Intelligenza artificiale, nebbia (e paura) a New York

Quinta settimana in calo consecutivo per la borsa di Wall Street, dove si sta diffondendo un timore sottile: su quali settori impatterà di più l'intelligenza artificiale?
February 15, 2026
Intelligenza artificiale, nebbia (e paura) a New York
Nebbia davanti a Manhattan, New York / ICP
Tra i dipendenti di uno dei principali colossi tecnologici californiani gira una voce che sa di leggenda metropolitana: in mezzo ai tanti investimenti in corso per l’intelligenza artificiale c’è stato anche l’acquisto di alcune motoseghe, utili a difendersi dalle macchine nel caso in cui diventassero pericolose o ingovernabili. Probabilmente non è vero, ma questa vicenda mi è tornata in mente quando ho letto quanto scritto da un programmatore americano, Scott Shambaugh: su Linkedin ha raccontato la sua sorpresa nel constatare che un 'motore' di intelligenza artificiale aveva scritto un contenuto diffamatorio nei suoi confronti, solo perché il giorno prima aveva cassato la soluzione proposta da quello stesso codice nell'ambito di un progetto a cui lavora. E sempre in settimana un amico appena rientrato dalla Silicon Valley mi ha rappresentato lo sguardo smarrito del suo autista di Uber quando al semaforo rosso si è visto circondato da  cinque auto a guida autonoma, a bordo delle quali erano in corso riunioni d’affari in movimento: il destino degli autisti è segnato, e con il loro probabilmente anche quello delle auto per come le abbiamo conosciute finora, destinate a diventare molto presto un bene paragonabile a un telefono o al massimo a un elettrodomestico.
Questi sono tre frammenti personali e insignificanti. Assai significativa e ormai sotto gli occhi di tutti l'ondata di sconcerto che sta generando l'intelligenza artificiale, in particolare negli Stati Uniti. Qui tutto è partito e qui si stanno moltiplicando i timori legati a un fenomeno che accelera a dismisura la sua attività e pervasività, rendendo sempre piu' imprevedibili i suoi effetti. Basta guardare quanto accaduto in settimana a Wall Street, la principale borsa americana: il Nasdaq, l'indice tecnologico, ha chiuso la settimana con un calo del 2,1%, niente di apocalittico ma che segna la quinta settimana consecutiva in rosso, la sequenza più lunga di perdite dall'autunno 2022.
Ancora più curioso osservare quanto sia accaduto giorno per giorno. Lunedi sono caduti i titoli legati al settore assicurativo, vittima della notizia in base alla quale l'IA è ormai pronta a preparare preventivi per le polizze sulla casa. Martedi si è saputo di un nuovo servizio - sempre supportato dall'intelligenza artificiale - per la pianificazione dei risparmi e le vendite hanno subito colpito i titoli delle tradizionali società di gestione "umane", che mercoledì hanno contagiato quelli dell'immobiliare, a sua volta destinato a finire seppellito da mediatori digitali. Giovedi a tracollare è stato l'intero settore tecnologico e finanziario, a coronare una settimana segnata da preoccupazioni crescenti e trasversali. Perché finora i timori legati all'intelligenza artificiale erano concentrati su una possibile bolla speculativa, e cioè sul rischio che i prezzi delle società direttamente collegate all'IA fossero saliti troppo e quindi destinati a un improvviso tracollo; ora invece le paure sono strutturali, e non puramente finanziarie: i mercati, abituati a fissare i prezzi sulla base di previsioni future, non sanno più cosa ci aspetta. Una nebbia inattesa, e vagamente inquietante.

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