Papa Francesco buca il video dal doc di Mauro a Rosi e Wenders

Un documentario rigoroso e rispettoso ripercorre il pontificato rivoluzionario di Francesco, mentre altri film e testimonianze ne illuminano volto, parola e radici argentine.
April 23, 2026
Wojtyla l’anima, Ratzinger la mente, Bergoglio il cuore. Stando ad Ezio Mauro, quel 13 marzo 2013, con l’elezione di Francesco, «sembrava che lo Spirito Santo avesse completato la terna perfetta dei tre papi della contemporaneità». Non è poco per un giornalista laico aprire il proprio speciale tv a un anno dalla morte di Bergoglio riconoscendo il ruolo dello Spirito Santo. Ma non è certo quest’affermazione un po’ ad effetto a rendere apprezzabile Francesco - Cronaca di un papato, prodotto da Simona Ercolani, diretto da Claudio Pisano, proposto lunedì in prima serata su La 7. Mauro, che ha scritto il documentario con Riccardo Liberatore e Silvia Maruffi, si dimostra giornalista attento alle questioni della Chiesa, trattandole con rispetto e competenza, senza risparmiare questioni spinose sia sul piano etico che sui rapporti interni, proponendo voci e immagini per raccontare un pontificato «rivoluzionario», inquadrandolo nella storia controversa dei primi decenni di questo secolo. T
anti i religiosi, i vaticanisti e gli storici della Chiesa intervistati: i cardinali Matteo Zuppi, Óscar Rodríguez Maradiaga, Gianfranco Ghiralanda e Francesco Montenegro, l’arcivescovo Georg Gänswein (intervistato a distanza con un gioco di immagini tra collegamento on line tramite computer e riprese con telecamere sul posto), i padri gesuiti Federico Lombardi e Antonio Spadaro, i giornalisti e scrittori Lucio Brunelli, Valentina Alazraki, Alver Metalli e Javier Cercas, gli studiosi Alberto Melloni, Andrea Riccardi e Vito Mancuso.
A seguire La 7 ha mandato in onda anche il docufilm Francesco, il Papa rivoluzionario, di Patrick Reams, mentre sia Sky Documentaries (lunedì) che Sky Cinema Stories e Tv2000 (martedì) hanno riproposto quello di Wim Winders, Papa Francesco - Un uomo di parola, in cui il regista tedesco, oltre a una bella e funzionale selezione di immagini di repertorio, propone le interviste con Bergoglio da lui realizzate (senza mai farsi inquadrare) in cui quello che maggiormente colpisce è la luce negli occhi di Francesco quando attraverso la macchina da presa guarda dritto negli occhi dello spettatore. È un faccia a faccia, un’interazione virtuale di grande forza emotiva davanti a un uomo che ha vissuto esattamente quello che predicava.
Da segnalare infine che a ruota di Wenders (mentre Rai 5 proponeva In viaggio di Francesco Rosi) Tv2000 ha mandato in onda il documentario L’Argentina di Francesco, di Eugenio Bonanata, un percorso a ritroso per conoscere Bergoglio prima dell’elezione al Soglio pontificio, i suoi luoghi, le sue abitudini e i suoi pensieri. Di fatto un racconto delle radici di Papa Francesco, senza l’ausilio di una voce narrante, con le sole testimonianze di chi ha conosciuto da vicino il cammino pastorale dell’allora arcivescovo di Buenos Aires nei cui quartieri disagiati si è formata l’idea missionaria della Chiesa in uscita.

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