A Sanremo adesso è l'ora del Festival dei fiori
Dal 25 al 29 marzo cinque giorni di festa, incontri, esposizioni, musica e mercatini dedicati alla floricoltura. Domenica lo spettacolare Corso Fiorito dedicato a Mike Bongiorno

C’è un momento dell’anno in cui Sanremo torna ad essere davvero la “Città dei Fiori” attraverso un racconto vivente di bellezza, tradizione e identità che coinvolge migliaia di persone. Accade dal 25 al 29 marzo, quando il Festival dei Fiori accompagna e arricchisce il Corso Fiorito “Sanremoinfiore 2026”, trasformando la città in un palcoscenico diffuso dove botanica, arte e spettacolo dialogano con la storia.
Mostre, giardini tematici, concerti e incontri internazionali disegnano un itinerario che va dalla fotografia visionaria di Bart Herreman alle suggestioni storiche del Forte di Santa Tecla, fino alla “Casa del Fiore” del Museo Civico, vetrina delle nuove varietà create dagli ibridatori locali. Non manca la dimensione scientifica con il convegno di Union Fleurs, né quella spettacolare con il teatro e la musica, tra cui il concerto sinfonico dedicato a Liszt e Busoni e lo show di Giorgio Panariello.
Ma il cuore più autentico della manifestazione resta profondamente radicato nella tradizione. È il caso dei palmureli, le preziose creazioni intrecciate con foglie di palma secondo un’antica tecnica ligure. Veri capolavori artigianali, protagonisti di laboratori dedicati aperti al pubblico al Forte di Santa Tecla, questi manufatti non sono solo decorazione: da secoli vengono donati al Papa per la Messa della Domenica delle Palme in Piazza San Pietro, un ponte simbolico tra il Ponente ligure (in particolare Sanremo e Bordighera) e il Vaticano che risale alla fine del Cinquecento.
Accanto a questa eredità viva, il Festival offre percorsi guidati tra ville storiche e giardini, mercatini agricoli e floricoli, installazioni scenografiche come il roseto di via Escoffier e il giardino tropicale in piazza Borea d’Olmo, senza dimenticare la rievocazione della storica corsa Milano-Sanremo. Sabato 28 marzo è il momento della tradizionale sfilata delle bande musicali e dei gruppi folkloristici che provengono da tutto il mondo.
E poi arriva la domenica 29 marzo, quando Sanremo si ferma e si mette in ascolto del suo evento più atteso: il Corso Fiorito. Le strade si riempiono fin dal mattino, migliaia di persone arrivano da tutta Italia e dall’estero, e la città si trasforma in una grande festa di popolo, intergenerazionale, dove bambini, famiglie e anziani condividono lo stesso stupore. Tra lo sfilare delle bande musicali e dei gruppi folkloristici, il centro si riempie di suoni, colori e profumi: migliaia di fiori, frutto della sapiente coltivazione del Ponente ligure, diventano materia viva di uno spettacolo unico.
È qui che la tradizione, nata nel 1904 con la “Festa della Dea Flora”, ritrova ogni anno la sua forma più autentica, oggi riconosciuta tra le manifestazioni storiche più importanti d’Italia e capace di raccontarsi anche attraverso le telecamere della Rai. L’edizione 2026 è un viaggio nella memoria collettiva del Paese, un racconto televisivo che prende forma tra petali e colori, con un omaggio dichiarato all’indimenticabile Mike Bongiorno e al suo inconfondibile “Allegria!”. Ogni carro diventa così una scena, un set a cielo aperto dove i fiori sostituiscono scenografie e costumi.
La sfilata dal titolo "Che Allegria!...tra emozioni, colori e trasmissioni" si aprirà con il carro di Sanremo, fuori concorso, che celebra il Festival della Canzone Italiana: una cascata di ranuncoli, rose, anemoni e iris che sembra trasformarsi in musica visibile, come se le note potessero fiorire e scendere lungo la struttura. Poco dopo lo sguardo si sposta verso Ventimiglia, dove Quark diventa un universo sospeso tra scienza e poesia: pianeti, molecole e una colomba bianca emergono da un trionfo di garofani, evocando la meraviglia della conoscenza.
Il ritmo cambia con Taggia, che rilegge Discoring in chiave floreale: colori, forme e geometrie botaniche restituiscono l’energia della televisione musicale degli anni Settanta e Ottanta. Subito dopo, Dolceacqua riporta il pubblico dentro lo studio di Rischiatutto: la cabina, ricostruita in un mosaico di fiori bianchi e rossi, dialoga con il Jolly, realizzato con una sorprendente combinazione di semi e materiali naturali.
Con Diano Marina riaffiora il mito di Lascia o raddoppia?, tra gettoni d’oro e la parola “Allegria” che emerge luminosa da un tappeto di garofani gialli, mentre Pompeiana accende il ricordo di Giochi senza frontiere con un carro dinamico e colorato che restituisce il senso di festa e competizione internazionale. Bordighera sceglie invece la via simbolica: Linea Verde prende forma nella figura della Dea Natura, imponente e materna, che domina il carro come emblema della fertilità e del legame con la terra. Poco più avanti, Vallecrosia e Camporosso portano in scena l’eleganza di Ballando con le stelle, con due ballerini fissati in una posa dinamica, quasi sospesa.
Tra i carri più narrativi c’è quello di Santo Stefano al Mare dedicato a Portobello, che gioca sul contrasto tra bianco e nero e colore: una scelta estetica che diventa racconto, evocando non solo la nascita della tv a colori ma anche la vicenda umana di Enzo Tortora. Ospedaletti affida invece la memoria a una grande margherita, simbolo di Canzonissima e omaggio a Raffaella Carrà. Chiude Riva Ligure con Fantastico, dove da una televisione d’epoca sembrano sprigionarsi onde colorate che prendono forma in personaggi e simboli del varietà.
Poi, quasi all’improvviso, quando la sfilata termina, arriva uno dei momenti più attesi e spontanei: i carri vengono smontati e i fiori, fino a poco prima parte di scenografie perfette, vengono lanciati al pubblico. È un gesto semplice e festoso, che trasforma lo spettacolo in partecipazione diretta, un ultimo atto collettivo in cui la bellezza torna a essere condivisa, portata via tra le mani come ricordo.
Il Festival dei Fiori e il Corso Fiorito sono organizzati dall''assessorato al Turismo del Comune di Sanremo, guidato da Alessandro Sindoni, insieme alla Camera di Commercio Riviere di Liguria, con il coinvolgimento e il sostegno delle principali associazioni di categoria – Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato – e la collaborazione di Sanremo On. Il programma completo su www.sanremoinfiore.it
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