Il 2025 è stato l'anno record per trapianti e donazioni in Italia
Massimo storico, nel nostro Paese, anche per l'attività di tessuti e midollo osseo. Ma crescono i no dei giovani al prelievo degli organi al rilascio della carta d'identità

Vicende, rarissime, come quella del piccolo Domenico Caliendo che non ha potuto ricevere un cuore nuovo perché l’organo del donatore è arrivato al Monaldi di Napoli in pessimo stato di conservazione, con il conseguente decesso del bambino, non scalfiscono la fiducia degli italiani nelle donazioni e nei trapianti. Il 2025 e i primi mesi del 2026 viaggiano con numeri molto positivi; lo scorso anno in particolare è stato il migliore di sempre per donazioni e trapianti: 2.164 le prime (+3,2% rispetto al 2024) e 4.697 i secondi (+1,2%). Massimo storico anche per l'attività di tessuti e midollo osseo. Sono invece stabili le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori, ma salgono i “no” dai cittadini al momento del rinnovo della Carta d'identità.
I dati emergono dal Report preliminare del Centro nazionale trapianti (Cnt), presentato dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, e dal direttore del Cnt, Giuseppe Feltrin, agli Stati generali della Rete trapiantologica. «Sia per le donazioni che per i trapianti – afferma il Cnt – si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia». Il tasso nazionale di donazione si è assestato a quota 30,2 donatori per milione di persone, un livello che permette al nostro Paese di essere tra i primi nel Vecchio Continente. E con le donazioni crescono conseguentemente i trapianti, con l’aumento maggiore per quelli di cuore, passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025. Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. In crescita i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382. Complessivamente l’Italia nel 2025 raggiunge i 73,4 trapianti per milione di abitanti. La donazione a cuore fermo - ovvero quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti - si conferma uno dei settori trainanti: le segnalazioni di donatori di questo tipo crescono del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 e i trapianti a 937. Negli ultimi 12 mesi i centri in grado di effettuare questo tipo di procedure passano da 85 a 111, dislocati in 17 regioni. Il 2025 segna numeri da primato anche per i tessuti: raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) e per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico. E notizie confortanti riguardano le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%).
Sono al Nord le tre regioni più virtuose: il Veneto, con 49,5 donatori per milione di abitanti, è seguito dalla Toscana (47,3) e dal Piemonte (41,9), a fronte di una media nazionale di 30,2. Si segnala però la crescita dei tassi nelle regioni meridionali, come Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9). Il Veneto detiene anche il primato del tasso più elevato di trapianti, ovvero 145,3 per milione di abitanti, seguito da Piemonte (125,8) e Friuli-Venezia Giulia (95,4), a fronte di una media nazionale di 73,4.
«Con circa 30 donatori per milione di persone, l'Italia risulta essere tra le prime in Europa per donazioni e trapianti», dice il ministro Schillaci. Tuttavia, «specie nelle fasce più giovani, continuiamo a rilevare una certa resistenza a dare il consenso alla donazione quando viene rinnovata la carta di identità. Lo scorso anno abbiamo registrato un 40,1% di opposizioni (+3,8 sul 2024). Questi numeri ci dicono che dobbiamo fare uno sforzo ancora maggiore nella sensibilizzazione per ribaltare un trend negativo che è sempre stato in crescita negli ultimi anni». Anche per questo, in aprile, in occasione della Giornata nazionale della donazione, partirà la nuova campagna di sensibilizzazione, che quest'anno coincide con due anniversari. «Come molti ricorderanno - osserva Schillaci - nel febbraio di 70 anni fa, don Carlo Gnocchi, donava le sue cornee, restituendo la vista a due bambini. Il suo fu un gesto di generosità rivoluzionaria, la prima donazione in Italia, prima ancora di una legge sui trapianti. E 60 anni fa in Italia venivano effettuati i primi trapianti. Sono traguardi che ci devono incoraggiare a migliorare sempre». In quest'ottica, conclude il ministro, già nel 2025 sono stati stanziati 10 milioni di euro l'anno per ridurre le liste d'attesa per il trapianto di organi e per l'acquisto di dispositivi per la perfusione, conservazione, trasporto e gestione.
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