Messina Denaro, nella serie di Rai1 tensione civile contro barbarie

Serie ispirata alla cattura di Messina Denaro: tra ricostruzione e fiction segue la caccia del colonnello Gambera, la talpa e il prezzo umano dell’ossessione, puntando su tensione e attesa fino all’arresto.
February 5, 2026
Messina Denaro, nella serie di Rai1 tensione civile contro barbarie
«Ispirata alla cattura di Matteo Messina Denaro, latitante da trent’anni, la serie propone una ricostruzione narrativa con elementi rielaborati a fini drammaturgici». È una precisazione forse scontata, ma anche doverosa quando una serie tv come L’invisibile (martedì e ieri su Rai 1 e ora su RaiPlay) racconta fatti realmente accaduti, recenti, non passati al vaglio della storia, con persone ancora vive, anche se non tutte a partire da Messina Denaro stesso.
Ricostruzione narrativa, dunque, che parte da Firenze, dalla strage dei Georgofili, il 26 maggio 1993, con immagini in bianco e nero per dare l’idea del documento, ma con strade che, sempre a proposito di ricostruzione, non hanno niente a che vedere con l’incrocio tra via dei Georgofili e via Lambertesca dove fu parcheggiato il Fiorino imbottito di tritolo che fece saltare la Torre dei Pulci, a ridosso della Galleria degli Uffizi, con dentro la famiglia Nencioni tra cui le piccole Nadia e Caterina. Comunque sia, è proprio mentre la bambina di 9 anni legge una poesia scritta per la sorellina di appena 50 giorni che salta in aria la loro casa.
Un incubo che sveglia dal sonno il colonnello Lucio Gambera (un credibile Lino Guanciale), capo della squadra di Carabinieri incaricata di catturare il boss stragista di Cosa nostra con l’«Operazione tramonto». Una vicenda che si snoda tra indagini e azioni degli uomini e le donne della squadra e la loro vita privata per raccontare al tempo stesso le difficoltà nel riuscire a catturare Messina Denaro (per colpa anche di una talpa) e le difficoltà nei rapporti sentimentali e famigliari per le tante assenze dovute al servizio. In particolare, l’ossessione di Gambera per la cattura del boss mafioso (interpretato da Ninni Bruschetta) mette a dura prova la sua relazione con la moglie Maria (la cantautrice Levante, pseudonimo di Claudia Lagona) e con i due figli, a cui il colonnello può dedicare solo poco tempo («Io non mi posso permettere di staccare, se stacco vince ancora una volta lui»). A funzionare maggiormente però, nella serie diretta con misura da Michele Soavi, resta la tensione, il clima di attesa che si crea attraverso le varie fasi della caccia all’uomo.
Si veda ad esempio la scoperta della talpa e il modo di renderla nota agli altri della squadra. Per non parlare della stessa cattura del boss con un mix tra fiction e repertorio. Interessante anche il rapporto d’amicizia, oltre che di collaborazione professionale, tra Gambera e il leale maresciallo Sancho (Massimo De Lorenzo) o quello con il viceprocuratore e caro amico Paolo Guida (Paolo Briguglia). Rapporti che umanizzano i personaggi e fanno avvertire forte il senso di giustizia che muove il loro operato. A livello di curiosità, da segnalare che Levante non è la sola cantante-attrice della serie, c’è anche Leo Gassmann, che interpreta il giovane Ram, il tecnico radio della squadra.

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