Spagna, Sánchez convoca elezioni anticipate il prossimo 29 novembre

"Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per difendere gli interessi degli spagnoli"
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October 5, 2026
Pedro Sánchez
Pedro Sánchez/ ANSA
La decisione era nell’aria. E alla fine il colpo di scena è arrivato. Il premier spagnolo Pedro Sánchez passa al contrattacco. «Ho deciso di convocare oggi stesso il Consiglio dei ministri, per sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipale il prossimo 29 novembre», ha annunciato in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per difendere gli interessi degli spagnoli»: ha rilanciato, tracciando un primo bilancio del suo governo e aprendo, di fatto, la campagna elettorale. Durante il suo mandato si è «ridotta la disuguaglianza» mentre l'economia «è stata quella che è cresciuta di più in Europa».
Sanchez ha invitato i cittadini a scegliere se "aderire all'ondata di estrema destra che sta causando regressione ovunque governi" o dare al Paese una "maggioranza progressista più ampia" e garantire che "la Spagna rimanga un baluardo di apertura e giustizia sociale", un "punto di riferimento globale per la pace, il femminismo e la prosperità". E sul dossier casa, il premier ha rivendicato la sua battaglia politica: il governo spagnolo, ha detto, "ha approvato misure coraggiose per tutelare il diritto costituzionale all'accesso alla casa".
Come scrive la Reuters, Sánchez si è distinto a livello internazionale per aver assunto posizioni nette su temi progressisti - dal riconoscimento dello Stato palestinese alla difesa delle istituzioni multilaterali e al contrasto agli "oligarchi della tecnologia" - nonostante una serie di battute d'arresto e scandali ne abbia indebolito la posizione in patria. Affrontare le urne ora è una mossa rischiosa, dato che il Partito socialista di Sánchez è in svantaggio nei sondaggi. Tuttavia, ha ricevuto una spinta positiva grazie a proposte per affrontare la crescente crisi abitativa: pur essendo state ben accolte dall'opinione pubblica, le misure sono state bocciate venerdì dai parlamentari di destra, scatenando nuove proteste di piazza sul tema della casa.
Per gli analisti la mossa di  Sánchez è una soluzione complessa e politicamente audace: convocare le elezioni e, nello stesso tempo, riproporre almeno una parte delle misure sulla casa attraverso un nuovo decreto. È quello rilanciato da El Independiente e analizzato anche da El País. Lo scioglimento delle Cortes non impedirebbe infatti al governo, fino alle elezioni, di esercitare le proprie funzioni e di adottare nuovi decreti-legge. La differenza sarebbe nella procedura di convalida. Con il Parlamento sciolto, il voto di convalida passerebbe dalla plenaria del Congresso alla Diputación Permanente, l'organo che esercita alcune delle funzioni delle Camere durante la fase di scioglimento. Qui la maggioranza richiesta sarebbe di 35 voti su 69. Psoe e Sumar, i partiti della coalizione di governo, ne controllano 31 e avrebbero quindi bisogno di altri quattro voti. Questi potrebbero arrivare da EH Bildu, Erc, Podemos e Pnv, formazioni che avevano già sostenuto il primo decreto sulla protezione dagli sfratti. In questo scenario, il voto contrario di Junts diventerebbe irrilevante. Una strategia permetterebbe a Sánchez di riproporre almeno il cosiddetto scudo anti-sfratti anche con le Cortes sciolte, offrendo una risposta concreta alla pressione delle piazze. Il premier potrebbe così presentarsi agli elettori contemporaneamente come il capo del governo che convoca il Paese alle urne e come il leader che, fino all'ultimo giorno, tenta di intervenire sulla crisi abitativa. È una via stretta, ma potrebbe rappresentare per Sánchez una possibile uscita dalla crisi. Anche perché la scelta di andare subito al voto avrebbe un vantaggio ulteriore: impedirebbe al Pp e a Voz all'opposizione di dettare la narrazione della campagna centrandola sulla crisi migratoria a Ceuta o sulle inchieste per presunta corruzione, che coinvolgono dirigenti socialisti o, anche, sul processo in vista davanti a una giuria popolare di Begona Gomez, la moglie del premier.

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