Giordano, il “tornado” di 7 anni col cuore nuovo. Grazie a un “angioletto”

Sei mesi con la vita appesa al cuore artificiale, poi l’attesa del nuovo organo è terminata grazie a una donazione. La storia di una famiglia nel percorso del trapianto per un figlio nel cortometraggio “Briciole al cielo” e in un evento al Refettorio Ambrosiano per la cultura della donazione
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May 23, 2026
Giordano, il “tornado” di 7 anni col cuore nuovo. Grazie a un “angioletto”
Giordano e Gioele con mamma Annalisa e papà Arrigo
Giordano ha sette anni ed è il ritratto della voglia di vivere. Due anni fa è stato sottoposto a un trapianto di cuore e oggi, grazie al dono di un angioletto, come dice lui, è tornato a sorridere.
«Giordano è un tornado – racconta mamma Annalisa, 48 anni –. È goloso di focaccia, gli piace giocare, capire i meccanismi delle cose, correre, ascoltare la musica e cantare». Il percorso intrapreso dalla famiglia quando il bambino ha iniziato a sentirsi male in vacanza è stato duro e faticoso. Soprattutto per il fratellino Gioele, che ha dieci anni ed è molto legato a Giordano.
Sei mesi in attesa di un donatore con il cuore artificiale non sono uno scherzo. Anche il post trapianto non è stato una passeggiata, ma oggi la famiglia ha recuperato la normalità e una consapevolezza nuova nei confronti della vita e della gratitudine.
La storia di Giordano, trapiantato presso l’Ospedale Regina Margherita, è raccontata dal cortometraggio “Briciole al cielo” del regista Gian Francesco Tiramani. L’opera viene proiettata domenica 24 maggio, alle ore 18, a Milano presso il Refettorio Ambrosiano. L’incontro si propone di sensibilizzare e promuovere la cultura della donazione di organi e tessuti. Presenti in sala saranno i genitori Annalisa e Arrigo Anzani, per raccontare al pubblico il loro cammino, incominciato con la paura, attraversato da un’attesa infinita e culminato con la rinascita del dono ricevuto.
Promossa da Famiglia Cristiana, Aido, Caritas Ambrosiana, Associazione per il Refettorio Ambrosiano e Cineclub Piacenza, l’iniziativa “Un cuore e un’anima sola” ha l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico un tema che riguarda 8.000 famiglie ogni anno: la possibilità di trasformare il dolore in speranza attraverso la donazione. «Una scelta che salva la vita» e rappresenta una delle forme più alte di solidarietà umana e civile.
«Parlare di donazione di organi significa parlare della vita – spiega don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana –. Viviamo in un tempo in cui spesso prevalgono individualismo, paura e chiusura, ma la cultura del dono ci ricorda che la vita diventa più vera quando viene condivisa. Donare significa riconoscere che ciò che siamo e ciò che abbiamo non appartiene soltanto a noi».
L’evento è a ingresso libero, con iscrizione obbligatoria (iscrizioni@perilrefettorio.it). Per permettere la partecipazione anche a chi non può essere presente, e per chi vuole vedere questo incontro anche nei giorni successivi, è prevista la diretta streaming su famigliacristiana.it (il video poi resta sul canale YouTube del settimanale).
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