Comitato per la bioetica riconosciuto per legge
Il sottosegretario Alfredo Mantovano: «Il governo ha colmato un vuoto normativo». Il presidente Angelo Vescovi: «Viene valorizzato il ruolo del Cnb di fronte alle sfide complesse nella nostra società»

Un passo formale, ma di sostanza, quello stabilito dalla legge di Bilancio per il 2026: il Comitato nazionale per la bioetica (Cnb) presieduto da Angelo Luigi Vescovi, e il Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita (Cnbbsv), presieduto da Andrea Lenzi, prendono “consistenza”.
Dalla sua istituzione, il 28 marzo 1990, il Cnb figura come un organo consultivo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ma mancava un atto legislativo (più complessa e articolata la storia del Cnbbsv, nato nel 1992). Fu infatti un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) dell’allora governo Andreotti VI a dare vita al primo Cnb, presieduto da Adriano Bompiani.
«Il Governo ha doverosamente colmato questo vuoto normativo» ha detto il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, intervenuto all’ultima seduta plenaria del Cnb, presieduta da Vescovi. Che sottolinea l’importanza di questo riconoscimento: «Si tratta della valorizzazione del ruolo che il Cnb svolge di fronte alle sfide sempre più complesse della nostra società»
Il riconoscimento per legge del Cnb e del Cnbbsv è previsto dai commi 271 e 272 della Manovra approvata lo scorso dicembre, appunto la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028).
«Il Comitato nazionale per la bioetica e il Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita – ha continuato Mantovano – svolgono un ruolo rilevante, hanno un’incidenza e godono di una considerazione che non potevano essere lasciati all’occasionalità sul piano amministrativo». Il passo successivi, annunciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio passa per un Dpcm: «Per dare pieno seguito sostanziale a questo riconoscimento, a breve verrà approvato un decreto attuativo della Presidenza del Consiglio dei ministri, relativo agli aspetti operativi dell’attività dei due Comitati».
La legge 199/2025 stabilisce che il Cnb, organismo consultivo del Governo, sia composto da un massimo di 36 membri, compreso il presidente; senza diritto di voto sono presenti anche i presidenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), del Consiglio superiore di sanità (Css), della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), della Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (Fnovi) e dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il Cnbbsv, organismo consultivo tecnico-scientifico, di supporto al Governo, è invece composto da un massimo di 20 membri, compreso il presidente.
I componenti di entrambi i Comitati sono nominati con Dpcm e il loro mandato dura quattro anni. Le legge ha anche stabilito un gettone di presenza e stanziato a questo scopo la spesa di 678mila euro annui a partire dal 2026.
«L’importanza di questo riconoscimento – puntualizza il presidente Vescovi – non è solo amministrativa. Basta pensare che era stato auspicato negli anni dai precedenti presidenti Francesco D’Agostino, Francesco Paolo Casavola e Lorenzo D’Avack. Si tratta di una scelta importante che ci “allinea” ad altri comitati di bioetica dei maggiori Paesi europei».
Aggiunge Vescovi: «Non va dimenticato che nell’attuale società le sfide bioetiche diventano sempre più complesse. Cito solo alcuni dei temi più delicati: l’intelligenza artificiale, la maternità surrogata, il fine vita. È importante che il Cnb abbia un ruolo riconosciuto e anche una certa maggiore autonomia finanziaria, che ci permette di poter organizzare meglio indagini e attività, anche divulgative».
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