Salute sul lavoro e screening: via libera ai nuovi Piani. In arrivo infermieri indiani?

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La Conferenza che vede confrontarsi Ministero della Salute e assessorati regionali del settore ha varato due testi molto attesi di politica sanitaria con importanti novità: come l’estensione delle età per la prevenzione delle patologie senologiche e del colon-retto
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May 21, 2026
Salute sul lavoro e screening: via libera ai nuovi Piani. In arrivo infermieri indiani?
Rafforzare la prevenzione intervenendo anche tra i giovani, a scuola, e puntando ad azioni mirate già nei primi mille giorni di vita per gettare le basi della salute futura. E poi, incentivare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Dalla Conferenza Stato-Regioni è arrivato il via libera a due documenti molto attesi che puntano a questi obiettivi: il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 e la Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030.
Due ambiti cruciali per la sanità pubblica, mentre novità arrivano anche rispetto a un'altra criticità: la carenza di infermieri. Con un'intesa appena siglata con l'India, si pongono le basi per facilitare l'arrivo di infermieri indiani nel nostro Paese.
«Il Piano prevenzione rappresenta uno strumento strategico fondamentale per la programmazione, su tutto il territorio nazionale, degli interventi di promozione della salute per i prossimi cinque anni», sottolinea il ministro della Salute Orazio Schillaci. Il documento definisce le linee strategiche delle politiche di prevenzione sanitaria per i prossimi anni, con l'obiettivo di rendere più efficace, accessibile e omogenea la tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Per l'attuazione del Piano sono destinati alle Regioni e alle Province autonome 200 milioni di euro annui, a cui si aggiungono ulteriori 50 milioni per il 2026 dedicati alle attività di prevenzione territoriale.
Individuate sette aree di intervento prioritarie: malattie croniche non trasmissibili; dipendenze e problemi correlati; incidenti stradali e domestici; salute, sicurezza e benessere dei lavoratori; ambiente, clima e salute; malattie infettive prioritarie; sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.
Previsto anche l'ampliamento graduale dello screening colorettale alla fascia 70-74 anni e dello screening mammografico tra 45-49 e 70-74 anni. L'obiettivo è anche promuovere l'approccio One Health, che considera in modo congiunto salute umana, animale e ambiente, oltre a incentivare sicurezza e promozione della salute nelle scuole.
Focus sui primi mille giorni di vita, indicati nel piano come una finestra di opportunità irripetibile per costruire la salute futura e per azzerare le disuguaglianze di partenza.
Tra le novità principali, l'introduzione di una piattaforma digitale nazionale per la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione dei Piani regionali di prevenzione messi in campo.
Importante, sottolinea Schillaci, anche il secondo documento approvato: «La prevenzione degli infortuni e la tutela della salute nei luoghi di lavoro diventano finalmente oggetto di un piano strutturale e vincolante a livello nazionale che rafforza la sinergia tra Stato, Regioni ed enti preposti». L’obiettivo principale è ridurre drasticamente infortuni e decessi, adottando l'approccio Vision Zero, secondo il quale ogni incidente è prevenibile. Si punta, tra l'altro, a estendere la protezione a tutti i lavoratori, con particolare attenzione ai settori più a rischio.
Facilitare la mobilità degli infermieri indiani verso l'Italia è invece l'obiettivo della Dichiarazione congiunta siglata tra il Ministero della Salute italiano e quello indiano durante la visita ufficiale del primo ministro indiano Narendra Modi a Roma il 19 e 20 maggio. Già in occasione del G7 Salute ad Ancona nel 2024 Schillaci aveva annunciato il progetto spiegando che gli infermieri dall’India hanno dei diplomi «di qualità che possono essere riconosciuti dal nostro sistema».
L'obiettivo dell'accordo è anche «garantire un processo di reclutamento legale, equo e trasparente». Si prevede che gli infermieri indiani imparino la lingua italiana. Cauta la presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), Barbara Mangiacavalli: «Sugli infermieri che provengono dai Paesi esteri occorrono regole certe attraverso le quali gli Ordini possano esercitare il proprio ruolo di controllo».

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