“Una nuova vita”: tutto troppo, si salvano solo le Dolomiti

Una fiction di Canale 5: Vittoria, medico accusata dell’omicidio del marito in vetta, torna dopo otto anni a San Martino di Castrozza per scoprire il vero colpevole e riconquistare il figlio.
February 7, 2026
“Una nuova vita”: tutto troppo, si salvano solo le Dolomiti
Un omicidio in alta montagna, anzi qualcosa di più: un morto ammazzato a colpi di piccozza in cima a una vetta che si raggiunge soltanto attraverso un’impervia ferrata (o forse due, chissà?). Inizio giallo intenso per la fiction di Canale 5 Una nuova vita (quattro mercoledì in prima serata). Il morto è Leonardo Moser, rampollo di una benestante famiglia di San Martino di Castrozza. L’accusata di omicidio è la moglie, Vittoria Greco, medico, che era con lui in parete, un passo indietro, però, quel tanto che basta per arrivare in cima quando il marito è già stato assassinato. Ma questo lo sappiamo solo noi dall’altra parte del teleschermo, mentre lei si becca otto anni lasciando il figlio di nove alle cure (che poi saranno le grinfie) di suocera (una vera arpia), cognata e il di lei marito più interessato agli affari che all’adozione del nipote acquisito. Una volta scontata la pena (otto anni nella realtà sarebbero un po’ pochi per un omicidio, ma tant’è!), Vittoria torna a San Martino come medico condotto, perché nel frattempo, in carcere, ha pure vinto un concorso.
Ma per la gente del paese, con pochissime eccezioni, e soprattutto per il figlio, è solo un’assassina. Vittoria, però, non se ne fa una ragione, tutt’altro: vuole scoprire a tutti i costi chi ha ucciso il marito per riconquistarsi la fiducia e l’amore del figlio ormai diciassettenne. Parte così una serie incredibile di intrecci e colpi di scena da far impallidire i giallisti più spregiudicati. Al fascino (vero) delle Dolomiti si contrappone la (finta) realtà di un paese, (il vero) San Martino di Castrozza, dove (per finta) intrighi e misteri sono più numerosi degli stessi abitanti. Per di più a complicare le cose, qualcuno arriva anche da fuori: è il caso dell’avvocato Marco
Premoli, giunto nella stessa località nel tentativo di ritrovare la figlia Asia fuggita da Milano. Manco a dirlo, per una serie di improbabili combinazioni, il bel giurista (interpretato da Daniele Pecci) entra in contatto la bella dottoressa (Anna Valle). Attrazione inevitabile, ma rapporto contrastato da un’infinità di episodi accidentali che si susseguono senza tregua così come gli indiziati dell’omicidio. Da qui s’intuisce che Una nuova vita è un thriller emotivo di facile presa, diretto però con mestiere da un regista, Fabrizio Costa, che sa il fatto suo, con all’attivo una quarantina di regie tra film e serie tv tra cui alcune anche a sfondo religioso. Sul fronte degli attori non si può però non notare che Anna Valle, sia pure di sicuro fascino, è sempre uguale a se stessa, qualsiasi personaggio interpreti. Così facendo rischia in questo caso di essere poco credibile come medico e ancor meno come carcerata. Un po’ sopra le righe anche altri interpreti, mentre un ruolo decisivo, diventando parte integrante del racconto, oltre che di promozione turistica, lo giocano le Dolomiti.

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