
Notte artica nella città di Oulu, in Finlandia, celebre per la sua università
«Apprezzo i molti segni di speranza che ci sono tra i cristiani in Finlandia. In particolare, mi ha fatto piacere apprendere che la Finlandia è stata descritta come “Paese modello di ecumenismo”». È uno dei passaggi più significativi del discorso che Leone XIV ha rivolto lunedì 19 gennaio alla delegazione ecumenica finlandese ricevuta in udienza in Vaticano, secondo una tradizione consolidata in occasione della festa di sant’Enrico, patrono della Finlandia.
Nel suo intervento il Pontefice ha richiamato esplicitamente una recente iniziativa comune delle Chiese cristiane presenti nel Paese, sottolineando lo sforzo condiviso di promuovere una «cultura di speranza, dignità e compassione» e ribadendo che «lo sviluppo delle cure palliative e terminali deve continuare».
Il Papa riceve in Vaticano la delegazione ecumenica delle Chiese di Finlandia
Il Papa riceve in Vaticano la delegazione ecumenica delle Chiese di Finlandia
Il riferimento del Papa rimanda a una dichiarazione congiunta firmata dall’arcivescovo ortodosso Elia (Wallgren), primate della Chiesa ortodossa di Finlandia, dal vescovo luterano di Helsinki Teemu Laajasalo, e dal vescovo cattolico sempre di Helsinki, Raimo Goyarrola. Il documento, pubblicato nell’ottobre 2025, è indirizzato non solo ai fedeli delle tre confessioni ma anche ai decisori politici, agli operatori sanitari e alla società finlandese nel suo insieme.
Il testo chiede che la risposta alla sofferenza e alla fragilità nella fase finale della vita passi attraverso un rafforzamento strutturale delle cure palliative e dell’assistenza terminale. I firmatari affermano che «ogni persona ha diritto a ricevere cure, sostegno e compassione di alta qualità nella fase finale della vita» e sottolineano che «le cure palliative non solo alleviano il dolore e la sofferenza ma salvaguardano la dignità umana».
In questa prospettiva ribadiscono che «lo sviluppo delle cure palliative e di fine vita deve continuare» e prendono posizione all’unisono contro l’eutanasia, definita «non una soluzione umana, medica o cristiana alla situazione di una persona che soffre». Il documento afferma inoltre che «l’eutanasia non elimina la sofferenza ma elimina la persona che soffre», richiamando il compito della medicina di accompagnare il malato e alleviarne il dolore, senza anticipare volontariamente la morte.
Nel panorama finlandese si tratta di una presa di posizione ecumenica sostanzialmente inedita, perché vede convergere in modo esplicito le tre principali Chiese cristiane del Paese su un tema bioetico direttamente collegato a un processo legislativo in corso.
Il retroscena dell’iniziativa va infatti ricercato nel dibattito politico e parlamentare sull’eutanasia e sul suicidio assistito, tornato centrale negli ultimi due anni. Nell’autunno del 2023 è stata lanciata una nuova iniziativa popolare, “Una legge sull’eutanasia in Finlandia”, promossa da un comitato civico e sostenuta da associazioni come Exitus Ry. Tra i sostenitori pubblici figurano anche personalità politiche già coinvolte nel precedente tentativo del 2016-2017, tra cui Stefan Wallin, ex ministro ed ex leader del Partito Popolare Svedese di Finlandia.
Nel corso della primavera del 2024 la raccolta firme ha superato le 50.000 sottoscrizioni richieste dalla legge, consentendo il deposito formale della proposta presso l’Eduskunta, il Parlamento unicamerale finlandese. Il testo chiede l’avvio della preparazione di una normativa che consenta, in condizioni definite, il ricorso all’eutanasia o al suicidio assistito per persone affette da malattie gravi e incurabili. Dopo una prima discussione in aula, il dossier è stato assegnato alla Commissione Affari sociali e sanità, che nel corso del 2025 ha avviato audizioni con giuristi, esperti di bioetica, rappresentanti dei ministeri competenti e organizzazioni professionali. Al momento l’iter resta aperto e non è stato fissato un calendario per un voto finale.
Il confronto politico si sviluppa in un clima di interesse da parte dell’opinione pubblica. Secondo sondaggi pubblicati tra il 2023 e il 2024 dal servizio pubblico radiotelevisivo Yle, circa l’80 per cento dei cittadini finlandesi si dichiara favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia o del suicidio assistito almeno in determinate circostanze. Un’indagine sempre di Yle ha mostrato un ampio consenso tra gli infermieri, mentre tra i medici le posizioni risultano più caute. Tra le voci più citate dai media figura Juha Hänninen, specialista in cure palliative e già responsabile dell’hospice Terhokoti di Helsinki, che ha richiamato la necessità di garantire un accesso uniforme alle cure palliative prima di qualsiasi cambiamento normativo. Studi condotti presso l’Università di Tampere, coordinati dal ricercatore Juho Lehto, evidenziano che tra i medici intervistati sono diffusi timori riguardo all’impatto che una eventuale legalizzazione potrebbe avere sul rapporto medico-paziente.
È in questo quadro che si colloca la dichiarazione ecumenica citata da Leone XIV. La scelta delle Chiese di intervenire in questa fase mira a offrire un contributo culturale e morale al confronto pubblico, orientandolo verso il rafforzamento delle cure e dell’accompagnamento nella fragilità. Il riferimento del Pontefice alla Finlandia come «Paese modello di ecumenismo» riconosce proprio questa capacità di affrontare una questione bioetica sensibile con una voce cristiana comune, mentre la società e la politica ridefiniscono i confini del fine vita.

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